Mostri e Normali


Noi di WeTheWrestling.net diamo spazio ai lettori tramite un’apposita sezione, dove pubblichiamo ogni riflessione interessante o qualsiasi spunto degno di nota. Ecco il pensiero di un nostro lettore sulla situazione wrestling web, diviso, a suo dire, tra “mostri” e “normali”.

*Navigare nel web alla ricerca di contenuti di wrestling è una cosa affascinante. Pare entrare in una selva di un mondo a parte, dove i personaggi presenti non paiono reali ma frutto di un disegno costruito dietro una tastiera. Non paiono reali perché rifiuto di pensare che vi siano davvero esseri così che brancolano nelle loro città e nei loro paesi a dispensare pillole indigeste di (poca, anzi nulla) saggezza. Perché signori, il wrestling web è popolato da mostri e normali.

I normali discutono, scherzano, condividono, partecipano. La libertà è partecipazione collettiva e il risultato, di solito, è positivo. Parlo, sento, discuto con decine di persone. Persone che sanno argomentare e dare spunti, sanno ragionare senza avere suggeritori, non è un pregio da poco.

Poi ci sono i mostri, popolano in stragrande maggiorana il wrestling web e lo riempiono di macchie difficili da lavare. Con l’esplosione di internet e il boom del wrestling dal 2004 in avanti, gran parte dei ragazzini, ragazzi e adulti dell’ultimo decennio pensano e argomentano come se al loro discorso non vi sia alternativa, vogliono avere ragione e basta. Il problema principale è che il wrestling non è una cosa semplice da comprendere perché la devi sentire dentro. Posso vedere 100 show all’anno ma se non sento dentro la disciplina, la sua storia, la sua evoluzione, le sue trame e il concetto di scrittura che ne deve venir fuori, allora non sarò mai in grado di parlare di wrestling. Molti non sono in grado di parlare di wrestling, vivono nell’illusione che riconoscere una hammerlock o trovare accenni di attitude li renda “esperti”. Purtroppo per loro non è così e quando gli si fa notare le proprie lacune sbraitano, si lamentano. Portano via il pallone. Oppure formano un gruppo che li sostenga.

C’è ad esempio un commentatore blu, corposo e con la barba che per un posto al sole ha fatto scappare i suoi più bravi colleghi. La sua dinamica è una sola: imporre il proprio concetto. Che poi non è nemmen il suo, ma copiato paro paro da PWInsider. Ecco, questo commentatore si è dotato di una kliq personale, di un gregge che lo segue ovunque e lo asseconda. E che come lui sono mark della WWE. Ma che dico Mark? Sembrano impiegati a Stamford. Tutto quel che fa la WWE va bene perché la fa la WWE. Guai a pungere, a criticare in maniera veemente. Le critiche sono carezze, perché altrimenti la WWE revoca lo street Team e non gli dà (talvolta) biglietti gratis e (sempre) meet & greet gratis. Chiaro no?

Per questo si fiondano a commentare, da buoni avvoltoi rivolti alla causa, ogni news a sfavore della TNA con indiscusso sarcasmo. Per questo ogni progetto di un ex TNA è per loro fonte di diffidenza. Anche gli atleti TNA sono fonte di derisione, ma se passano a NXT slacciano i pantaloni e partono gli schizzi. Quando si dice la coerenza, a volte….

Se smonti le sue tesi, riporta tutto sui binari de “la WWE è la storia, la WWE è meglio” e appresso trova i like bavosi del suo gregge. Sciorina 6 politici ai match delle divas e se una storyline è una cagata, lui ci trova il senso ( che poi tutto questo senso non ce l’ha ). È preparato sulle news di wrestling, legge tutti i siti, sa tutto di tutti. Però quando si tratta di wrestling giocato non sa dare criteri ai match, non sa spiegare cosa è bene e cosa è male, non sa sentire e per questo non sa vedere. Ma i like bavosi sono sempre lì a fargli compagnia, dunque penserà sempre d’aver ragione. Intanto il suo mondo si regge sulle gambe di un forum popolato. Tolto quello, rimane una periferia fatta di palazzine storiche mal abitate.

I peggiori mostri sono quelli che passano da un mondo all’altro e in quel passaggio cambiano anche idea. Sono i mostri incoerenti, che non sanno legarsi ad una idea ma hanno bisogno, come il commentatore blu, di leggerla da qualche altra parte e di farla propria. Sono quelli che preferiscono i laghi altrui perché pensano di essere impelagati in mondi paludi o stagni. Si sentono chiusi e vogliono volare. Ma sono spesso immersi nella propria indecisione, hanno bisogno di aprire e chiudere siti, di passare come cavallette da un forum all’altro, da un sito all’altro, da una pagina all’altra. E più cercano di sentirsi importanti e più cala la loro quotazione.

Cambiano idea come mutande. Se oggi sono a favore di CM Punk, domani saranno contro perché il loro nuovo punto di passaggio dice così. Se oggi sono contro Hogan, domani sono a favore. Se oggi sono contro Warrior, domani sono a favore. E così via finché non sapranno nemmeno se hanno mai avuto una idea originale. Capirne di wrestling non se ne parla, meglio seguire le mode o il gossip, ci si muove solo per sparlare di questo o quell’altro wrestler. Vanno dove li considerano ma casualmente giunge davanti a loro sempre qualcuno più bravo e preparato. A nulla vale scrivere pezzi in kayfabe come fossimo negli anni 90: anche mio nipote di 5 anni sa che Hogan si faceva di steroidi e non delle vitamine che nei promo diceva di prendere, e che Shawn Micheals è sempre stato un trollone da antologia tanto che le uniche che lo amavano erano le fidanzate dei colleghi che gliela davano un’ora sì e l’altra pure.

Infine esistono mostri che, pur esperti, tacciono. O parlano ricoperti di finto buonismo. Sono commentatori neri, di quelli che predicano il “volemose bene” giusto per avere qualche biglietto gratis in più. Pensano di essere personaggi importanti ma la loro cifra sta nelle critiche che ricevono. Non li può vedere nessuno per la loro invadenza e pesantezza. Sono quelli, dunque, che si spostano e aiutano per convenienza, purché sia in prima fila e con licenza di fare foto video e quant’altro vogliano. Se non ricevono il dono si irritano, sbraitano, accigliano lo sguardo. Chi li conosce li lascia fare, tanto continueranno a leccare i deretani per un biglietto in prima fila in più.

A cura di Genesis

Gennaro Donnarumma

Non c'è niente da dire, niente da vedere.. Ok, comune ragazzo di ventunenne con la passione per il Wrestling, dal 2003, credo.

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