We The Wrestling vi presenta Manuel Bottazzini

Lettori di We The Wrestling abbiamo realizzato per voi un intervista a un importante nome del panorama tricolore, Manuel Bottazzini.

WtW: Ciao Manuel, e benvenuto in questo spazio interviste di WtW. Sabato si è tenuto lo show KOX Ribellione. Cosa puoi dirci come tue impressioni a caldo?

 Ciao Alessandro e grazie anticipatamente per l’opportunità. Ribellione penso sia stata la consacrazione della KOX come realtà degna di nota nel panorama italiano… uno show fantastico, inoltre è stata la consacrazione del fatto che sono imprevedibile! Hehehe…

WtW: Assolutamente. Abbiamo visto un Manuel allearsi con la fazione che da mesi gli stava rendendo la vita impossibile. Un “OMG moment”, come direbbero a Stamford. Abbiamo visto stravolgimenti di card e nuovi debutti. Credi che sia un segno di collaborazione e crescita non solo per la Mantova KOX ma per il wrestling tricolore in generale?

 Ora come ora penso che la KOX abbia dimostrato non solo di sfornare discreti prospetti ma anche di non aver problemi a collaborare con nessuno, per quanto riguarda il wrestling italiano vedevo una situazione generale migliore 2, 3 anni fa.

WtW: Cosa quindi secondo te non va più bene come prima? Parla pure liberamente.

Troppe sigle, meno stabilità economica rispetto al passato, difficoltà nelle collaborazioni e soprattutto gente che “lotta” da un paio di anni o ragazzini che si permettono di criticare o non rispettare gente che è in questo ambiente da un decennio!

WtW: In sostanza quindi secondo te oltre al fattore economico si va incontro a uno stato di inflazione come numero di realtà e c’è meno rispetto?

C’è ne poco o addirittura zero. E la colpa è in primis dei formatori di ‘sti “atleti” che non riescono a passare loro le nozioni adatte a far sì che possa esserci armonia con tutti, ma non dimentichiamo anche questi super promoter e intenditori attuali che danno un importanza smisurata a certi individui che di sportivo non hanno nemmeno la S quando S-coreggiano. Ripeto non è colpa dei ragazzi, non tutta, la maggior colpa è del giro che si è creato in questi ultimi periodi. Ogni sigla ha i suoi bravi ragazzi e le sue mele marce… diciamo però che ultimamente di mele marce che si permettono di parlare un po’ troppo a vanvera ce ne sono un po’ troppe.

WtW: E invece le differenze rispetto a quando hai iniziato ad allenarti?

Allora salire su un ring era un vero sogno… solo in pochi riuscivano… si lavorava a testa bassa, con gli occhi della tigre e non c’era tempo più di tanto per pettegolezzi o litigi. C’erano 2-3 realtà in Italia e soprattutto non c’erano i pifferai magici di adesso che creano solo danno a questo pseudo business. E di cose ne ho viste dato che ho iniziato ben dieci estati fa al camp NWE con Ultimo Dragon. Adesso i rookie dopo tre match chiedono ai promoter i titoli o i push quando hanno ancora carenze nelle nozioni di base.

WtW: Di recente abbiamo visto diversi incontri tra italiani e giovani leve. E titoli che passano di mano alle persone più impensate e nei modi più strani. Che ne pensi di questi due fattori?

Che è anche per questo che non ci viviamo col wrestling! L’Italia è ormai terra bruciata da anni e anni di booking insensati e gente inadeguata che sale sul ring. I titoli li vincono sempre i soliti (contentino dato dal presidentino di fiducia) mentre chi dice le cose come stanno viene etichettato come seminatore di zizzania o come uno che botcha.

WtW: Parli della credibilità del wrestling come sport serio e non come solo spettacolo?

Esatto… la classica frase di un ex addetto ai lavori italiano, “fate quello che piace al pubblico e non quello che piace a voi“, mi torna spesso in mente… e poi vedo gente come Shock che dovrebbe essere nell’elite del wrestling Italiano lottare solo da noi e mi faccio due domande… consiglio comunque a un ragazzo appassionato e che vuole a tutti i costi diventare wrestler di prendere un aereo e trasferirsi in Regno Unito o in America. Vedendo l’andazzo non credo che neanche fra vent’anni qua si possa farci dei soldi.

WtW: Vedendo com’è adesso l’ambiente, cosa consigli ai ragazzi che vogliono iniziare onde evitare ripetano gli errori che tu vedi intorno a te?

Consiglio a una persona con capacità atletiche e/o da “picchiatore” di NON avvicinarsi assolutamente al wrestling perché sarebbe sprecata… esistono attività molto più costruttive e proficue. E, come ho detto prima, consiglio al vero appassionato determinato di volare all’estero e tentare l’avventura, del resto mi sento solo di dire a quelli di zona Mantova e dintorni di provare un allenamento gratuito da noi a Porto Mantovano sul ring del KOX Plus (uno dei più nuovi e safe d’Italia). Gli errori da non fare sono i soliti. Se sei in un ambiente di poche competenze non farti comandare dal capetto solo perché ti mette una cintura intorno alla vita, prova tutte le realtà prima di giudicarle, di’ quello che pensi tu non quello che pensa il tuo boss. E ricordiamoci nessuno fà contratti lavorativi sul wrestling qua da noi, quindi i lottatori sono tutti free agent e devono essere liberi di fare/andare dove vogliono senza minacce, insulti o promesse di declassamenti

WtW: In effetti il wrestling italiano a volte sembra la guerra dei ducati di secoli fa. Solo che ora i presupposti per un 1861 del wrestling non sembrano vedersi. Tornando a parlare di KOX, il debutto di Ax Lightyear e Bringo El Bandido può essere visto come il primo tassello della divisione giovani?

Ne verrà inserito uno ogni show o due… abbiamo tante giovani leve volonterose di far parte di questo progetto, il primo in Italia 100% sui teenager. Vi annuncio che presto il trainee soprannominato Macerione farà anche lui il suo debutto e lascerà a bocca aperta per le sue capacità. Ma ne arriveranno altri col tempo, sarà una novità tutta da seguire. Senza dimenticare che El Bandido e Lightyear hanno strappato applausi scroscianti e hanno 28 anni in due e non è nemmeno un anno che si allenano

WtW: Per quanto riguarda la carriera tua e degli altri? Come ti vedi da qui a qualche anno?”

Forse fra pochi anni avrò già appeso gli stivali al chiodo… non me la sento di dare tutto me stesso per un movimento che non merita lo sforzo di gente onesta, ma fino a quel momento ci saranno tanti nodi che andranno giù per la gola a diversi detrattori, per ora mi concentro ad essere un campione KOX degno di nota e ad allenare persone affamate di soddisfazioni, come l’atleta più massiccio del panorama (sì, Marduk è più grosso di Leon) che secondo me non passerà inosservato in un breve futuro. Poi spero che la Mantova Academy migliori sempre più e perché no di rivedere in palestra gente come Aiden o Los Santos che a mio avviso aveva potenziale.

WtW: Non risparmi nomi. Che cosa desideri principalmente per la KOX?

Concretezza e costanza, sono consapevole che è e rimarrà sempre una piccola provinciale ma mi auguro che continui a crescere e che escano sempre show divertenti e talenti. Poi mi sento in dovere di ringraziare di cuore chi ci appoggia, come la IWE di Cristiano Previ e i suoi ragazzi, il dojo Arcadia con i suoi Big Charles, fratelli Cage, Daniele e Alessandro guidati da due garanzie come Horus e Kyo Kazama. Poi ringraziamo Fabio Rancati che è il nostro fan numero uno che ci segue a tutti gli eventi col suo gruppo, e ultimo ma non per ultimo la persona a cui vanno i meriti di tutto questo, il proprietario del gruppo KOX Enrico Graziati, che dal nulla ha creato un piccolo universo a Mantova.

WtW: Alla luce del discorso fatto prima, cosa consigli a quei giovani che hanno appena debuttato e/o che hanno ben poca esperienza e pochi match all’attivo?

Di imparare a lavorare a testa bassa senza darsi arie e quant’altro, e di non lamentarsi se non vincono una cintura dopo due mesi perché c’è gente che l’ha vinta dopo dieci anni, e soprattutto devono capire che nel wrestling italiano devono armarsi di pazienza, imparare a fare gli staffer se serve (carico montaggio smontaggio, scarico ring, riprese video, musiche-luci ecc). Il mio più grande consiglio resta quello di fare più esperienze all’estero possibile e magari di restarci!

WtW: Ti ringrazio per il tempo dedicatoci. Prima di salutarci, hai un messaggio da mandare a colleghi (attuali o futuri) e gente dell’ambiente?

Mando un saluto a tutti i colleghi di tutte le federazioni esistenti con il messaggio sul fatto che fin a quando il wrestling in Italia non diverrà un lavoro, è inutile arrabbiarsi e fare le guerre o vietare alle persone di andare in una tal federazione, con un consiglio per tutti… tromb… di più che state più tranquilli!!!!