The Best of 2018: WWE Edition

Fine anno, tempo di bilanci. Dopo quello sulla Ring of Honor e sulla scena giapponese, è il momento del The best of 2018: WWE Edition by We The Wrestling, articolo scritto a quattro mani con Francesco Benedetti, autore dell’Inside WWE. Insieme abbiamo analizzato l’annata della compagnia di Stamford, selezionando i migliori wrestler, il miglior tag team, il miglior campione e il miglior match.

Esaminare il 2018 della compagnia di Vince McMahon non è stato un compito semplice, vista la scarsa qualità del prodotto offerto, pertanto sta a voi giudicare se concordare o meno con le nostre opinioni.

Cominciamo!

Miglior wrestler maschile:

Dipende da cosa intendiamo per “miglior”. Se si parla di prestazioni sul ring, ce ne sono diversi che hanno mantenuto alto il livello delle loro performance. Johnny Gargano e Buddy Murphy su tutti, entrambi in grado di fornire con continuità prestazioni più che convincenti, soprattutto il primo che in alcuni casi ha saputo tirar su incontri candidabili a Match Of The Year. Per quanto riguarda Murphy, all’inizio dell’anno non sapevamo nemmeno se fosse ancora sotto contratto con la WWE e in molti, me compreso, hanno storto il naso quando è stato forzatamente inserito a 205 Live. C’è da dire, però, che il lottatore ha zittito tutti, dimostrando esponenziali miglioramenti sul ring e con le sue performance si è ritagliato un ruolo primario a 205 Live, e non mi sorprenderei se nel prossimo anno entrasse nel main roster. Se invece ci riferiamo al wrestler gestito meglio a livello di personaggio e di storyline credo che quelli ad aver avuto il miglior 2018 siano stati Seth Rollins e Tommaso Ciampa. Entrambi si sono costruiti uno status sempre più forte e credibile, soprattutto il primo che per mesi, insieme a Roman Reigns e Braun Strowman, si è caricato sulle spalle il peso di un roster con un campione assente, dando lustro al titolo intercontinentale e, pur detenendo un titolo secondario, ha saputo innalzare il suo status ad un livello da main eventer. Nel complesso direi che i migliori sono stati proprio Seth Rollins e Buddy Murphy, e se proprio devo fare un nome faccio quello del campione dei pesi leggeri, proprio per la rapidità della sua ascesa.

Miglior wrestler femminile:

Anche qui bisogna fare delle distinzioni: a livello di performance penso che si possa fare solo il nome di Charlotte Flair, che pur avendo trascorso un’annata in cui il suo personaggio non ha avuto il ruolo centrale che ha ricoperto negli anni precedenti, ha sempre saputo dire la sua negli incontri, come quello di WrestleMania contro Asuka o quello di Evolution contro Becky Lynch. Nota di merito anche per Ronda Rousey, che ha disputato il suo primo match ad aprile ed è andata sempre migliorando nel ring, riuscendo a tirar su buoni match anche con gente come Nia Jax e le Bella Twins. Nel 2019 potrà solo migliorare. Per quanto riguarda i personaggi, anche qui due nomi svettano su tutti: Becky Lynch e Shayna Baszler. Sull’irlandese c’è poco che non sia già stato detto. La WWE ha svolto un lavoro egregio con lei, che è diventata una delle punte di diamante dell’intero roster nonché, a mio dire, il simbolo della vera rivoluzione femminile in WWE. Per renderla un personaggio tanto interessante in così poco tempo, il team creativo ha premuto fin da subito l’acceleratore. Va bene, ma dopo un po’ bisogna pur sempre rallentare, onde evitare di costruire un personaggio che rischia di esaurire subito le cartucce da sparare, diventando una macchietta che alla lunga stancherà il pubblico e avrà bisogno di una nuova rinfrescata. Speriamo che la WWE lo capisca. Per Shayna Baszler vale in parte il discorso di Ronda Rousey, in più la compagnia ha svolto un ottimo lavoro nella costruzione di un’heel semplice ma molto efficace. Che abbia il titolo o meno, è lei quella da battere ad NXT. Nel complesso direi che la miglior wrestler WWE dell’anno sia stata Becky Lynch, soprattutto per l’interesse che è riuscita a creare intorno alla divisione femminile di SmackDown e RAW.

Miglior tag team:

Nessuna coppia si è distinta particolarmente a RAW, dove la categoria tag team è stata trattata con molta superficialità e sulla quale sono stati commesse inspiegabili scelte di booking (come il push al B-Team, il disastroso regno di Matt Hardy e Bray Wyatt o l’inspiegabile abdicazione degli Authors Of Pain a favore di Bobby Roode e Chad Gable). Meglio è andata a SmackDown, dove il trio composto da New Day, Usos e The Bar l’ha fatta da padrone. C’è stata anche la parentesi Bludgeon Brothers ma il loro regno, partito con buone aspettative, è stato gestito male ed è poi stato forzatamente interrotto da un infortunio. I match di coppia offerti dal roster blu sono sempre stati sufficienti ma nulla di più. Peccato, perché negli anni precedenti eravamo stati abituati ad un livello ben più alto per questo tipo di incontri. Per questo ritengo che il miglior tag team (oltre che miglior stable) WWE di quest’anno sia stata l’Undisputed Era, dunque il team composto da Kyle O’Reilly e Roderick Strong. I match hanno sempre mantenuto un buon livello e la gestione dell’intero gruppo è stata perfetta, tanto da renderli la forza dominante del roster giallo. Vedremo se nel 2019 manterranno così alta l’asticella e se qualcuno riuscirà a fermarli. Tutto quello che chiedo è che rimangano a NXT ancora per un po’, visto che per esperienza sappiamo che chi si impone a Orlando poi non riesce a fare lo stesso nel main roster.

Miglior match:

Johnny Gargano vs Andrade “Cien” Almas – NXT TakeOver: Philadelphia. Qui c’è poco da dire, questo incontro è stato quasi perfetto ed è il miglior match che si sia visto in WWE negli ultimi anni, nonché l’unico match WWE che metterei nella mia top 10 di match dell’anno. Un altro match più che meritevole è stato quello svoltosi a War Games tra Aleister Black e Johnny Gargano. Ma ce ne sono diversi del roster giallo che meritano di essere visti, mentre continua il periodo buio per il main roster che da mesi non offre match che vadano oltre le quattro stelle. A mio parere il miglior incontro offerto quest’anno dal main roster è stato quello tra Charlotte e Becky Lynch a Evolution. E se si parla di buoni match non si può non parlare di 205 Live, che ha rialzato la qualità media degli incontri dopo un periodo di leggero calo. In particolare voglio consigliare quello tra Mustafa Ali e Buddy Murphy tenutosi nella puntata del 3 Luglio: per me è stato il miglior match che finora si sia disputato a 205 Live.

Miglior campione:

Difficile non fare uno dei nomi fatti in precedenza, quando si parlava delle migliori superstar. Per questa categoria scelgo Seth Rollins, per le ragioni espresse qualche paragrafo fa. In alternativa ci sarebbe Tommaso Ciampa, ma mi sono perso diversi episodi di NXT dunque non saprei dare un giudizio a trecentosessanta gradi sul suo regno, che tuttavia mi pare più che positivo. In questa categoria ci sarebbe potuto stare Roman Reigns, che se fosse rimasto campione fino ad adesso probabilmente avrebbe fatto un buon regno visto che non c’era bisogno di fare i salti mortali per avere un campione migliore di Brock Lesnar. Purtroppo la malasorte ha spezzato sul nascere tutte le buone speranze che il WWE Universe riponeva nell’Ariete.

Cosa mi aspetto dal 2019:

Nel complesso il 2018 è stata un’annata quasi sufficiente. Ci sono stati troppi errori di booking e periodi bui come gli eventi in Arabia Saudita per dare un 6 a quest’anno. Inoltre le puntate di RAW sono state talmente disastrose da abbassare la qualità dell’intera programmazione televisiva della WWE. Tuttavia ci si può ritenere discretamente soddisfatti: dopo il pessimo 2017 era impossibile aspettarsi un’annata perfetta, ma era lecito chiedere alla WWE una lenta ripresa del livello qualitativo. Dal 2019 mi aspetto che questa ripresa continui, e le speranze sono rosee vista la recente presa di posizione dei McMahon, che di recente hanno reso atto ai propri errori e che cercheranno in tutti i modi di rimediare. Un nome per categoria per il 2019: Matt Riddle, Bayley, Undisputed Era. Buon anno a tutti!

Queste erano le opinioni di Francesco, mentre adesso io vi dirò le mie. Piccolo appunto: dal momento che viviamo in un’epoca in cui si vogliono le pari opportunità su ambo i fronti, ho deciso di eleggere un solo miglior wrestler, unendo insieme i lottatori e le lottatrici. Iniziamo da loro.

Miglior wrestler:

Per ovvie ragioni, scegliere un wrestler solo in un roster che conta decine e decine di lottatori non è semplice. Potrei menzionare diversi lottatori che mi hanno convinto a pieno quest’anno, ma alla fine credo che le mie scelte ricadranno su quattro wrestler, scalando di volta in volta, fino a decidere il migliore in assoluto. Becky Lynch, Shayna Baszler, Drew McIntyre, Tommaso Ciampa, Daniel Bryan, Johnny Gargano, Seth Rollins, Mustafa Ali e Buddy Murphy sono tutti lottatori che hanno avuto un 2018 straordinario, ma, alla fine di tutto, mi sento di salvare di questi solo Lynch, Ciampa, Rollins e Bryan.

Andiamo per gradi: Becky Lynch, a partire da agosto ha avuto una crescita esponenziale, acquisendo una considerazione che neanche a NXT aveva mai avuto, dimostrandosi come una delle migliori heel femminili che si siano mai viste su un ring di wrestling, senza prenderci troppo in giro. Tuttavia, mi sento di escluderla dal binomio finale proprio perché, fino ad agosto, non è stata particolarmente in vista, non meritando dunque il primato finale.

Tommaso Ciampa da quando è tornato dal suo infortunio è sembrato un altro: “lo Psycho Killer è tornato!”, insinuava qualcuno speranzoso a gennaio, ma è palese che nessuno poteva mai pensare che realmente Ciampa sarebbe tornato l’heel della Ring of Honor. Una cattiveria fuori dal comune hanno contribuito a rendere l’attuale NXT Champion un wrestler da osservare attentamente, soprattutto dopo la vittoria del titolo di campione nello show giallo. Nulla da dire, Ciampa ha avuto un’annata superba, e sono sicuro che nel 2019 potrà confermarsi su questi livelli.

Seth Rollins è l’outsider di questa classifica, uno che ogni anno può essere candidato come il wrestler migliore della federazione in quell’anno poiché è un entertainer senza eguali, un’imparagonabile di quelli veri, un fuoriclasse assoluto. Il suo 2018, chiaramente, è stato magnifico dall’inizio alla fine. Cominciato con quella prestazione da iron man senza precedenti a RAW e proseguito a WrestleMania 34 con il miglior match della kermesse, The Kingslayer ha dato prova ancora una volta di come sia senza dubbio un lottatore di finissima caratura, per quanto il suo ottimo regno da campione Intercontinentale sia finito troppo prematuramente, prima di ricominciare a fine anno e terminare nuovamente a TLC. Nonostante Seth sia calato un po’ nella seconda metà del 2018, è da stupidi negare il suo status da jolly a RAW, uno che ti cambia la puntata con un match fantastico all’improvviso e che ha saputo ancora migliorarsi nell’extraring, divenendo finalmente un face credibile.

Infine, Daniel Bryan. Qualcuno crederà che la sua candidatura a Wrestler Of The Year sia esagerata, ma io proprio non vedo il perché. L’American Dragon è tornato a lottare a WrestleMania 34 dopo due anni di stop forzato e sembra quasi che non abbia mai smesso. Certo, ha reso più safe il suo stile di lotta, ma davvero vogliamo insinuare che abbia perso di brillantezza in mezzo alle corde? Bryan è nato per questo, e nessuno stop potrà mai fargli perdere lo smalto. Un annata valida, l’ex ROH la corona con il titolo WWE vinto ai danni di AJ Styles con tanto di turn heel. Dispiace solo che la faida con The Miz non sia stata all’altezza, ed è per questo che non mi sento di portare in finale Bryan. Non preoccupiamoci però: il 2019 sarà sicuramente il suo anno.

Il confronto finale, dunque, vuole Tommaso Ciampa contro Seth Rollins. Molto difficile scegliere un vincitore, ma, in conclusione, io sento di dare il premio a Seth Rollins. È stata la costanza a far pendere dalla sua parte l’ago della bilancia, oltre che i suoi primi 3-4 mesi di 2018 che Ciampa si è perso per infortunio, pur apparendo a NXT senza lottare. Pertanto, chapeau a The Architect. Sperando che tutto questo lo porti al main event di ‘Mania 35.

Miglior tag team:

Che desolazione il 2018 dei tag team della WWE! Un disastro, uno schifo. Tra RAW che tuttora sta cercando una coppia degna di questo nome, e negli ultimi mesi la caccia è stata particolarmente esasperata, oltre che esasperante, e SmackDown LIVE che, dopo il buon inizio, si è smarrito nel solito circolo vizioso orchestrato dal The Bar e, soprattutto, dal New Day, sperando con tutto il cuore che il prossimo sia l’anno buono per il loro attesissimo split, bisogna ancora una volta guardare a NXT per trovare un buon tag team. E non provate a citarmi le coppie femminili del main roster, perché non ce n’è una che si salva!

Dicevamo, NXT: come ha detto il mio collega, l’unico duo che ha saputo offrire qualcosa di interessante in WWE quest’anno è stato il tag team dell’Undisputed Era formato da Kyle O’Reilly e Roderick Strong – che finalmente è trattato a dovere. La stable guidata da Adam Cole si è ritagliata alla perfezione il suo spazio nello show giallo e spero di vederli tutti e quattro presto nel main roster. Magari loro sapranno dare una ventata d’aria fresca alle categorie di coppia di uno dei due main show.

Miglior match:

Anche in questo caso, non posso che concordare col mio collega. Il miglior match dell’anno in WWE è stato lo strepitoso scontro titolato a NXT TakeOver: Philadelphia tra Andrade “Cien” Almas e Johnny Gargano lo scorso 27 gennaio. Una battaglia senza esclusione di colpi, una replica coraggiosa e temeraria al main event di Wrestle Kingdom 12 tra Tetsuya Naito e Kazuchika Okada, per me persino inferiore alla contesa tra Gargano e Almas. Un incontro favoloso, pregno di pathos, gran wrestling e un’atmosfera eccezionale: tutti questi ingredienti classificano Johnny Gargano vs Andrade Almas di NXT TakeOver: Philadelphia come il miglior incontro di wrestling per distacco nel 2018 della WWE. Per una volta, le cinque stelle di Dave Meltzer assegnate a questo scontro sono state sensate.

Miglior campione:

Ammettiamolo, non abbiamo avuto campioni particolarmente esaltanti quest’anno in WWE. Alcuni si sono distinti per la longevità dei loro regni, altri per la loro efficacia, altri per la loro capacità di sorprendere. Alla fine, a me viene spontaneo eleggere Becky Lynch come la migliore campionessa dell’anno. Questo perché Brock Lesnar è stato un campione poco presente con match mediocri; Shayna Baszler ha avuto una bell’annata ma deve ancora fare grandi miglioramenti, stesso discorso per Ronda Rousey; AJ Styles ha avuto un regno non stupefacente a livello di spettacolarità, complici pure rivalità piuttosto noiose e deludenti, su tutte quella con Shinsuke Nakamura; Buddy Murphy non ha fatto un regno abbastanza stupefacente per meritare questo premio; Pete Dunne si è visto pochissimo in WWE e Seth Rollins, per quanto belli i suoi match da campione Intercontinentale tra aprile e giugno, sono stati quasi tutti senza contesto dal momento che la maggior parte erano open challenge. Forse, gli unici campioni capaci di contrastare il breve ma entusiasmante regno dell’Irish Lasskicker sono Tommaso Ciampa, che comunque non ha partecipato a match così assurdi, e l’Undisputed Era, che sta conducendo un buon regno come campioni di coppia a NXT. Comunque sia,  io sento di premiare Becky. Questo perché il suo secondo regno da SmackDown Women’s Champion, sebbene sia stato più breve di quanto realmente meritasse, è stato realmente una sorpresa, un’emozione da vivere così grande che quasi nessuno ci credeva al fatto che avesse avuto veramente la meglio su Charlotte Flair a SmackDown. Queste sono le belle sensazioni di questa disciplina, ed è giusto che talvolta vengano onorate. Solo applausi per Becky Lynch, The Man.

Cosa mi aspetto dal 2019:

Progressi, progressi e progressi! So che probabilmente tutte le mie richieste non verranno accontentate e ogni mia aspettativa verrà delusa, ma mi piacerebbe semplicemente avere un prodotto più gradevole e meno stupido come lo è stato negli ultimi quattro mesi. Voglio maturità e qualità, voglio bei match e voglio belle storie. Non dovrebbe essere chiedere troppo ma, ehi, a quanto pare lo è. Anche se lo si chiede alla prima federazione di wrestling al mondo per introiti. Incrociamo le dita.

Un nome per categoria nel 2019? Dean Ambrose e (ma qui sono più sognante che realista) e i Revival.

Per quest’anno è davvero tutto. Ringrazio ognuno di voi lettori per l’enorme dose di pazienza avuta per leggere questa massiccia raccolta di opinioni e vi auguro una buona fine e un altrettanto buon inizio.

Al prossimo anno!

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