Salve amici di WTW, sono Francesco Benedetti e, come avrete capito, per oggi non mi occuperò, come di consueto dell’Inside WWE ma di tutt’altro.

Sì, perchè in questa prima parte del 2019 il wrestling non mi ha riservato molte sorprese. Questo, misto ad una voglia di seguire il prodotto che già andava scemando da qualche mese, mi ha fatto un po’ allontanare dal mondo del wrestling, infatti nell’ultimo periodo mi stavo limitando a seguire solo la WWE e a tenermi informato sulle altre compagnie ma senza recuperare nulla o quasi. Sotto consiglio dei miei colleghi della redazione ho visto GCW They Said It Couldn’t Be Done. Della GCW, prima di questo show, avevo visto solo un altro evento, ossia Joey Janela’s Spring Break 2 che mi era piaciuto parecchio, ma non era riuscito ad accendere la scintilla che mi facesse desiderare di seguire più assiduamente la Game Changer Wrestling. Questa volta sarà andata diversamente? Andiamo a scoprirlo insieme.

L’evento si svolge nel coloratissimo Showboat Hotel di Atlantic City, in New Jersey. Il primo match in programma è…

KTB vs Nate Webb

Dato che l’avversario designato di KTB, ossia Tracy Williams, non ha potuto prendere parte all’evento, KTB indice un’open challenge. A rispondere è Nate Webb. I due danno vita ad un match molto divertente, che ha tutto quello che ci si aspetta da un opener: velocità, belle mosse e durata non eccessiva. Un match molto divertente nel quale i due hanno mostrato tutte le loro potenzialità, quasi equivalendosi. Ad avere la meglio è KTB ma sono rimasto meravigliato dalle abilità di Nate Webb. Voto: 3.5 out of 5 stars (3,5 / 5)

Eli Everfly vs Shane Mercer

Non avevo mai sentito parlare di questi due lottatori prima di questo match, ma già ad un primo sguardo mi avevano fatto una buona impressione e infatti il match non è stato da meno. Classico scontro tra quello grosso e forte contro il piccoletto agile. I due (Everfly soprattutto) hanno eseguito mosse molto spettacolari e hanno dimostrato di avere un’ottima intesa sul ring. A vincere è Shane Mercer dopo una splendida moonsault powerslam dalla terza corda. Voto:3.3 out of 5 stars (3,3 / 5)

Tony Deppen vs Chris Dickinson

Mentre il primo mi era del tutto ignoto, ho avuto modo di apprezzare Chris Dickinson in un paio di show svoltisi durante lo scorso WrestleMania weekend. Per questo pensavo di dovermi aspettare un match molto tecnico, e così è almeno nelle prime battute. Poi però saltano gli schemi e i due infiammano il pubblico con un’animatissima contesa piena di violenti schiaffi, chop, calci che mi hanno fatto provare dolore per loro. Alla fine è Chris Dickinson ad uscire vincitore da un match al quale 5 minuti in più non avrebbero fatto male. Voto:3.8 out of 5 stars (3,8 / 5)

Nel post match, Deppen si rifiuta di stringere la mano al suo avversario e, dopo averlo mandato a quel paese, torna nel backstage. Dickinson non la prende bene e lo segue. Ma è arrivato il momento del primo deathmatch della serata!

Jimmy Lloyd vs Eric Ryan vs Markus Crane

Ho poca esperienza con i deathmatch, quindi è facile che essi mi impressionino positivamente e questo non ha fatto eccezione. Utilizzo egregio ed originale dei vari oggetti contundenti, contornato da un ring ricoperto di forchette, il che ha reso le mosse più difficili e pericolose da eseguire. La contesa è povera di momenti morti e alla fine ad aggiudicarsi la vittoria è Jimmy Lloyd, per l’occasione ribattezzato “The Birthday Boy”, dato che ha festeggiato il suo ventunesimo compleanno proprio nel giorno dello show. Un’altra vittoria importante per lui, che non sembra volersi fermare dopo la vittoria del CZW Tournament of Death dello scorso anno.

Voto:4 out of 5 stars (4 / 5)
Al termine del match Eric Ryan, il più malconcio dei tre, si precipita nel backstage, probabilmente per curare un infortunio rimediato durante l’incontro. Jimmy Lloyd invece resta sul ring e chiama Joey Janela, al quale chiede di inserirlo in un deathmatch per Spring Break 3. Janela acconsente e annuncia il primo deathmatch della storia di Spring Break: Jimmy Lloyd vs Masashi Takeda!

Teddy Hart vs Jungle Boy vs AJ Gray vs Facade vs Grim Reefer vs Orange Cassidy

Come ci si poteva aspettare, un match incasinato e senza troppi schemi da seguire. È stata comunque una contesa divertente che mi ha permesso di scoprire nuovi lottatori interessanti, che potrebbero avere un futuro roseo in questo business. Tutti i wrestler coinvolti hanno dato sfoggio di ottime abilità sul ring, ma su tutti ho apprezzato le prestazioni di Facade, Grim Reefer e Jungle Boy. Quest’ultimo soprattutto sembra essere molto promettente, e infatti la AEW non se lo è lasciato sfuggire. Tra mosse spettacolari e momenti comedy, a vincere è Teddy Hart dopo due Canadian destroyer ai danni di Facade. Voto:3.3 out of 5 stars (3,3 / 5)

G-Raver vs Matt Tremont

Il secondo deathmatch dell’evento comincia in modo atipico, con i due avversari che si affrontano per circa 5 minuti senza usare i numerosi oggetti contundenti a disposizione. Ma poi si passa repentinamente alla classica contesa in stile deathmatch. Il triple threat tra Jimmy Lloyd, Eric Ryan e Markus Crane era stato più spettacolare ma meno cruento di questo. Vedere i due contendenti prendersi a testate e sediate nonostante entrambi avessero degli stecchini conficcati in testa basta per capire che per essere disposti a disputare match del genere serve avere qualche rotella fuori posto. A trionfare è G Raver dopo un doppio knee stomp dal paletto sull’avversario, sul quale erano stati collocati dei tubi di vetro. Di solito non apprezzo i match lenti come questo, ma i numerosi momenti morti sono stati una conseguenza dell’ottimo lavoro di selling delle mosse, che è qualcosa che ci si aspetta da incontri del genere e questo gioca sicuramente a favore della valutazione finale dell’incontro. Voto:4.3 out of 5 stars (4,3 / 5)

Subito dopo giunge il momento del terzo deathmatch, in cui viene messi in palio il GCW World Heavyweight championship:

Shlak vs Nick Gage (c, w Dewey Donovan)

Il tasso di violenza viene ancora una volta superato. Già all’inizio del match Shlak prova a soffocare il suo avversario con una busta di carta. I due se le danno di santa ragione sia con che senza oggetti di supporto. Il suplex eseguito su Shlak, che atterra fuori dal ring su una lastra di vetro sorretta da due sedie ed un tavolo avvolto nel filo spinato, si merita il premio di spot della serata, ma Shlak continua a rialzarsi. Allora il campione è costretto prima ad usare una rotella per affettare la pizza sulla faccia dell’avversario, poi a colpirlo con una siringa dopo una piccola interferenza in suo favore di Dewey Donovan. Come ciliegina sulla torta, due piledriver eseguiti su un ring completamente ricoperto di frammenti di vetro. Solo allora Shlak alza bandiera bianca e Nick Gage vince, confermandosi campione. Voto:4.5 out of 5 stars (4,5 / 5)

Giusto il tempo di pulire e risistemare il ring, e subito si va avanti con il main event, che è ancora un deathmatch: la leggenda del deathwrestling giapponese, nonchè King of Freedoms champion Jun Kasai torna a lottare negli Stati Uniti e debutta in GCW affrontando Alex Colon!

Alex Colon vs Jun Kasai:

Match che non è stato bello come quelli che lo hanno preceduto. A farla da padrona è l’entusiasmo del pubblico per la presenza di Jun Kasai che, galvanizzato dagli spettatori, domina praticamente per tutta la durata del match. Alex Colon riesce a portare a segno solo qualche colpo, ma ha subisce tutti gli spot più duri. La vittoria finale non può che andare a Jun Kasai dopo un piledriver sul suo avversario, il quale aveva degli stecchini conficcati in fronte. Voto:3 out of 5 stars (3 / 5)

Dopo il match i due contendenti vengono ragiunti sul ring da Jimmy Lloyd, Shlak, G-Raver, Eric Ryan e Nick Gage. Jun Kasai prende il microfono e invita in Giappone il roster della GCW, per poi mandarli a quel paese alzando il dito medio ed uscire dal ring, tra gli applausi del pubblico. Gli altri lottatori dicono qualcos’altro alla platea (non sono riuscito a capire cosa a causa della bassa qualità dell’audio, cosa che avevo riscontrato anche nell’altro show GCW che avevo visto) e lasciano il ring, concludendo lo show.

Che dire, adesso ho un motivo in più per cominciare a seguire più assiduamente la GCW. Attendo con impazienza Spring Break 3 e credo che recupererò anche gli altri show che la compagnia terrà da qui ad Aprile. They Said it Couldn’t Be Done è stato un evento divertente e scorrevole. Nessun match è stato brutto e se devo indicare quello che è stato il mio match preferito dico Shlak vs Nick Gage. Invito anche voi a recuperare qualcosa di questa promotion, ci sarà un motivo se sta attirando sempre più gente. Non sarete delusi, sia se siete amanti (o curiosi) del deathwrestling, sia se siete interessati ad uno stile più “classico”.
Voto allo show: 4.3 out of 5 stars (4,3 / 5)