Benvenuti alla recensione di AEW Double Or Nothing 2020, qui è “LeHost” Mario Marino che recensisce l’ultimo pay-per-view della federazione di Tony Khan. Le difficoltà che la costruzione di questo show ha dovuto sopportare sono note a tutti vista la situazione globale che stiamo vivendo tutti quanti ma la compagnia della famiglia Khan e dell’Elite è riuscita a mettere su un evento ricco di avvenimenti e scorrevole.

Il Buy-In

Il Buy-In ha visto i Best Friends (Chuck Taylor & Trent) sconfiggere i Private Party, match valido ai titoli di primi sfidanti agli AEW Tag Team Championship attualmente detenuti da Kenny Omega & “Hangman” Adam Page. E ora è tempo di passare alla Main Card!

Casino Ladder Match: Brian Cage (w/ Taz) def. Colt Cabana, Darby Allin, Frankie Kazarian, Kip Sabian (w/ Jimmy Havoc & Penelope Ford), Joey Janela, Luchasaurus, Orange Cassidy & Scorpio Sky

Il Casino Ladder è stato un match piacevole da guardare, non esaltante come ci si aspettava sulla carta e ha sofferto di un minutaggio eccessivo. La storia raccontata nel match è buona ma ho visto wrestler di cui la presenza è stata impalpabile durante l’incontro come Colt Cabana anche quando magari era al centro della scena o wrestler inutilmente sovraesposti come gli SCU (Scorpio Sky e Frankie Kazarian). Allin anche egli poco presente durante l’incontro rispetto a quanto avrebbe dovuto essere ma quando c’è lascia l’impronta masochistica che lo caratterizza. Ottimo Orange Cassidy che ha rubato letteralmente la scena a tutti. Orange is not a joke, mettetevelo bene in testa. Tutte le cose migliori dell’incontro sono dovute a lui, al masochismo di Allin e al vincitore dell’incontro: Brian Cage. Il debutto di Cage è stata una piacevolissima sorpresa. Mi aspettavo un ex WWE e invece ci ritroviamo quello che è un signor wrestler. Lo adoro sin dai tempi di Lucha Underground e vederlo nella All Elite Wrestling per me è una fonte di grande gioia. Brian Cage, che si è presentato con Taz come manager, ottiene subito una vittoria di prestigio in AEW e una title shot valida per l’AEW World Title nel prossimo PPV della federazione ossia Fyter Fest. Da sottolineare anche la buona prova di un Joey Janela sempre convincente.

[6,5/10]

MJF (w/ Wardlow) def. Jungle Boy

Il match sorpresa della serata. Non avrei potuto immaginare che MJF e Jungle Boy avessero potuto fare un incontro così bello in questo PPV. Ottimo storytelling, magari con qualche difetto ma facilmente perdonabile visto che i ritmi e la narrazione generale è stata di ottima fattura per tutto l’incontro. La narrazione è semplice: il cinismo e l’astuzia di MJF contro il cuore di Jungle Boy. In passato ho detto come Maxwell mi convincesse tantissimo nell’extra ring ma poco in ring e invece ci ha smentito complice l’ottima prova di Jungle Boy che mostra un potenziale in ring non da poco. I due si sono amalgamati bene e ci hanno detto questa che può essere considerata una delle chicche del PPV. MJF vince ma d’astuzia superando un match che era sulla carta un +1 semplice per lui ma che in realtà si è rivelato uno dei match più ostici da quando è in AEW. Vi consiglio questo incontro per i piccoli dettagli da scovare e sono convinto che apprezzerete ancora di più questi due prospetti veramente interessanti.

[8/10]

TNT Championship Presented by “Iron” Mike Tyson: “The American Nightmare” Cody (w/ Arn Anderson) def. Lance Archer (w/ Jake “The Snake” Roberts)

Questo match è stato esattamente quello che avevo immaginato ossia la conclusione coerente della storyline che hanno raccontato negli ultimi mesi. Cody le prende e subisce il dominio di Lance Archer ma in qualche modo riesce a sfruttare i fattori favorevoli che si sono venuti a creare durante il match. Sfrutta gli errori degli avversari (Lance e Jake The Snake), il suo manager (Arn Anderson) e la presenza dell’host di eccezione (“Iron” Mike Tyson) e così riesce a vincere un incontro che lo ha visto subire nettamente. Il risultato è logico per lanciare un nuovo titolo nella federazione. Un ipotetico regno di Archer alla lunga non avrebbe funzionato. Ma il suo avversario ci avrebbe guadagnato davvero qualcosa da quella vittoria? Ne dubito. Invece un regno di Cody permetterà al TNT Title di acquisire quel prestigio che permetterà poi a chi lo batterà di ottenere uno status non da poco. La prova di quello che sto dicendo che è la Women’s Division in AEW che ha enormi difficoltà nel trovare una sua identità. L’incontro tutto sommato l’ho apprezzato nonostante non sia stato affatto esaltante ma la coerenza narrativa gli permette di essere una sufficienza piena.

[6,5/10]

Kris Statlander def. Penelope Ford

Questo match doveva vedere Dr. Britt Baker, DMD come avversaria della Statlander ma l’infortunio l’ha costretta a rimanere fuori dai giochi. Si temeva fosse un infortunio grave ma per fortuna sembra sia più leggero del previsto e dovrebbe tornare on screen già nella puntata di Dynamite di questa settimana. Il match tra la Statlander e la Ford è sufficiente. Non ho molto da dire perché fin dal primo momento ci è apparso chiaro che la Statlander avrebbe vinto.

[6/10]

Dustin Rhodes (w/ Brandi Rhodes) defeats Shawn Spears

La faida tra Spears e Dustin pur essendo stata costruita in poche settimane è riuscita bene sfruttando il massacro che il fratello maggiore di Cody ha subito per mano di Lance Archer. Un Dustin sparito dalle scene per qualche settimana è stato oggetto di illazioni di Spears che ha ripetutamente affermato di come sia stato abbandonato di fatto dal fratello e che questo lo avrebbe fatto sparire dai teleschermi della federazione di Tony Khan. Spears al PPV si è presentato appunto in abiti eleganti e non in tenuta da ring convinto che avrebbe sicuramente vinto il match per forfait. Invece Dustin si è presentato alle sue spalle e lo ha letteralmente massacrato vincendo il match. Non un match vero ma un angle che è riuscito perfettamente. Leggo molte lamentele su Spears ma vi confido un segreto: i midcarder servono affinché si possono così elevare gli uppercarder. Così funziona e così sempre sarà. Senza chi jobba non si possono creare vere star. Spears fa il suo lavoro e lo fa bene.

[6,5/10]

AEW Women’s Championship Match: Hikaru Shida def. Nyla Rose (c)

L’altro match rivelazione della serata insieme a MJF/Jungle Boy. Nel corso delle settimane in Inside AEW sono stato molto polemico nei confronti della gestione della divisione femminile affermando come non fosse una vera e propria gestione e confermo il mio pensiero. Ma questo match è stato letteralmente sorprendente. Ben lottato, begli spot e la psicologia in Ring è stata perfettamente in linea con la storia raccontata. Le due lottatrici hanno messo su quello che secondo me è stato lo showstealer della serata e la vittoria di Shida, nonostante fosse inaspettata, è arrivata in maniera logica e coerente. Ho apprezzato l’uso della Kendo Stick durante l’incontro. Un modo per Nyla per mettere in soggezione psicologica l’avversaria usando un simbolo che può essere interpretato come uno stereotipo. Hikaru prima subisce la tattica dell’avversaria ma alla fine riesce a esorcizzare questo demone per poi portarlo dalla sua parte ottenendo una vittoria sofferta ma pienamente convincente. Bel wrestling, non ho null’altro da aggiungere.

[8/10]

AEW World Championship Match: Jon Moxley (c) def. Mr. Brodie Lee

Della faida tra il campione e lo sfidante ne abbiamo parlato abbondantemente in queste settimane sottolineando il fatto come non esaltasse nonostante una costruzione logica e perfettamente in linea coi personaggi. Il match per fortuna ha portato avanti il discorso con coerenza ma con tutt’altro ritmo. Il match ha dimostrato, se c’era ancora bisogno, le qualità dei due lottatori mettendo su una contesa che mostra il background dei due avversari nelle loro similitudini e nelle loro differenze. Moxley e Brodie Lee hanno due storie molto simili. Ma ovviamente lo stile di Lee differisce per la sua stazza anche se il background tra i due è appunto simile. Un Moxley che conferma l’ottimo periodo da performer da quando ha lasciato la WWE ad eccezione di qualche piccolo incidente di percorso negli ultimi mesi (Il match con Jake Hager a Dynamite). Ho apprezzato particolarmente il match perché il campione ha dovuto uccidere letteralmente l’avversario. Ci sono volute due Paradigm Shift tra cui una rampa per portare alla sconfitta Brodie Lee. La vittoria per sottomissione è perfettamente in linea con quello che aveva appena subito Brodie. Il campione vince ma lo sfidante non ne esce ridimensionato.

[7,5/10]

Stadium Stampede Match: The Elite (Hangman Page, Kenny Omega, Matt Jackson & Nick Jackson) & Matt Hardy def. The Inner Circle (Chris Jericho, Jake Hager, Ortiz, Sammy Guevara & Santana) 

Che questo Stadium Stampete Match sarebbe stato esilarante era chiaro fin dall’entrata dell’Inner Circle. L’entrata della faction come squadra NFL è una delle robe più epiche che abbia mai visto. Lato Fanboy che qui non riesco a tenere a freno. Il match è un mix perfettamente riuscito di trash, narrazione ma la cosa davvero importante è che riesce a rendere over i protagonisti pur mettendoli in situazioni ridicole e surreali. Non il capolavoro di wrestling cinematografico che leggo in giro ma sicuramente l’obbiettivo è stato centrato. Tutti gli elementi sono stati ben dosati. Da Jericho che fa la risata da strega a Sammy che batte i record di velocità di Usain Bolt che sono elementi ripresi da quel tag team match di qualche settimana fa a Dynamite che sono divenuti subito virali. Aggiungendone di nuovi come tutta la parte del bar con un sempre più over “Hangman” Adam Page. Page che in questo match non ha fatto rimpiangere il grande Bud Spencer ci ha regalato perle memorabili soprattutto nella parte del Bar che ha ricordato i famosi saloon dei film western. E la parte che lo ha visto abbattere Jake Hager in combo col suo tag team partner Kenny Omega ha mischiato perfettamente il lato trash cinematografico con il bel lottato di cui sappiamo sono capaci (Hager, tu no). Anche Matt Hardy ha riproposto i suoi ormai classici cavalli di battaglia ma sono comunque riusciti a renderlo fresco in qualche modo. Gli spot sono stati comunque notevoli sia lo Splash di Nick Jackson su Jericho e sia la spettacolare One Winged Angel di Kenny su Sammy Guevara che ha portato l’Elite alla vittoria. Sono stato contento di come abbiano sfruttato pienamente la location in questa tipologia di incontri e non è una cosa così facile come può sembrare. Ora sono curioso dei futuri sviluppi dalla prossima puntata di Dynamite.

[8/10]

PPV RATE

L’edizione di quest’anno di Double Or Nothing nella difficile situazione globale che stiamo vivendo tutti ma la federazione di Tony Khan è riuscita a creare uno spettacolo divertente dall’inizio alla fine. L’assenza di pubblico e la situazione inerente al Covid-19 poteva avere effetti molto più consistenti sulla compagnia ma sono riusciti comunque a confezionare un bel PPV. Nessuna insufficienza, due sorprese (MJF vs Jungle Boy e Rose vs Shida), due conferme (Moxley vs Lee e il Main Event) e forse una delusione (Il Casino Ladder) ma che comunque ha il merito di non essere insufficiente e di aver presentato bene un acquisto che è importante in ottica futura: Brian Cage. Non si tratta di uno show perfetto, e credo che nessuno lo spacci come tale ma riesce perfettamente nel suo compito ossia quello di intrattenere per molte ore senza provocare momenti di noia.

[7,5/10]

Alla prossima,

“LeHost” Mario Marino