Un ricordo di Bruno Sammartino

Avrete di sicuro letto che oggi è morto Bruno Sammartino. Ma sicuramente c’è chi l’ha solo sentito nominare: è per loro che scriviamo questo suo profilo.

Bruno Sammartino nasce a Pizzoferrato, in provincia di Chieti, il 6 ottobre 1935, il più giovane di sette figli. Durante la guerra, la famiglia si nasconde tra i monti vicini.

Alla fine del conflitto, il padre di Bruno si trasferisce negli Stati Uniti. Nel 1950 o 1951, la famiglia (compreso Bruno, ora quindicenne) lo raggiunge a Pittsburgh, in Pennsylvania. Quando ci arriva, non sa una parola di inglese ed è un ragazzo malaticcio. A scuola gli altri ragazzi lo maltrattano, quindi Bruno decide di dedicarsi al culturismo per rinforzarsi. Si appassiona tanto al sollevamento pesi che, nel 1956, a 21 anni, è preso in considerazione per partecipare alle Olimpiadi di Melbourne.

Vince anche un premio di bodybuilding, e nel 1959 batte l’allora record mondiale di sollevamento pesi in panca piana alzando 256,82 chili, un record che resisterà per circa 8 anni.

Nel frattempo comincia ad apparire in fiere e programmi televisivi facendo esibizioni di forza; è proprio in una di queste occasioni che Rudy Miller, un promotore di wrestling, lo nota e gli chiede di lavorare per lui. Bruno, che a scuola si era allenato nella lotta libera, accetta volentieri.

Combatte il suo primo match il 17 dicembre 1959 nella sua città di Pittsburgh, vincendo in pochi secondi. Nei primi anni combatte per la Spectators Sports, e appare nello show televisivo locale Studio Wrestling.

Prestissimo, il 2 gennaio 1960, combatte il suo primo match nella Capitol Wrestling Corporation, di proprietà di un certo Vincent James McMahon – il padre dell’attuale proprietario della WWE. Nel suo primo anno con la CWC, Sammartino lotta soprattutto in coppia con il già popolare Antonino Rocca, anche lui italiano (nato a Treviso).

Nel febbraio 1961, però, avviene una tragedia: durante un match in CWC contro Chick Garibaldi, Sammartino nota che, dopo un semplice Bodyslam, il suo avversario sembra non reagire. L’arbitro interrompe immediatamente il match: Garibaldi è morto. Bruno non ne ha colpa (viene stabilito che Garibaldi ha avuto un infarto), ma questo evento lo segna.

Poco dopo, scosso da quanto avvenuto in quell’occasione ma anche lamentando il fatto che McMahon lo paga poco e in ritardo, Sammartino comincia a lavorare altre promozioni locali dove però viene pagato ancora meno. Rudy Miller, che ancora gli fa da manager dietro le quinte, gli consiglia di tornare alla CWC, ma Bruno decide invece di andare a San Francisco dove ci sono moltissimi immigrati italiani. Appena arrivato lì, scopre che la sua licenza per combattere è stata sospesa. Scoprirà anni più tardi che si tratta di un dispetto fattogli da Vince McMahon Sr. per averlo abbandonato.

Torna quindi a Pittsburgh con l’intenzione di lavorare come operaio, ma nel marzo 1962 si rende conto che la sospensione ricevuta negli USA non è valida in Canada, quindi si sposta a Toronto (dove c’è una grossa comunità italiana). Nel settembre del 1962 vince il primo titolo in carriera in coppia con la leggenda locale “Whipper” Billy Watson.

Nei due anni che passa in Canada affronta due volte il leggendario Lou Thesz, pareggiando il primo incontro e venendo sconfitto con onore la seconda volta, e il campione mondiale NWA Buddy Rogers. Bruno sconfigge Rogers, ma rendendosi conto di aver accidentalmente colpito il campione alle “parti basse” prima di schienarlo rifiuta il titolo, dicendo che vuole vincerlo in maniera pulita e regolare.

Nel 1963, Vince McMahon Sr. e il suo socio Toots Mondt convincono Sammartino a tornare a lavorare per loro in quella che ora si chiama WWWF, e per dimostrare la loro buona volontà fanno in modo che la sua sospensione sia cancellata. Sammartino accetta, e il 17 maggio 1963 affronta il campione – proprio il Buddy Rogers che abbiamo nominato poco sopra – e lo sconfigge, conquistando il WWWF World Heavyweight Title.

Bruno Sammartino rimane il campione WWWF per sette anni, otto mesi e un giorno.

Durante il suo regno, sconfigge sfidanti quali Gorilla Monsoon, Giant Baba, Killer Kowalski, Freddie Blassie, George “The Animal” Steele e molti altri.

Nel frattempo, nel 1966, compra la Spectators Sports – la promozione nella quale aveva cominciato la carriera.

Nel gennaio 1971, Bruno perde il titolo contro il perfido sovietico Ivan Koloff. Si vedono molti tifosi in lacrime.

Quando, meno di un mese più tardi, Koloff perde la cintura contro Pedro Morales, Sammartino sale sul ring a congratularsi con il nuovo campione, facendo capire ai tifosi che il suo tempo è finito. O almeno così credeva.

Nel 1972, McMahon fa iniziare una faida tra Sammartino e il campione Morales, causata da un’incomprensione. In settembre i due si affrontano con la cintura in palio, ma il match finisce in pareggio dopo 65 minuti.

Nel dicembre del 1973 Sammartino ha un’altra possibilità di vincere il titolo affrontando Stan Stasiak – e lo conquista.

Questo suo regno dura tre anni, quattro mesi e venti giorni, attraversando faide con atleti quali Ivan Koloff, Nikolai Volkoff, Bruiser Brody e Angelo Mosca.

Durante questo regno titolato, nell’aprile del 1976, Bruno subisce la frattura del collo durante un match contro Stan Hansen, ma non solo continua l’incontro per un altro quarto d’ora ma è già di nuovo sul ring per la rivincita dopo soli due mesi in un incontro che viene votato il migliore dell’anno dalle riviste specializzate.

All’inizio del 1977 Bruno decide di rallentare il ritmo, anche a causa dell’infortunio al collo. Perde il titolo in aprile contro “Superstar” Billy Graham, che lo schiena irregolarmente, con i piedi sulle corde. All’inizio del 1978, dopo una serie di rivincite con Graham, Bruno lascia la WWWF.

Da quel momento in poi Bruno Sammartino gira per il mondo combattendo pochi match contro avversari di gran valore, dando prestigio semplicemente con la sua presenza a varie promozioni locali. In questo periodo lotta anche in varie occasioni in Giappone, in particolare nella AJPW di Giant Baba con il quale si era scontrato nei primi anni ’70.

Quando è negli USA lavora anche come telecronista per quella che adesso è diventata la WWF. In una di queste occasioni, il suo allievo Larry Zbyszko lo attacca a tradimento. Bruno torna quindi sul ring per fargliela pagare, iniziando una serie di sfide che culmina con la vittoria di Sammartino in uno Steel Cage Match.

All’inizio del 1981 Bruno abbandona la carriera di wrestler a tempo pieno, concludendola con un tour del Giappone.

Alla fine del 1983, Sammartino scopre – grazie a un amico che lavora per la WWF – che McMahon Sr. lo aveva pagato molto meno del dovuto durante il suo secondo regno titolato: l’accordo infatti gli garantiva una certa percentuale dei ricavati, e McMahon gli aveva mentito sulle cifre. Sammartino denuncia la WWF, ma nel 1984 McMahon Sr. muore; Vince McMahon Jr (l’attuale proprietario della WWE) immediatamente paga a Sammartino quanto gli spetta, con l’accordo che Bruno torni al tavolo di commento per una serie di eventi; Sammartino accetta volentieri.

Nella prima Wrestlemania, nel 1985, è all’angolo del figlio David; poco dopo torna sul ring, quasi sempre in tag con David ma anche da solo. Ha un feud molto intenso contro “Macho Man” Randy Savage, durante il quale lo affronta numerose volte, in singolo o in coppia con David, George “The Animal” Steele o Tito Santana. Arriva ad affrontare Savage per il Titolo Intercontinentale e vince il match, ma per squalifica – quindi non conquista la cintura.

È anche impegnato in un feud contro “Rowdy” Roddy Piper, colpevole di aver fatto una battuta spiacevole contro gli italiani.

A Wrestlemania 2 partecipa a una Battle Royal (poi vinta da André the Giant), venendo eliminato da Big John Studd.

Il suo ultimo match in WWF è in tag con Hulk Hogan, dopodiché si limita al commento fino all’inizio del 1988.

Poco dopo, infuriato dal fatto che McMahon sembrasse accettare e anzi promuovere l’uso di steroidi ma anche dalle storyline sempre più scandalose, Sammartino comincia a denunciare pubblicamente la WWF e lavora per la UWF, che sperava potesse raggiungere e superare la federazione di McMahon.

Nel 1989 è l’arbitro speciale in un match di coppia che vede Ric Flair & Sting contro The Great Muta & Terry Funk, a WCW Halloween Havoc. Per un paio d’anni compare sporadicamente in WCW durante tavole rotonde per discutere gli show correnti.

Abbandona poi completamente il wrestling, ritirandosi a vita privata.

La sua apparizione successiva è in Italia, quando la Adriatic Wrestling League (poi confluita nell’ASCA) organizza uno show nel suo paese natale di Pizzoferrato; Sammartino è presente all’evento.

Nel 2013 accetta, dopo aver rifiutato diverse volte, di essere inserito nella Hall of Fame della WWE: dichiara di essere finalmente soddisfatto del fatto che la federazione di McMahon abbia risolto tutti i problemi che Sammartino aveva individuato tanti anni prima. A presentarlo è Arnold Schwarzenegger. Torna ad apparire in WWE quando, nel 2015, è lui a presentare il vecchio amico ed allievo Larry Zbyszko nella Hall of Fame.

Bruno Sammartino è morto oggi, 18 aprile 2018, a 82 anni.

BRUNO SAMMARTINO

6 ottobre 1935 – 18 aprile 2018

 

LEGGI ANCHE

Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.

Social Media Auto Publish Powered By : XYZScripts.com