STILL REAL TO ME #1: il mio film preferito

Ehi, ciao!
Sono Marco, e voglio raccontarvi un film che ho guardato. Il più bel film che abbia visto negli ultimi anni. Ascoltate.

Parla di due amici, si chiamano Chris e Tam. A proposito, Tam è la versione scozzese di Tom, non è un errore di battitura, d’accordo?

Vivono a Glasgow, in un quartiere molto malfamato. Roba pericolosa, bande, anche armate. Sono molto amici. Ma proprio tanto, quasi fratelli.

All’inizio del film, Tam è il più popolare dei due. È un tizio tosto, certo, ma è anche un po’… diciamo pure esibizionista. Ha parte dei capelli colorati di blu, ha un sorriso figo ed esce con la ragazza più bella del quartiere. Certo, non è esattamente una fedelissima, è stata con tantissimi ragazzi diversi, ma al momento pare stia bene con Tam. Non è che metta le corna alla gente, capite: ogni tanto molla il suo ragazzo per mettersi con un altro. È fatta così, ma piace a tutti. E poi c’è Chris, l’amico di Tam. È un tizio grande e grosso, ha una forza fisica impressionante; ha la pancetta, sorride sempre, non la manda mai a dire ma è simpatico, anche un po’ goffo. Tutti gli vogliono bene.

A un certo punto arriva un tizio di nome Andy che attacca discorso con la ragazza di Tam e, con una serie di bugie e di mezze verità, la convince a piantare Tam per uscire con lui. Tam, naturalmente, ci rimane malissimo. Vorrebbe parlare con Andy, faccia a faccia, ma questo è scaltro e riesce, con una serie di sotterfugi, a evitare di incontrarlo.

A quel punto Tam si infuria e… sparisce. Nessuno sa dove sia finito. Molti pensano che si sia trasferito altrove, e c’è anche chi pensa che sia morto. È una zona pericolosa, capite, ogni tanto capita che qualcuno ci lasci le penne. Anche i ragazzi popolari.

Il film si concentra allora su Chris. Anche a lui piace quella ragazza. Certo, mentre usciva con Tam non avrebbe mai nemmeno pensato di provarci, ma adesso che è con Andy… C’è anche da aggiungere che il signor Mark, il padre della ragazza, ha una certa simpatia per Chris. Sarebbe contento di vedere sua figlia uscire con Chris, un ragazzo simpatico, divertente, aperto, piuttosto che con Andy, uno che nessuno sopporta.

Il signor Mark riesce a convincere sua figlia a uscire con Chris. Una volta sola, senza che Andy lo sappia. Tutti gli spettatori ne sono felici, chiaro, tutti sperano che Chris riesca a mettersi con lei, Andy è davvero insopportabile. Il tipico cattivo da film.

Insomma, Chris è lì che parla con questa ragazza. È tutto affascinante, molto simpatico… e poi arriva Tam e rovina tutto. La ragazza torna da Andy, e Chris sembra distrutto. E perde il sorriso.

Per qualche scena, vediamo Tam che si assicura che Chris non riesca più a divertirsi. Decide di andare a un concerto, e Tam fa in modo che non riesca ad andarci o, se ci arriva, che non possa goderselo; va a cena fuori, e Tam gli rovina la serata. Cose così. Non sappiamo perché si stia comportando così, non dice niente: sta solo facendo il possibile per far star male il povero Chris. E ci riesce alla grande. Una volta, addirittura, lo attacca con un coltello. Non lo ammazza, ma gli lascia una cicatrice bella visibile, sulla fronte.

Chris, il ragazzo cicciotto, sempre di compagnia, non è più così tanto di compagnia. E smette anche di essere cicciotto: inizia ad andare in palestra e torna massiccio e infuriato. È pronto ad affrontare il suo ex migliore amico.

Il signor Mark, che è un po’ il “padrino” della zona, organizza un confronto faccia a faccia tra i due, che una volta erano come fratelli. E i due si incontrano.

La conversazione si scalda. Poi iniziano ad alzare le mani, e diventa una rissa vera e propria. Usano tutto quello che trovano per farsi male a vicenda: i mobili della casa del signor Mark, un coltello, tutto. Il signor Mark fa quello che può per assicurarsi che almeno non si ammazzino a vicenda. E sembra cerchi di favorire Chris. Per esempio, quando Tam cerca di colpirlo in testa con una sedia rotta, il signor Mark riesce a togliergliela di mano all’ultimo momento. Cose così. Ma sa benissimo che hanno bisogno di quella rissa, quindi non prova nemmeno a fermarli. Sanno tutti che il quartiere è diventato troppo piccolo per tutti e due. Uno di loro deve andarsene, e quello è il momento per decidere chi sarà.

Chris è più alto di Tam. E poi, da quando ha iniziato ad andare in palestra ed è dimagrito tantissimo, è anche più forte fisicamente. Insomma, Tam finisce a terra. Chris è pronto a lasciargli un segno in volto e a cacciarlo dal quartiere quando… si guardano negli occhi… e, insieme, attaccano il signor Mark.

Con il signor Mark a terra, Chris inizia a urlare che le azioni di Tam gli hanno “aperto gli occhi”, ringrazia suo fratello, promette che smetterà di cercare di essere simpatico alla gente. Loro due, amici, fratelli, insieme, faranno quello che vogliono. Nessuno è al sicuro.

Film. Subject. To change.

 

Bel film, vero? Dai, lo guardereste immediatamente, secondo me. C’è tutto: un po’ di violenza, una storia di tradimento, emozioni e sentimenti, e un colpo di scena pazzesco alla fine.

E non hanno usato nessuno stuntman, niente. Nemmeno il sangue era finto. E non hanno mai dovuto ripetere una scena. “Buona la prima”. Sempre.

Ormai avrete capito: non è davvero un film. È una storyline di pro wrestling. È successo tutto sul ring. “Chris” è Chris Renfrew, “Tam” è B.T. Gunn, “il quartiere” è la Insane Championship Wrestling (ICW), “il signor Mark” è Mark Dallas, proprietario della stessa ICW, “Andy” è Red Lightning e “la ragazza” è il titolo della ICW. Ma se avessi aperto scrivendo “Vi racconto una storyline di wrestling”, molti avrebbero chiuso la pagina pensando alla solita storiella ovvia. E invece no. Quando Chris (Renfrew) ha colpito Mark (Dallas) quella sera al Garage, in Sauchiehall Street a Glasgow, le centinaia di spettatori presenti hanno improvvisamente taciuto. Tutti. Un silenzio assordante.

Il wrestling crea emozioni attraverso storie interessanti e ben scritte che non insultano l’intelligenza dello spettatore. Questo non è “sports entertainment”: questo è wrestling.

E… IT’S STILL REAL TO ME, DAMMIT!

LEGGI ANCHE

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.