Bentornati nell’Inside RAW, alla tredicesima edizione questa settimana. Ancora una volta vi farò compagnia io e sarà un piacere per me esporvi i miei pareri su tre punti dell’ultima puntata di Monday Night RAW. Non c’è tempo da perdere, iniziamo!

 

TWO WOMEN FOR A CELL
Spazio al ring, dove Charlotte e Sasha Banks stanno per firmare il contratto per il loro Hell in a Cell Match, il primo tra due donne nonché il primo match femminile a finire nel main event del PPV. Con loro, a reggere il contratto, c’è Mick Foley, che assiste allo scambio verbale tra le due volte campionesse delle donne. Da una parte abbiamo la determinazione di Sasha che, certa del tifo del pubblico, garantisce a Charlotte che sarà lei ad uscirne vincitrice dalla gabbia, domenica. Dall’altra parte abbiamo invece la spavalderia e la sicurezza della Queen, la quale, proprio come il padre ai tempi d’oro, è sempre certa di essere la vera campionessa, asserendo con tranquillità che domenica sarà una tre volte campionessa femminile. In mezzo a questo diverbio si inserisce Mick Foley, il quale ha comunque un certo feeling con gli Hell in a Cell Match. Il GM dello show rosso rimprovera a gran voce le due ragazze, dando loro quasi delle “sprovvedute” senza il concetto di Hell in a Cell. Ma come Foley, non eri tu che le avevi spinte ad entrare nella gabbia? E allora perché ora stai facendo retromarcia? Particolare il comportamento dell’ex Mankind. Foley che si comporta quasi da padre delle due, affermando che l’Hell In A Cell non è una semplice recinzione cubitale in acciaio, ma molto di più.
Ma ahimè, è ormai tardi per dirlo, Mick. Il contratto è stato firmato e domenica assisteremo al primo e atteso match nella gabbia tra le donne, nel main event del PPV. Un Hell in a Cell Match che a tanti puzza di fanservice, detto e considerato che Sasha e Charlotte non hanno affatto un fisico capace di reggere un match intenso come quello. Il mio consiglio è quello di tenere basse le aspettative, perché si è comunque al primo confronto nella gabbia tra due donne e difficilmente potremmo vedere le classiche caratteristiche che compongono un Hell in a Cell Match quali sangue, attacchi con oggetti contundenti e vari bump. Tuttavia, non mi preoccuperei troppo. Preferisco tenere basse le aspettative, si, ma qualcosa aspettiamocela lo stesso. Non a caso, Charlotte si era offerta di eseguire un Moonsault dalla cima della gabbia…

 

IL TRISTE CASO DI BRIAN KENDRICK
Ed arriviamo a parlare dei Cruiserweight, dopo un bel po’ di tempo. Siamo negli spogliatoi, con TJ Perkins e Brian Kendrick, il quale, dopo aver perso contro Rich Swann, arriva dal campione dei pesi leggeri ad “elemosinare”, passatemi il termine il Cruiserweight Title. Un Brian Kendrick che sente che la sua carriera è ormai vicina al finire, perciò chiede esplicitamente al vincitore del Cruiserweight Classic di perdere l’incontro, in modo da ricambiare tutti i favori che, in passato, Brian ha fatto al portoricano. Ma Perkins non ha alcuna intenzione di cedere alle richieste di Kendrick e lo abbandona, prendendo le valigie e lasciando lo spogliatoio. Ed ora, meditiamo sulla gestione di Brian Kendrick. Kendrick che è passato da allenatore a NXT a partecipante nel Cruiserweight Classic, fino a ritornare a Monday Night RAW, dove aveva già lottato in passato durante il primo stint nella federazione di Stamford. Kendrick è tornato a lottare ufficialmente su un ring WWE proprio in occasione del CWC, regalandoci buonissimi match e dimostrando di non essere peggiorato dall’ultima volta che l’abbiam visto lottare. Ma allora, perché turnarlo heel? E per carità, sono stato il primo ad accettare il turn eh, ma non a queste condizioni. Adoro Brian Kendrick, amo il suo stile ed il suo personaggio e mi fa un po’ pena vederlo ridotto così, mezzo doppiogiochista, mezzo amico, di questo passo Brian Kendrick finirà di essere solo il riflesso di quello che era davvero. Se domenica vincesse, non ne sarei tanto felice: un po’ per TJ Perkins che non merita di perdere, un po’ per lo stesso Kendrick che, attualmente, non merita quella cintura. Vedremo gli sviluppi di questa faida.

 

KEVIN OWENS IS THE MAN!
Finalmente, finalmente! Kevin Owens, sei davvero tu? Bene, benissimo! Diamine, il Prize Fighter sembrava tutt’altro nelle ultime settimane. Un regno da campione noioso, scontato e che ha per protagonista soprattutto Chris Jericho, il che non è che sia il massimo essendo Owens e Seth Rollins gli autentici protagonisti della faida. Kevin Owens che, dopo esser stato schienato assieme al suo compare, Y2J, si è rivoltato contro Seth Rollins con un vile attacco in coppia alle spalle. Jericho e KO hanno massacrato Seth, il quale è stato brutalizzato con una Powerbomb sull’apron da parte del campione Universale. Sperando che questo barlume di luce si apra nel buio totale del regno anonimo a dir poco del due volte campione Intercontinentale. Owens deve liberarsi al più presto di Chris Jericho. Purtroppo è così. Jericho si sta rivelando il bastone tra le ruote dell’ex Kevin Steen, il quale non riesce ad emergere e a coinvolgere come campione, un titolo Universale arrivato fin troppo a sorpresa, molto prematuramente e che non sta rendendo ad Owens quel che si merita. Mr. Wrestling deve iniziare a dare una forte svolta al suo regno e a RAW abbiamo visto tutti di cosa è capace. Quella cintura è solo e soltanto di Kevin, e lui deve esser capace d difenderla da solo, con rabbia. Domenica si chiuderà in un Hell in a Cell insieme all’Architetto, sperando difenda quel titolo in modo pulito, per una volta, Chris Jericho e anche Triple H permettendo. Speriamo bene.

 

È tutto per oggi, grazie per aver dedicatomi cinque minuti del vostro tempo, noi ci risentiamo sabato con l’Holy Sh*t #28.
Passo e chiudo.