Vintage Wrestling 53: Greg “The Hammer” Valentine

Oggi ha superato da un po’ di tempo la soglia dei 60 anni, ed è stato criticato per un presunto intervento di lifting facciale per rimanere giovane, laddove il fisico mostra evidente i segni dell’età.

Ma negli anni ottanta, Greg “The Hammer” Valentine era un autentico terrore del ring: il suo proverbiale menefreghismo, ed il voler sfruttare sempre e ad ogni costo gli infortuni dell’avversario lo fecero temere e rispettare come un combattente senza pietà e senza rimorsi.

La sua ferocia si vede già nel nome di battaglia, per ben due motivi: 1) il nickname “The Hammer” (il martello) che ottenne proprio per la sua tenace insistenza e brutalità nell’attaccare i rivali. 2) Il fatto di averlo preso solo quattro anni dopo il suo debutto, poiché inizialmente “The Hammer” aveva scelto di lasciare il cognome paterno, all’anagrafe Greg è il figlio del wrestler Johnny Valentine, proprio per evitare favoritismi o privilegi essendo il padre un wrestler di discreto successo.

Dicevamo però della sua caratteristica di sfruttare i punti deboli dei rivali: la prima caratterizzazione di Greg come uomo duro e senza scrupoli, avviene nel 1976 nella Mi Atlantic Championship Wrestling dove la sua “gomitata in caduta” viene dipinta come una manovra ammazza-carriere. A riprova di quanto vi sto dicendo, la federazione manda in onda dei filmati di “The Hammer” che spezza tavole di legno con una sola gomitata e senza batter ciglio.

Il primo a vedere la sua carriera a rischio per colpa di “The Hammer” sarà Ole Anderson: dopo un match di coppia tra Greg Valentine e Ric Flair contro Gene (ed appunto Ole)Anderson quest’ultimo verrà portato fuori dell’arena in barella a causa dei colpi a lui inferti da Valentine. Poco più di cinque mesi dopo gli Anderson avranno la loro rivincita ma, ulteriori quattro mesi dopo, nella disfida finale Ole sarà di nuovo ridotto ad uno straccio ed incapace di lasciare il ring sulle sue gambe.

Il team di Flair e Valentine, per la sua brutalità, verrà addirittura privato dei titoli di coppia dal presidente della federazione Eddie Graham, che porterà loro via le cinture per “condotta non professionale”.

Siamo arrivati al 1977 e, sulla strada di “The Hammer” (ora divenuto combattente singolo) si para il leggendario Wahoo Mc Daniel: durante uno “steel cage match” Valentine rompe la gamba al rivale e, a seguito di questa impresa, inizia a girare con una t-shirt in cui ricorda quest’avvenimento. La feud avrà termine un anno più tardi, quando poi Greg passerà alla World Wrestling Federation.

Resterà solo poco più di un anno, per poi ripresentarsi nel 1979 alla Mid Atlantic Championship Wrestling: incrocerà di nuovo Ric Flair, nel frattempo divenuto face, col quale svilupperà una rivalità senza esclusione di colpi. Durante un match tra i due Gene Anderson, divenuto alleato di Flair, subirà un naso rotto a seguito di un colpo infertogli da “The Hammer” con il suo bastone da passeggio.

La feud Valentine-Flair durerà (tra riprese ed interruzioni) fino al 1982, quando sarà Roddy Piper a pararsi sulla strada dello spietato Greg : i due creeranno sfide davvero brutali e Valentine riserverà le sue attenzioni all’orecchio di Piper. Questo perché, negli anni precedenti, Roddy aveva subito un grave infortunio allo stesso.

Dimostrando una crudeltà inaudita, “The Hammer” per tutto il 1983 sfrutterà questa debolezza di Piper nei loro match arrivando anche a colpire più volte il rivale con la cintura di United States Champion per i quali i due stavano rivaleggiando.

Un anno più tardi, Greg sarà di nuovo invece protagonista nella World Wrestling Federation: arrivato da poco, sottrae il titolo intercontinentale a Tito Santana nel Settembre 1984 attaccando per tutto il match un ginocchio di Santana precedentemente già malandato.

Per 285 giorni “The Hammer” deterrà il titolo, per poi ricederlo proprio a colui cui l’aveva sottratto: dopo una parentesi importante in coppia con Brutus Beefcake, Valentine tornerà ai suoi vecchi metodi nel 1988 applicando la sua terribile “Figure Four” sul manager del suo rivale Don Muraco, il quale aveva una protesi d’anca.

Saranno questi i suoi ultimi passi da “Tough Guy”: già oltre i quarant’anni, il suo ruolo inizierà sempre più lentamente a scendere di importanza. Non mancheranno altri titoli, tra cui il WCW United States Tag Team Championship, ma la sua aurea da spietato distruttore ormai era solo un ricordo passato.

Alla prossima!