The Best of 2017 – WWE Edition

Eccoci giunti a parlare del 2017 della WWE. Come avrà passato l’anno la federazione di wrestling più importante al mondo? Andiamo a scoprirlo insieme, facendo prima un riassunto di quello che è accaduto in questi 12 mesi.

Tutto è cominciato alla Royal Rumble, dove John Cena ha strappato il titolo WWE ad AJ Styles, mentre Kevin Owens si è confermato campione universale contro Roman Reigns. La rissa reale è stata vinta da Randy Orton, che eliminando Roman Reigns è diventato il primo sfidante al titolo WWE. Ma a WrestleMania il suo avversario non è stato AJ Styles, bensì Bray Wyatt, che aveva vinto il titolo durante Elimination Chamber. Ed è proprio contro il guru della palude che The Viper vince il suo tredicesimo titolo mondiale. Nel frattempo, Goldberg a Fastlane si laurea nuovo campione universale, ma perde il titolo a WrestleMania contro Brock Lesnar, che da allora non ha più perso la cintura.

Nel roster di SmackDown invece, Randy non dura molto come campione: a Backlash infatti perde la cintura contro Jinder Mahal, che resterà campione fino alla puntata di SmackDown del 7 Novembre, quando dopo 170 giorni di regno perde contro AJ Styles, il quale dunque apre e chiude questo 2017 come WWE champion.

Nel roster femminile le monopolizzatrici sono state Charlotte Flair ed Alexa Bliss, le quali hanno vinto i titoli in entrambi i roster e sono attualmente le due campionesse. Colpisce in particolare l’annata di Alexa, che dopo aver perso il titolo di SmackDown a WrestleMania, è passata al roster di RAW dove nel giro di poco tempo si è laureata campionessa, con un regno che dura praticamente da Aprile, se escludiamo una breve parentesi titolata in Agosto per Sasha Banks. SmackDown invece ha visto emergere diverse campionesse, l’ultima delle quali è proprio Charlotte Flair. Anche lei dunque apre e chiude questo 2017 con un titolo alla vita.

Parlando dei titoli secondari, il titolo intercontinentale e quello degli Stati uniti hanno entrambi subìto un cambio di roster. Il primo è passato a RAW mentre il secondo a SmackDown. Il titolo intercontinentale è stato detenuto per gran parte dell’anno da Dean Ambrose, che poi lo ha perso contro The Miz il quale lo ha a sua volta perso contro Roman Reigns in una puntata di RAW. Situazione leggermente più variegata per il titolo a stelle e strisce. Inizialmente Chris Jericho e Kevin Owens si sono alternati come campioni, poi sono seguiti i regni di Baron Corbin ed AJ Styles fino ad arrivare alla vittoria del titolo da parte di Dolph Ziggler, che dopo aver vinto a Clash of Champions ha rinunciato alla cintura, la quale al momento è vacante.

La categoria tag team di SmackDown ha visto il dominio assoluto degli Usos e del New Day: in questo 2017 i campioni sono stati solo loro, alternandosi. A RAW invece, dopo una breve parentesi iniziale di Luke Gallows e Karl Anderson, sono saliti in cattedra Cesaro e Sheamus, che hanno vinto i titoli in tre occasioni e in altrettante li hanno persi: prima contro gli Hardy Boyz, poi contro Seth Rollins e Dean Ambrose e infine, una settimana fa, contro Rollins e Jason Jordan.

205 live ha visto il passaggio di testimone tra Neville ed Enzo Amore. Chiudiamo con NXT. Il titolo principale è stato detenuto per 8 mesi da Bobby Roode, il quale lo ha perso  contro Drew McIntyre, ma a Novembre Andrade “Cien” Almas, a sorpresa, si è laureato nuovo campione. La categoria tag team ha visto l’abdicazione degli Authors of Pain in favore della SAnitY, ma nella puntata di NXT del 29 Novembre, gli Undisputed Era sono diventati i nuovi campioni. Chiudiamo con la divisione femminile, dove un infortunio ha costretto Asuka a rendere vacante il titolo che deteneva da 16 mesi. Dopo un periodo in cui la cintura è stata vacante, Ember Moon ha vinto un fatal 4 way match che l’ha incoronata campionessa.

CONSIDERAZIONI

Che dire di questa annata? Sicuramente la peggiore che abbia visto da quando seguo la WWE (circa 4 anni) e rientra anche tra le peggiori di questa decade. Ad avermi deluso non è stato tanto lo spettacolo offerto (non fraintendetemi, anche quello ha lasciato a desiderare: andando a memoria non riesco a ricordare un solo PPV del main roster che abbia ritenuto sufficiente, a parte la Royal Rumble), quanto il fatto che la compagnia sia stata in grado di creare grosse aspettative, che poi sono state puntualmente disattese. Del 2017 avremmo potuto dire “È stato l’anno del primo Women Money in the bank match”, o “È stato l’anno della consacrazione di Bray Wyatt e Braun Strowman” e ancora “È stato l’anno in cui il dominio di Brock Lesnar è stato interrotto”. Invece probabilmente diremo “È stato l’anno in cui Jinder Mahal è stato campione per 5 mesi”, con risate a seguito. Il booking di Brock Lesnar ha in parte affossato Braun Strowman e Samoa Joe, il regno di The Miz è stato ripetitivo e uguale ai precedenti, il titolo degli Stati Uniti ha spesso fatto da contorno ad altre storyline o è stato utilizzato come “contentino”, la reunion dello Shield è stata fallimentare e il regno di Jinder Mahal imbarazzante sotto tutti gli aspetti. I debutti nel main roster di Shinsuke Nakamura e Bobby Roode, col senno di poi, avrebbero potuto essere ritardati. La divisione femminile si è riavvicinata agli standard di qualche anno fa e la Women’s revolution si è chiusa dopo i due deludenti Money in the bank ladder match. Le scelte compiute con i pesi leggeri e l’abbandono di Neville e Austin Aries mi hanno fatto perdere interesse nei confronti della divisione.

Le note positive sono di meno ma comunque importanti: su tutte la categoria tag team, che in entrambi i roster è stata valorizzata. A SmackDown abbiamo sì i New Day e gli Usos (tornati ai fasti di qualche anno fa), ma ci sono anche altri tag team che funzionano, come i Breezango o Rusev e Aiden English, sempre più amati dai fan e capaci anche di offrire un buono spettacolo. Ci sono poi i Bludgeon Brothers e non dimentichiamo Chad Gable e Shelton Benjamin, novelli primi sfidanti ai titoli di coppia. A RAW non tutti i tag team hanno il giusto spazio ma tutto sommato la situazione è buona, e per il prossimo anno siamo tutti curiosi di vedere come si evolverà la situazione una volta che Jeff Hardy sarà tornato dall’infortunio. Non è un caso che in questo 2017 i migliori match nei PPV siano spesso stati offerti da questa categoria. Un’altra cosa che ho apprezzato è stata la crescente collaborazione della WWE con altre compagnie. Se pensiamo che fino a 3-4 anni fa negli show non venivano neanche nominate le altre federazioni di wrestling mondiale, vedendo quest’anno Triple H in ICW e, l’anno prossimo, Chris Jericho in NJPW e Apollo Crews in PCW, comprendiamo che la WWE ha compiuto notevoli e importanti passi avanti in quest’ambito, il che sta già portando i suoi frutti e in futuro potrà ulteriormente giovare al mondo del wrestling.

Il 2018 per la WWE si preannuncia interessante: vedremo come si evolverà la storyline di Dolph Ziggler, come verranno portate avanti le invasioni della Riott Squad a SmackDown e di Paige, Mandy Rose e Sonya Deville a RAW, se Jason Jordan e Seth Rollins funzioneranno insieme ed altro ancora.

Concludo questo articolo augurando alla WWE, e a tutti voi, un buon 2018. Che possa essere sereno, ricco di soddisfazioni e felici novità e, se possibile, senza più titoli intorno alla vita di Jinder Mahal.

 

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Le mie passioni vanno un po’ a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest’ultimo all’età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

Francesco Benedetti

Le mie passioni vanno un po' a momenti, ma le uniche costanti sono calcio, serie TV e wrestling. Riavvicinatomi a quest'ultimo all'età di 13 anni, verso i 18 ho cominciato a mettere il naso fuori dalla WWE, con cui ho sempre avuto un rapporto di amore/odio. Adesso guardo ciò che mi interessa, senza focalizzarmi su precise realtà.

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