We The Wrestling vi presenta….Jhonny Puttini

Lettori di We The Wrestling abbiamo realizzato per voi un intervista a un arbitro del nostro panorama tricolore, una persona che ha conosciuto ogni aspetto delle federazioni, dal ruolo di wrestler a quello di arbitro. Si tratta di Jhonny Puttini.

Ciao Jhonny, ti ringraziamo del tempo che ci hai concesso a noi di We The Wrestling

È sempre un piacere scambiare quattro chiacchiere con chi spende il proprio tempo per promuovere il Wrestling italiano nel Web

Come ti sei avvicinato al mondo del wrestling?

Il mio primo approccio con il Wrestling è stato da piccolo guardando l’uomo tigre, mio padre al tempo mi disse che quel lottatore esisteva veramente e mi fece vedere dei video di Wrestling Giapponese commentato fa Fusaro senza ottenere grande interesse da parte mia. Agli inizi del nuovo millennio invece provai delle demo di giochi targati WWF per PlayStation  i quali hanno iniziato ad alimentare il mio interesse fino a farmi aprire uno dei primi forum dedicati a questa disciplina e a non perdermene un episodio (chiaramente wwe) in tv il sabato notte. Poi è arrivato il boom e tutti sappiamo com’è andata

In che federazione hai iniziato ad allenarti?

Prima di avere internet (al tempo non era diffuso come oggi) lessi un intervista a Red Devli su un quotidiano dove si parlava si Wrestling italiano, tra le palestre citate dal diavolp rosso ce n’era una nella mia verona. Ricordo che presi la rubrica telefonica e chiamai tutte le palestre della provincia senza successo (al tempo non c’erano le promo chiamate gratis quindi immaginatevi per un ragazzo di 13 anni che sacrificio fosse investire le mancette in questo). Qualche anno dopo arrivò internet che mi permise di trovare l’Icw accademy in Valpolicella dove allenavano la leggenda icw Pitbull e l’agente Massimo Panico. Non appena raggiunta l’età richiesta (16 anni) mi sono iscritto.

Hai avuto delle persone che consideri “maestri” nel tuo percorso di crescita?

Parecchie, certo più di tutti devo ringraziare L’agente Massimo panico, Crazy G e psycho mike che hanno investito tantissimo tempo sulle mie conoscenze basilari di questo sport ma non voglio tralasciare nemmeno il mio maestro arbitrale Enrico Boneschi e l’inglese Barry charalambous che negli ultimi anni mi ha dato preziosissimi consigli assieme all’ex Wrestler “il drago”. Poi penso che ogni esperienza ed ogni persona incrociate in questo ambiente mi abbiano insegnato qualcosa di importante.

Nella tua carriera hai ricoperto diversi ruoli sul ring e fuori,  sei stato wrestler, General Manager, manager e ancora tutt’oggi arbitro. Che differenze hai notato tra I vari ruoli? Che ricordi hai dei tuoi precedenti ruoli?

Non tralasciare il ruolo dello staff perché oggi viene snobbato ma è di vitale importanza nella riuscita di un evento. Se devo essere sincero (anche se su Wrestler ho fatto qualcosa per storyline) poca, tutti i ruoli (in un evento che si rispetti) sono di vitale importanza e l’uno senza l’altro non avrebbero senso, un po’ come un effetto catena. Certo io mi sento me stesso nelle vesti arbitrali, isomma dal 2007 ad oggi penso di averci preso bene l’abitudine no? 🙂

Come é nata in te l idea e la passione per fare il ruolo dell arbitro?

Al tempo in Icw venivano fatte selezioni molto più severe su chi poteva o meno salire su in ring. A me venne permesso di allenarmi, ma per via di alcuni problemi fisici mi venne consigliato limitarmi a quello. Fu così che da testa calda quale sono mi informai sui corsi arbitrali che si tenevano a Pavia ed andai a farli.

Hai girato diverse federazioni della nostra penisola come ICW, WIVA, TCW, KOX e ASCA. Dove ti sei trovato meglio fino a oggi?

Diciamo in ognuna di esse in maniera diversa mi sono trovato benissimo, ma se devo citare tre fattori vorrei citare che :

  • In ASCA c’è un ambiente capace di farti sentire su un ring di un indie americana e credetemi che è una cosa incredibile;
  • In TCW c’è un ambiente backstage quasi famigliare che tutta Italia invidia;
  • In ICW ti senti veramente parte di una federazione di Wrestling quasi professionista che ti insegna l’importanza del sacrificio e della trasferta mettendoci una serietà che solo loro ed il BWT oggi mettono nei loro eventi (senza togliere niente a nessuno).

Nella KOX sei anche il formatore dei nuovi arbitri. Hai un metodo specifico con I tuoi “allievi”? Ti piace come ruolo?

Mi piace da matti, la fortuna di questi ragazzi è che la kox ci permette di usare il ring da Wrestling e ci presta dei lottatori per questi corsi. Solitamente teniamo un corso all’anno in accademia a Mantova nel quale suddivido l’allenamento in un paio di ore di teoria ed un paio di pratica, poi il ruolo dell’arbitro necessita di correzioni ed attenzioni man mano che lo si mette in pratica, per questo guardo sempre gli incontri dei miei allievi.

In uno show dell’ASCA hai anche arbitrato un ex wrestler della WWE, Davey Richards. Come ti trovi con loro sul ring? È più facile il tuo ruolo con dei wrestler esperti come lui?

Non lo ho mai arbitrato sinceramente anche se ho lavorato con altri atleti WWE come Aleister Black o i british strong style, con atleti del genere devi dare massima serietà e  massima responsabilità sul ring, se ci metti quelli lì è più facile lavorare con loro perché sono professionisti e conoscono bene i ruoli dell’arbitro. Trovo molto più difficile arbitrare show accademici locali credetemi.

Sei anche uno degli storici fondatori della WIVA. Ci vuoi raccontare qualche aneddoto sulla nascita della federazione?

La Wiva nacque con l’idea di creare uno show televisivo grazie all’aiuto del nostro contatto inglese citato prima. È stato bello far parte di un progetto che molti hanno visto nelle tv locali, avevamo un organigramma preciso dove ognuno aveva un suo ruolo e possiamo dire di aver dato preziosi consigli ad atleti che ora stanno facendo del Wrestling un loro stile di vita. Non voglio stare a citare per l’ennesima volta i motivi della sfusione di quel progetto, ma ricordarne aspetti positivi come trasferte di più giorni e come aver portato sul ring atleti come Andres Diamond e Red Scorpion. Un aneddoto inedito è una chiamata di Michele posa per chiedermi alcuni nostri lottatori per un evento interbrand, ricordo che lo pensavo uno scherzo telefonico e gli misi giù il telefono in faccia con arroganza, menomale poi ci siamo capiti io e lui 😀

E’ un tuo segno di riconoscimento il tuo modo di fare i conteggi durante gli schienamenti. Come é nata questa cosa di urlare sull’apron ring il conteggio quando si ferma a due?

L’arbitro deve comunicare al tavolo del timekeeper eventuali infortuni e le cose che succedono sul ring, mi è capitato (anche recentemente ) che qualche imbranato abbia suonato la campanella vedendo un mio tre non contato. È sempre meglio urlare e farsi capire prima di rovinare un evento per il quale il pubblico ha pagato.

Nello show della KOX, Breakdown 5, hai fatto un suicide dive, oltretutto ben eseguito tecnicamente, sui wrestler del match in cui stavi arbitrando. Ci vuoi raccontare qualcosa a riguardo? Come mai hai deciso di fare ciò?

Un momento di pazzia, i Wrestler non mi hanno ascoltato per tutto l’incontro e visto che continuavano a volare fuori dal ring e non rispettare i conteggi in un evento dove già due incontri sono finiti per squalifica ho deciso di ripararli così! Poi io sono stato portato fuori in barella ed un mio allievo ha continuato lo show al posto mio.

Sei noto per essere un arbitro che mette la professionalità in primo piano, sia sul ring che fuori. Quanto può contare la bravura di un arbitro per la buona riuscita di un match?

In Italia un grande problema è che spesso vediamo promotion mettere in piedi show senza arbitri con esperienza. Un match con un arbitro scarso perde più del 50 per cento della credibilità.

Quale o quali wrestler vorresti arbitrare se potessi scegliere anche tra quelli più famosi e conosciuti del mondo come quelli della Wwe, Njpw, ROH e tutte le altre? Hai un dream match che sogni di arbitrare?

Se devo essere sincero ho sempre sognato di arbitrare Chris Hero e Shinsuke Nakamura, e perché non ipotizzare un dream match tra loro due?

Ti piacerebbe poter arbitrare in una delle più famose federazioni del mondo? In quali vorresti avere un opportunità?

Chiaramente direi la WWE come chiunque pratichi questa disciplina.

Hai passato diversi anni sui ring italiani. Ci sono cose che ti hanno colpito positivamente o negativamente durante i match o agli show al quale hai partecipato? C è qualcosa in particolare che ci vuoi raccontare?

Ci sarebbe da scrivere un libro su questo, vediamo di dire una cosa positiva ed una negativa. La positiva è l’impegno che ci mettono alcune persone nel continuare a portare avanti questa passione dando l’opportunità ai fans italiani di avere qualcosa di positivo in casa propria . La negativa l’arroganza che hanno oggi alcuni allievi che pretendono di debuttare troppo presto ed alcune promotion glie lo permettono pure rovinandoli. Se sali sul ring quando non sei pronto fai una brutta figura e ti bruci!

Che traguardi vorresti raggiungere nel mondo del wrestling? Hai qualche sogno per il tuo futuro?

Ambizioni ne ho poche, mi piacerebbe tornare a far parte di qualche promotion che voglia girare l’italia è portare i propri show ovunque con professionalità e non accontentandosi di chiamare la mamma e la zia a fare i video col telefonino per manie di egocentrismo. Altro obbiettivo è continuare la collaborazione con l’asca che mi ha dato modo di lavorare con i migliori atleti al mondo e davanti ad un pubblico favoloso.

Come vedi il futuro del wrestling italiano? Cosa manca al nostro panorama tricolore per avere dei professionisti del ring come si possono trovare nelle altre importanti realtà europee, americane e asiatiche?

Come detto prima stiamo dando la possibilità di salire sul ring a persone che dovrebbero limitarsi a guardare gli show e magari allenarsi e sempre come detto prima c’è chi fa wrestling non con l’ambizione di  portare qualcosa di buono al pubblico ma per manie di protagonismo e per sentirsi omaggiare da amici e parenti. Tuttavia vedo speranza negli show BWT ed ICW ma anche in quello FIW che portano in giro show di certi livelli capaci di divertire il pubblico di tutta Italia.

Che consigli daresti ai presidente e agli addetti delle nostre federazioni per migliorare il prodotto offerto?

Oltre le cose dette prima invito ad un italianizzazione del proprio prodotto, ad una collaborazione tra federazioni e soprattutto all’investimento su un buon arbitro. Inoltre da tempo sto sperando che qualche promoter si metta d’impegno nel contattarmi per organizzare qualcosa qui in Veneto dove il Wrestling manca da parecchio ma i fans no!

Che deve fare un ragazzo interessato al ruolo dell’arbitro di wrestling? Che consigli gli daresti?

Cercare un buon allenatore ed avere pazienza, questo è il consiglio base che mi sento di dare. Poi se vogliono altri consigli da me basta che mi contattino.

Concludo con una domanda che non manca mai nelle mie interviste, come rispondi a chi dice che il wrestling è finto?

Io solitamente rispondo che cadere sul cemento o prendersi una sediata per quanto finto fa male, le parole “finto” e “predeterminato” hanno significati diversi. Magari le stesse persone che ci dicono così sono quelle che vanno al cinema ogni weekend, quello è vero o è pagare il biglietto per godersi uno spettacolo come nel wrestling? Chiudo specificando che nessuno di noi ha mai detto di fare MMA, noi facciamo sport-spettacolo con la differenza che lo ammettiamo a differenza di altri sport dove si gioca su scommessi ed interessi e si comprano le partite.

Dove possono seguirti i nostri lettori?

Sulla mia pagina di Facebook jhonny “el puto” puttini, su twitter e su insyahram. Forza mettere il like su questi canali 😉

Vuoi fare un saluto ai lettori di WTW?

Un enorme saluto a tutti i lettori di questo magnifico sito che seguo sempre anch’io, ed un enorme saluto a tutto lo staff che investe il proprio tempo per coltivare la nostra passione più grande. Se il wrestling in italia ha ancora seguito è grazie a tutti voi.

Ti ringraziamo nuovamente per il tempo che ci hai concesso e ti facciamo un grosso in bocca al lupo per il tuo futuro.

Lorenzo Fanti

Un fan da sempre della WWE, seguo la compagnia da quando era su Mediaset con Rey, Chris Benoit, Kurt Angle, JBL, Booker T e tanti altri. Inoltre seguo con grande passione Impact Wrestling, una compagnia spesso sottovalutata ma che fa ottimi show. Poi ho interesse anche nelle Indy europee. Non disdegno di seguire anche tutte le altre federazioni, ognuna può dare qualcosa alla passione della gente.

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