Un ricordo di Dynamite Kid

Oggi, proprio nel giorno del sessantesimo compleanno, è venuto a mancare Thomas Billington, molto più noto agli appassionati del wrestling come Dynamite Kid. Era da tempo in pessime condizioni di salute, ma la causa precisa della sua morte non è ancora stata rivelata.

Billington nasce il 5 dicembre 1958 a Golborne, nella zona di Manchester. Suo padre, suo nonno e suo zio erano stati pugili dilettanti di discreto livello, con lo zio che aveva anche combattuto qualche incontro da professionista, mentre il bisnonno e il trisavolo erano stati i boia ufficiali del Regno Unito.

Non era un colosso (da adulto è arrivato a 1.73), ma da ragazzo eccelleva nella ginnastica e nella lotta libera; suo padre lo allenava anche nel pugilato. Inoltre, il padre era un appassionato di pro wrestling e portava spesso il giovane Thomas a vari show nella vicina Wigan, cittadina nella quale al periodo la scena del pro wrestling era particolarmente vivace, insieme al cugino più giovane, David (Davey Boy) Smith, poi noto come The British Bulldog. Un giorno, Thomas attacca discorso con il rinomato allenatore locale Ted Betley, convincendolo ad ammetterlo alla sua scuola.

Tom esordisce sul ring con il nome di Dynamite Kid nel 1975, a 16 anni, per la Joint Promotions guidata da (e più tardi di proprietà di) Max Crabtree, fratello del notissimo Big Daddy. Nei primi anni di carriera appare spesso a World of Sports, una trasmissione televisiva che andava in onda ogni domenica nella quale c’era ogni settimana uno show di wrestling di tre quarti d’ora, organizzato proprio dalla Joint Promotions. Vince un paio di titoli minori, poi – nel 1978 – si trasferisce in Canada, a Calgary, per migliorarsi nel “Dungeon” di Stu Hart. Lì diventa un grande amico dei figli di Stu e in particolare di Bret, allora una giovane promessa della scena locale. Purtroppo, nel 1979, inizia anche a usare steroidi e anfetamine.

In Canada, Dynamite Kid diventa una stella di prima grandezza. Viene quindi chiamato per qualche tour in Giappone, prima (nel 1979) con la IPW e poi, tra il 1980 e il 1984, con la NJPW, dove ha un feud memorabile contro il primo Tiger Mask (Satoru Sayama).

Nel frattempo, nel 1982, Tom Billington sposa la sorella della moglie di Bret Hart, con la quale divorzierà nel 1991. Avranno due figlie e un figlio.

Nel 1983, in NJPW, conquista il titolo Junior Heavyweight della WWF (ora WWE) – che curiosamente era difeso quasi esclusivamente in Giappone – vincendo un torneo durante il quale sconfigge anche il cugino Davey Boy Smith.

La WWF lo mette sotto contratto nell’estate del 1984; inizialmente lotta in tag con Bret Hart, ma presto Bret diventa heel e Dynamite forma i British Bulldogs con il cugino Davey Boy Smith. Dopo una lunga faida tra i Bulldogs e la Hart Foundation, i Bulldogs vincono il titolo di coppia a Wrestlemania II, nell’aprile del 1986, sconfiggendo The Dream Team (Greg Valentine & Brutus Beefcake). In dicembre Billington si infortuna alla schiena, e vari wrestler prendono il suo posto per difendere la cintura. Vince McMahon gli chiede di rendere vacante il titolo, ma Billington si oppone e afferma che cederà la cintura in un match, e soltanto alla Hart Foundation. McMahon accetta la proposta, e nel gennaio 1987 Dynamite, che cammina a fatica dopo l’intervento chirurgico alla schiena, sale sul ring soltanto per essere immediatamente messo KO (in modo da non dover combattere, visto che non ne era in grado). In inferiorità numerica, Davey Boy non può che perdere contro la Hart Foundation.

Billington, dietro le quinte, era un uomo molto aggressivo e poco accomodante, e sono rimaste particolarmente famose le sue risse con Jacques Rougeau, che non sopportava.

Dopo Survivor Series 1988, Dynamite decide di lasciare la WWF, seguito da Smith.

I Bulldogs tornano per un breve periodo alla Stampede, dove vincono immediatamente il titolo di coppia, apparendo anche in AJPW con un contratto che consentiva loro di andare in Giappone praticamente quando sceglievano.

In questo periodo, in Stampede, Billington aiuta ad allenare un giovane wrestler che lo ammira moltissimo: Chris Benoit.

Nel 1989 i Bulldogs si separano e hanno una serie di match l’uno contro l’altro in Stampede, pur rimanendo un team in Giappone.

Nel novembre 1990 i Bulldogs avrebbero dovuto partecipare alla World’s Strongest Tag Determination League in AJPW, torneo nel quale avevano fatto un’ottima figura l’anno precedente, ma all’ultimo momento Davey Boy telefona alla AJPW dicendo che non avrebbero potuto partecipare perché Dynamite era rimasto coinvolto in un indicente automobilistico. In realtà, Smith aveva firmato con la WWF e cercava una scusa per evitare di andare in Giappone. Smith aveva anche registrato i diritti sul nome “British Bulldog”, impedendo così a Billington di presentarsi come tale: Billington non lo perdonerà mai. Va comunque in Giappone con il nuovo partner Johnny Smith (in storyline è anche lui un cugino di Davey Boy, ma in realtà non sono parenti), anche lui inglese, fondando i British Bruisers.

I British Bruisers vincono il titolo di coppia della AJPW, ma improvvisamente, alla fine del 1991, Billington annuncia il ritiro immediato dato che il suo corpo sta soffrendo a causa dell’abuso di steroidi. Nello stesso periodo abbandona il Canada e torna a vivere nella sua Wigan.

Nel 1993 torna sul ring della AJPW per un paio di incontri.

Nel 1994, dopo aver assunto LSD insieme a un altro wrestler, il suo cuore si ferma, ma i medici lo salvano.

Combatte il suo ultimo incontro il 10 ottobre 1996, in Giappone, nella Michinoku Pro, in tag con Dos Caras (padre di Alberto Del Rio) e con il vecchio avversario Kuniaki Kobayashi contro Great Sasuke, Mil Máscaras e il primo Tiger Mask (Satoru Sayama, protagonista con lui di tanti match in passato). Tornando a casa da quell’esibizione ha un attacco epilettico, e finisce in ospedale per diversi giorni.

Nel 1997, poco dopo il matrimonio con Dot, perde completamente l’uso della gamba sinistra, e finisce in sedia a rotelle. Inizia anche a soffrire di seri problemi di cuore. Da quel giorno limita molto le interviste, ma pubblica con l’aiuto di un amico giornalista un’autobiografia nella quale si toglie numerosi sassolini dalle scarpe.

Nel 2013 esce un documentario sulla sua vita con una rara, lunga intervista a Billington, che parla fuori dai denti.

Nel 2015 Tom Billington scrive alla WWE avvertendoli di aver intenzione di denunciarli poiché mentre lavorava per loro ha subito numerosi infortuni e nessuno si era preso cura di lui. La WWE lo denuncia prima che possa farlo lui, e il caso viene chiuso immediatamente.

Il 5 dicembre 2018, Tom Billington muore per cause non ancora rese ufficiali.

“DYNAMITE KID” TOM BILLINGTON

5 dicembre 1958 – 5 dicembre 2018

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Marco Piva

Non c'è niente da vedere. Su, su, circolare. Va bene... ho 40 anni, vivo in Scozia, guardo il wrestling da Wrestlemania III, ormai non sopporto più la WWE ma seguo con cura tutte le indipendenti possibili.

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