Vintage Wrestling #47: Starrcade 1994

Starrcade veniva ed è tuttora, nonostante il fallimento della WCW, considerato l’equivalente di WWE Wrestlemania: è stato infatti spesso teatro di scontri epici, di passaggi di testimone, e di ritorni shockanti.

L’edizione del 1994, però, è spesso associata a momenti trash e considerata una delle più brutte di tutti i tempi: sarebbe assurdo negare che il PPV non arrivò certo a livelli eccelsi, ma rivedendo alcuni dati non fu neanche quella tragedia che molti vogliono farci credere.

Consideriamo che nel 1994 la WCW era in piena fase “onda d’urto Hulkamania” e quindi molti show giravano attorno alla novità portata dal wrestler di Venice Beach e dagli storici amici che lo avevano seguito in questa sua avventura WWE: se quindi può far storcere il naso vedere nel main event l’ex Brutus Beefcake (per l’occasione rinominato “The Butcher”), in realtà la scelta non era nemmeno del tutto sbagliata.

A parziale conferma di quanto detto sopra, va rilevato che Starrcade 94 fu il terzo PPV in termini d’acquisti di quell’anno, superato solo da Bash At The Beach (esordio di Hogan ed immediato match contro Ric Flair) e Halloween Havoc (rivincita tra Hogan e Flair). Il dato non deve sorprendere: il movimento Hulkamania era in ogni modo una novità per la federazione di Atlanta e, tutto quello che gli ruotava intorno, finiva con l’attrarre un grande interesse.

Curioso è invece ricordare come, attorno a questo main event, esistano due diverse “voci di corridoio”: la prima sostiene che la storyline che portò allo scontro tra i due ex amici fosse in realtà finalizzata ad introdurre un big name misterioso che avrebbe dovuto fronteggiare Hogan, e che tale name fosse Sid Vicious (licenziato in tronco dalla WCW nel 1993, e che ai tempi combatteva nella USWA). La seconda, forse ancora più clamorosa, sostiene che addirittura Brutus Beefcake sarebbe dovuto divenire campione per poi perdere il titolo a favore di “Macho Man” Randy Savage (fresco acquisto della federazione, e che infatti apparve per la prima volta in PPV proprio a Starrcade) ed iniziare così un nuovo programma Savage vs. Hogan.

Ad ogni modo, m’interessa invece porre l’accento su come il pubblico fosse in realtà coinvolto nella storyline dell’attentatore misterioso che continuava a tormentare Hogan e che la rivelazione che esso fosse Beefcake fu in realtà un’idea che in ogni caso ebbe un discreto impatto sugli spettatori: il video-package introduttivo, che ricapitola la vicenda che ha portato al main event, ritengo inoltre sia uno dei migliori messo assieme in quegli anni dalla WCW.

Il match in se stesso, seppure ovviamente non eccelso qualitativamente, è comunque ben raccontato e (appunto) sono io il primo a sostenere che, rumor citato sopra a parte, la vittoria di Beefacke / Butcher non sarebbe neppure stata nemmeno così scandalosa.

Ad ogni modo, seppure presenti parecchi momenti trash e risibili, il PPV non è da gettare in toto nel cestino. In esso, infatti, ci fu anche del buono: innanzi tutto l’ottimo opener tra Vader e Jim Duggan (mai così ispirato) valido per il titolo US e che vi consiglio di riguardare se ne avrete l’occasione.

Altrettanto interessante, anche perché “venduto” molto bene da tutti i partecipanti all’evento, è il capire con chi si sarebbe alleato il debuttante Macho Man avendo lui stesso detto che una volta davanti ad Hulk Hogan avrebbe potuto sia stringergli la mano sia riempirlo di botte. Il PPV segna inoltre il debutto negli eventi mensili di un giovanissimo HHH, visibilmente ancora acerbo ed infatti sconfitto dal tedesco Alex Wright.

Altra curiosità legata a questo evento, che probabilmente alla fine finisce per essere discusso più per quanto avvenuto intorno ad esso che per il PPV stesso, è che ben due match presentano curiosità degne dei migliori gossip: la prima riguarda il match di coppia tra Harem Heat e Nasty Boys. Poco prima dell’evento, infatti, il duo di colore si laureò campione di coppia WCW ma (poiché il match era stato registrato, e sarebbe stato proposto cronologicamente dopo Starracde) nessuno menzionò questa cosa e Booker T e Stevie Ray si presentarono senza cinture.

Anche il match per il titolo televisivo fu corretto in corsa, giacché Honky Ton Man fu licenziato poche ore prima dell’evento per dispute contrattuali (vi rimando per questo al mio altro pezzo presente nel Vintage su Honky Tonk Man) e quindi Arn Anderson fu inserito in corsa nella card. Il match infatti ne risente parecchio e, nonostante la presenza di Anderson e di un altro ottimo worker come Johnny B Badd (aka Marc Mero), risulta essere molto discontinuo e al di sotto delle aspettative.

Spero dunque di avervi almeno un po’ incuriosito nei confronti di questo PPV, e con questo vi saluto.

Alla prossima!