STILL REAL TO ME: Intervista a Rob Mills

Amici carissimi, eccoci con Rob Mills.

Rob ha solo 17 anni, ma è già un anno che sale regolarmente sul ring. La sua “casa” è la Reckless Intent di Livingston, dove tra l’altro ha già vinto per tre volte il titolo Hardcore (con regole 24/7), e spesso lo si incontra tra il pubblico dei migliori show di wrestling in Scozia. Ma presto, molto presto, lo vedremo dall’altra parte di quelle transenne…

Segnatevi queste parole: Rob Mills diventerà qualcuno. E vi assicuro che non lo sto dicendo perché ha minacciato di accoltellarmi se non lo dico. No, davvero.

Comunque sia… andiamo a scoprire qualcosa riguardo a Rob!

 

WtW: Ciao Rob, benvenuto. Non ti annoierò chiedendoti chi ti ha allenato e dove, né cercando di scoprire perché hai deciso di diventare un wrestler. Preferisco invece chiederti chi sono le persone più importanti per il tuo sviluppo come wrestler.

RM: Senza dubbio, le persone che devo ringraziare maggiormente sono i miei allenatori: Michael Chase e Rawlins. Un anno fa non immaginavo che sarei diventato bravo come invece sono, e ce l’ho fatta grazie a loro. Ho anche avuto il piacere di partecipare a diversi seminari con gente fantastica come Chris Renfrew, Damo, Dave Taylor, Brian Kendrick, e la lista continua. Penso che anche questi abbiano avuto un impatto importante.

 

WtW: Cosa pensi che differenzi la Reckless Intent dalle altre federazioni?

RM: Descriverei la Reckless Intent come la perla meglio nascosta del wrestling scozzese. Ci sono i nostri talenti ben mischiati con quelli dei migliori wrestler del Paese. Abbiamo una base di appassionati che è in crescita costante, ma è ancora abbastanza ridotta da mantenere un’atmosfera intima. Aspettatevi grandi cose.

 

WtW: Come e quanto ti alleni, al momento?

RM: Vado ad allenamento quattro volte la settimana. Non abbiamo tantissima roba, ma almeno ci sono un ring, un bel po’ di pesi, vari pneumatici, cose così. Non è tantissimo, ma è più che sufficiente, soprattutto vedendo cosa c’era fino a poco tempo fa.

 

WtW: Come descriveresti il tuo stile sul ring?

RM: Sinceramente non saprei. All’inizio mi hanno detto che, dato che sono piccolo, sarei diventato di sicuro un flyer, ma non volevo che mi spingessero in quella direzione. Mi ispiro molto a Scott Renwick, un altro che è stato molto importante nella mia formazione: lui faceva tutte le cose base, facendole però sembrare molto più belle di quanto siano normalmente. Ecco, questa è una buona descrizione del mio stile.

 

WtW: Come hai creato il personaggio che interpreti sul ring?

RM: Non ho creato nulla: sono semplicemente io. Nei primissimi incontri ho provato alcune cose, ma non hanno funzionato. Va meglio se interpreto semplicemente me stesso.

 

WtW: Che reazione ha avuto la tua famiglia quando hai preso la decisione di diventare un wrestler? E gli amici?

RM: Non sono sicuro. Mia mamma certamente ne è felicissima, e in realtà la maggior parte dei miei amici sono wrestler, quindi suppongo che non abbiano problemi! Haha!

 

WtW: C’è una qualche categoria di persone nel wrestling che non sopporti?

RM: Gli unici sono quelli con un ego eccessivo. Ma penso che sia qualcosa che infastidisce tutti. Mi trovo bene quasi con tutti, non ho molto da dire in negativo.

 

WtW: Dove ti vedi nel giro di qualche anno?

RM: Spero che il 2016 sia l’anno della mia consacrazione. Al momento, i miei obiettivi sono diventare una pedina importante nella Reckless Intent aiutandola ad avere un enorme impatto sulla scena scozzese. Vorrei anche combattere altrove, probabilmente è la cosa cui penso più spesso. Vorrei che qualcuno mi notasse e dicesse “Questo deve combattere nel nostro show”. Sarebbe un grande passo verso il mio obiettivo finale, che è diventare un wrestler di caratura internazionale.

 

WtW: Ti senti più a tuo agio da heel o da face? E perché?

RM: Da face, direi. Non so perché, ma quando sono diventato face è scattato qualcosa in me che mi ha fatto dire “È la mossa giusta”.

 

WtW: Tra tutti quelli che hai già affrontato, c’è qualcuno con il quale ti senti più a tuo agio sul ring? E per quanto riguarda i compagni di coppia?

RM: Tra tutti quelli che ho affrontato non c’è nessuno con cui mi sia sentito a disagio. Mi piace lavorare con gente nuova quanto amo lottare con qualcuno che ho già affrontato cento volte. Per quanto riguarda i compagni di coppia non saprei risponderti, ti stupirà sapere che di match di coppia ne ho fatti molto pochi, quindi non so che dire.

 

WtW: Chi vorresti affrontare nel tuo “match dei sogni”?

RM: Sai che non credo di averci mai pensato? Davvero, non ho idea, non ho mai pensato a qualcuno con cui vorrei lavorare.

 

WtW: Cosa pensi riguardo alla questione del sangue nel wrestling?

RM: Non mi sono ancora fatto un’opinione chiara. Ho sanguinato una volta, durante un match, ma è stato un incidente (e non è stato piacevole). Non saprei che risposta darti.

 

WtW: Una domanda cui non sfugge nessuno (proprio come l’inquisizione spagnola): cosa rispondi quando senti qualcuno dire che il wrestling è “finto”?

RM: Mi faccio da parte. Se qualcuno dice una cosa del genere, smetto di parlare con loro. Se ne fanno una gran storia, preferisco non essere lì per assorbire un sentimento tanto negativo.

 

WtW: Benissimo; ora: come possiamo seguire la tua carriera?

RM: Potete seguire la mia pagina Facebook, cercate “Rob Mills”. Su Twitter e Instagram sono @the_RobMills

 

WtW: Per concludere: hai qualcosa da sire agli appassionati italiani?

RM: Ho sentito dire che siete un pubblico fantastico. Spero, un giorno, di venire a esibirmi nel vistro Paese.

 

Grazie ancora, Rob, e buona fortuna per la tua carriera!

 

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.