Sul Ring Tricolore – “La geografia del wrestling italiano”

La scena wrestling italiana è senza dubbio in espansione continua. Non solo sono resistite fino ai giorni nostri la maggior parte delle federazioni che hanno aperto i battenti quando si iniziò a parlare di wrestling italiano nel lontano 2001-2002, ma dal 2010 in poi si ha una fioritura continua di realtà che offrono la possibilità ai ragazzi del Bel Paese di coronare il sogno di poter diventare wrestlers.

Già, perché non c’è bisogno di andare a Stamford, o in Giappone, o in Messico per calcare ring prestigiosi, dato che in tutta Europa e in Italia le compagnie di wrestling professionistico ce la mettono tutta per aprire academy e poli d’allenamento.

Se da un lato nello stivale abbiamo federazioni storiche come l’Italian Championship Wrestling, la Total Combact Wrestling, la Frontier Championship Wrestling, l’Xtreme Italian Wrestling (anche se quest ultima è sull’orlo della chiusura) e via dicendo, da un lato abbiamo nuove realtà come l’ASCA (Adriatic Special Combact Academy – precedentemente nota come Adriatic Wrestling League – AWL), Rising Sun Wrestling Promotion, Bologna Wrestling Team, Wrestling Italiano Veramente Autentico, Rome Wrestling Academy, Real Italian Wrestling, Power Wrestling Entertaiment….e c’è il caso di dirlo: chi più ne ha più ne metta.

La seconda metà del 2016 vedrà inoltre la nascita di compagnie come Maximum Aggression Wrestling e Bullfight pronte a infiammare ancora di più la scena nostrana, invitando anche ospiti europei.

La storia italiana anche visto in campo federazioni come l’IWZ, purtroppo chjusa dopo pochissimi show, e la United Italian Wrestling, formalmente chiusa ma alcune delle cui cinture ancora circolano sulla scena italiana.

Se proprio si vuole trovare la nota dolente, in tutto ciò, è che oggettivamente parlando le academy e le federazioni non hanno una distribuzione perfettamente omogenea. Di fatti, se al nord TCW, FCW, MAW, KOX, ASCA, BULLFIGHT, RSWP, ICW (quest’ultima con academy anche al centro sud) e via dicendo spopolano, e al centro possiamo trovare la RWA, al sud eccezion fatta per RIW (Messina) e PWE (con una palestra in Basilicata) il wrestling è poco presente. Sono invece escluse Calabria, Puglia, Sardegna e le altre regioni.

Il perché di tutto ciò? Non penso si possa trovare un capro espiatorio. La poca partecipazione dei ragazzi dovuta allo scarso interesse verso il wrestling italiano ed una eccessiva adorazione di quello europeo e americano? La non volontà di professionisti di aprire scuole investendo denaro e risorse? Probabilmente questa domanda non avrà mai una risposta chiara e sicura.

E con questo è tutto, il vostro Alessandro vi saluta e vi da appuntamento alla prossima!

STAY TUNED!