Un ricordo di “Big Bully” Busick

Ieri, 8 maggio, è venuto a mancare a causa di un tumore di cui soffriva da tempo Nick Busick, noto ai fan di wrestling anche come “Big Bully” Busick.

Nato nell’Ohio, non lontano da Pittsburgh, l’1 giugno 1954, durante le scuole superiori è un ottimo atleta nella lotta libera; si dedica anche al sollevamento pesi, arrivando nel 1971, a 17 anni, a un passo dall’infrangere il record mondiale di sollevamento in panca piana, che al periodo era di 288 chili.

A 19 anni si arruola nella polizia locale.

Appassionato di wrestling fin da ragazzino, e in particolare ammirando Bruno Sammartino che viveva a Pittsburgh, non lontano da lui, decide di dedicarsi alla disciplina nel tempo libero senza però abbandonare la polizia.

Dopo diversi incontri in piccole promozioni locali combattendo sempre con il suo vero nome, nel maggio 1978 esordisce nella allora WWWF venendo sconfitto, sul ring di casa, dall’esperto Billy “Red” Lyons. Tra quella data e il 1980 combatte diversi match per quella promozione, che nel 1979 diventa la WWF, vincendone però molto pochi.

Nei primi anni ’80 si trasferisce ad Atlanta in Georgia, diventando anche lì un poliziotto e continuando la sua carriera di wrestler nelle federazioni locali, in particolare le allora importanti GAF e GWF. È qui che sviluppa il personaggio che l’avrebbe poi reso famoso, quello del bullo degli anni ’20 del ‘900, facendosi crescere dei baffoni a manubrio e salendo sul ring con un cappello a bombetta e un enorme sigaro acceso, con il quale spesso fa scoppiare i palloncini che le varie promozioni appendevano vicino alle rampe di entrata (di solito proprio per permettergli di fare questo). In questi anni è impegnato in faide con wrestler importanti come Abdullah the Butcher e Bruiser Brody, e altri noti come personaggi “rissosi”.

Nel 1989 torna in WWF, ri-debuttando con il nome di “Big Bully” Busick e mantenendo il personaggio che aveva sviluppato in Georgia. Gli viene affiancato come manager Harvey Wippleman, insieme al quale si fa odiare soprattutto per i suoi costanti attacchi alla annunciatrice Mike McGuirk (sì, si chiama Mike ma è una donna). Vince una lunga serie di match fino a entrare in una faida contro Brooklin Brawler, che vuole dimostrare di essere lui il vero “bullo” della WWF. I due vincono un match a testa, entrambe le volte in maniera poco chiara (Brawler vince per countout, mentre Busick viene aiutato da Wippleman). Inizia poi una serie di scontri molto belli ma in generale perdenti contro Bret Hart, sfidandolo anche per il titolo Intercontinentale, seguita da faide contro British Bulldog e Jimmy Snuka.

Verso la fine del 1991 lascia la WWF, combattendo solo sporadicamente.

Lascia la polizia, e va a lavorare come guardia del corpo insieme a Bill Eadie (Ax dei Demolition), conosciuto il WWF. Lavora anche come investigatore per il tribunale di Atlanta, e apre una piccola compagnia che produce barrette nutrizionali. Continua a combattere uno o due match all’anno fino al 2013, quando si ritira definitivamente all’età di 59 anni, dopo un match vinto in FSW. Fino al 2015, comunque, continua a competere nel sollevamento pesi.

Suo figlio Branko combatte in MMA.

Nel 2015, gli viene diagnosticato un tumore all’esofago. Viene curato da questo, ma si scopre che la malattia si è estesa ad altri organi. È morto ieri, 8 maggio 2018, in West Virginia.

NICK “BIG BULLY” BUSICK

1 giugno 1954 – 8 maggio 2018

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Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.

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