The Best of 2018 ROH Edition

Salve a tutti, benvenuti nel primo “best of del 2018” in casa We The Wrestling. Tocca a me, Enea Boscolo, aprire le danze con la ROH. Prima di andare ad assegnare i vari “premi”, trovo sia giusto parlare di ciò che è successo durante l’anno.

“Una redemption incompleta”, questo sarebbe il titolo che vorrei dare al 2018 di questa ROH. Si può dire che il prodotto partì bene quest’anno. I primi mesi, infatti, ci si è tenuti su un livello buono: le faide, in generale, sembravano essere scritte in modo decente; i titoli a sei uomini brillavano; Castle come volto della federazione stava iniziando a prendere un certo numero di consensi. Insomma, la terra brillava in casa ROH. Il morale iniziò a sgretolarsi dopo Supercard Of Honor: l’evento non convinse, ciò innescò un declino. La divisione tag team sentiva parecchio la mancanza di materiale; il titolo trios, dopo un momento molto buono, passò dagli SCU al Kingdom a Cody&Bucks in pochissimo tempo, ciò ne uccise lo status; la faida tra Silas Young e Kenny King per il titolo televisivo perse sempre più interesse a causa delle varie controversie; la WOH, capitanata da Sumie Sakai, diventò un riempitivo. Però sono tre i fattori che hanno totalmente annullato la “redemption” che ho menzionato prima:

In primis, devo citare l’infortunio di Dalton Castle. Durante un regno molto valido, il peacock s’infortunò, lasciando la fed senza campione per qualche tempo. Nemmeno al ritorno si ristabilì completamente, ciò costrinse i booker a cambiare volto in fretta e furia, puntando su Jay Lethal.

Il secondo fattore che ha danneggiato non poco la Ring Of Honor è l’addio di Punishment Martinez. Può non sembrare, ma fidatevi che Martinez stava vivendo un grandissimo push. Il gigante, riportò alla luce il titolo TV dopo un momento abbastanza morto: Silas Young, finalmente diventato campione, era diventato lo stereotipo del heel vigliacco, tanto da perdere la faccia pure contro Cheeseburger. Martinez prese in mano la situazione, elevando molto il titolo televisivo. Con uno status simile nel 2019 sarebbe potuto essere campione ROH. Poi è arrivata un’offerta da NXT…

Il terzo punto che segna il fallimento del 2018 in ROH, è l’addio dell’ELITE (e degli SCU). La chiusura di un’era che ha fatto molto affidamento sugli ex Bullet Club, questo potrà portare a gravi conseguenze pure nel 2019, soprattutto per quanto riguarda le vendite. La Ring of Honor ha un grosso buco di starpower che spero coprirà con i nuovi acquisti. L’unico rimasto della combriccola è Marty Scurll, ora che è “solo” potrebbe pure tirare fuori un personaggio più interessante, staremo a vedere. Queste sono brutte perdite, soprattutto per quanto riguarda la tag division che è formata, letteralmente, da due team.

Mi sono dilungato più del previsto, perdonatemi, ci tenevo davvero a scrivere tutto ciò che ho scritto. Ora, direi che è il caso di passare ai “premi” di quest’annata in casa Ring of Honor:

BEST WRESTLER OF THE YEAR: Dalton Castle
Non è così facile scegliere un vero e proprio wrestler dell’anno. Penso che, assieme a Castle, se la giochino: Lethal, Martinez e Gresham; il problema è che nessuno di loro ha avuto un anno limpidissimo. Premio il buon Dalton perché è riuscito a regalarsi molte soddisfazioni e al mettersi come top name della compagnia nonostante lo scetticismo generale.

BEST TAG TEAM/TRIOS OF THE YEAR: SoCal Uncensured
Semplicemente sorprendenti, un anno in cui sono riusciti a far brillare il titolo trios con incontri di buonissima qualità. Non mi è piaciuto molto il fatto che siano andati over con i memini, però a livello di prestazioni questi tre mi hanno proprio stupito in positivo. In singolo, magari, Kaz e Daniels iniziano a sentire il peso dell’età, quando lottano in tag match, però, sanno quel che fanno.

BEST MATCH OF THE YEAR: Six-Men Las Vegas Street Fight: SoCal Uncensured vs Hung Bucks at ROH 16th Anniversary Show.
Come giusto dicevo sugli SCU, questo incontro è uno dei migliori incontri “3 vs 3” che io abbia mai visto. Non solo un match frenetico, è pure ben studiato psicologicamente. Se non lo avete visto è doveroso un recupero, fidatevi che non ne rimarrete delusi.

BEST TITLE REIGN OF THE YEAR: Punishment Martinez as ROH TV Champion
Non trovo ci siano stati grandissimi regni quest’anno, potrei dire quello di Dalton Castle ma gli infortuni e la conclusione mi rovinano un po’ la visione generale della cosa. Preferisco premiare Martinez, ha risollevato di molto lo status titolo TV, non sono poi mancate le prestazioni godibili e divertenti, soprattutto vi consiglio le difese contro Scorpio Sky e Jimmy Havoc. Pure qui, la pecca è nel finale, fatto in fretta e furia, anche se, c’è da dire, che ha aiutato non poco lo status di Cobb.

BEST SHOW OF THE YEAR:ROH 16th Anniversary Show
Senza dubbio il miglior show dell’anno, non manca qualche piccola delusione, ma in generale è un PPV molto divertente e con ben tre incontri sopra le quattro stelle (parere personale). Questo evento rappresenta l’inizio di quella che poteva essere la rinascita della ROH, il fresco di titolo Dalton Castle che sconfiggeva “il passato” sotto forma di Jay Lethal.

Con questo concludo, passo il testimone ai miei colleghi. Se vi è piaciuto il mio articolo vi consiglio di andarvi a recuperare la puntata del nostro podcast incentrata su Final Battle fatta qualche giorno fa.

https://www.youtube.com/watch?v=iQ3tww8Uzhc

Enea Boscolo

Studente di sociologia che nel tempo libero apprezza guardare show di wrestling. Uno dei fondatori di Squash A Jobber Live e recensore di eventi sul sito. Predilige l'indy wrestling Americano ma sta cercando di ampliare il suo campo visivo

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