Un ricordo di Chyna

Oggi ci ha lasciati Chyna – Joanie Laurer. Aveva 45 anni.

I più giovani ne hanno solo sentito parlare, magari in associazione con alcune scelte di vita per lo meno discutibili che ha fatto dopo la sua carriera da wrestler. Ma chi guardava già il wrestling una ventina di anni fa non può dimenticarla.

Anzitutto, era una wrestler vera, cresciuta nelle federazioni indipendenti e alla scuola di “Killer” Kowalski, lo stesso che ha allenato, tra tanti, Triple H, Damien Sandow, Eddie Edwards e Kofi Kingston.

Nessuno può dimenticare come sia comparsa in WWE (anzi, in WWF, come si chiamava allora) nel 1997, come guardia del corpo di colui che allora era il suo fidanzato: Hunter Hearst Helmsley. Chi sarebbe questo? Guardate le iniziali… H… H… H… sì, Chyna era la guardia del corpo di Triple H, ed era assolutamente credibile in quella veste. Era la prima volta, almeno in WWF, che vedevamo una donna risultare potente e minacciosa anche di fronte ad alcuni degli uomini più grossi del roster.

Poco dopo, è diventata parte di DX, D-Generation X, la stable più importante di quel periodo, mostrandosi spesso ai livelli dei suoi compagni uomini. E sto parlando di Triple H (ancora lui), Shawn Michaels e X-Pac.

Pochi sanno, tra l’altro, che era arrivata vicina a far parte di una stable altrettanto importante, se non forse di più: la nWo in WCW, dove non è mai entrata una donna; Chyna sarebbe stata la prima e unica. Vince McMahon, inizialmente, le aveva infatti detto di non sapere cosa fare con una donna così potente e imponente, quindi Joanie aveva deciso di accettare l’offerta della WCW – ma Shane McMahon ha fatto cambiare idea al padre, quindi Chyna è approdata in WWF.

Nel 1999 stabilisce un nuovo precedente: è infatti la prima donna a entrare nella Royal Rumble; entra per ultima, con il numero 30, e riesce ad eliminare nientemeno che Mark Henry prima di essere a sua volta eliminata da Stone Cold Steve Austin.

Ma il momento più epico della carriera in WWF di Chyna arriva il 17 ottobre 1999: dopo una serie di scontri con Jeff Jarrett, riesce a sconfiggerlo e a strappargli il titolo intercontinentale.

Avete letto bene: Chyna è stata campione intercontinentale.

E lo è stata per quasi due mesi, prima di cedere la cintura a Chris Jericho.

Dopo questa serie di imprese fantastiche si allea con Eddie Guerrero diventando per un po’ la sua “mamacita”, e finalmente combatte per il titolo femminile, che vince due volte.

Lascia la WWF nel 2000, dopo che il suo fidanzato Triple H la lascia per una certa Stephanie McMahon, avrete presente.

Farà qualche altra apparizione sul ring, tra le quali particolarmente memorabile una serie di match in New Japan Pro Wrestling nel 2002 (quasi tutti contro uomini, e stiamo parlando di gente come Masahiro Chono e Hiroshi Tanahashi).

Qualunque siano le cause della sua morte, e qualunque sia la vostra opinione sulla strada che ha seguito dopo aver lasciato il wrestling, nessuno può negare l’importanza incredibile di Joanie Laurer – anzi, di Chyna – nel wrestling, non solo femminile.

Queen Maya, la campionessa della ICW, la miglior wrestler italiana di sempre, l’ha ricordata con questa dichiarazione, rilasciata a Sportal: “È una donna che ha innovato, che ha sfidato per la prima volta gli uomini segnando quindi un importante passo verso la parità tra uomo e donna nel wrestling”. Non possiamo aggiungere altro.

Marco Piva

Non c’è niente da vedere. Su, su, circolare.
Va bene… ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.