WTW Review: PWG Mystery Vortex V

Salve a tutti amici di We The Wrestling. Come vi avevo promesso, io, Enea Boscolo, sono qui per portarvi altre review di altre federazioni indipendenti. Dopo la ROH in America quali federazioni indipendenti sono popolari? C’è EVOLVE,  AAW, e altre federazioni di cui spero di parlare presto. C’è ne una però apprezzata perché riesce a radunare, non solo i migliori free agent della scena attuale, ma anche alcuni tra i migliori atleti già legati a federazioni importanti come: Impact, WWN, ROH, NJPW, e chi più ne ha più ne metta. Parlo della Pro Wrestling Guerrilla, in breve, PWG. Una realtà indipendente tanto amata per la qualità dei suoi match, tanto odiata per le lunghe durate di tempo che ci mette per fare uscire i suoi show. Oggi, infatti, andremo a recensire uno show addirittura di Gennaio, Mystery Vortex, famoso perché NULLA prima dell’evento è annunciato. Ma la premessa è già abbastanza lunga, quindi, iniziamo:


12/01/18, Reseda (CA): Pro Wrestling Guerrilla Mystery Vortex V


David Starr vs Fred Yehi

Un opener con volti nuovi in PWG, alla quale mi sento di dare un minimo di presentazione: David Starr, striker interessante che riesce ad adattarsi molto bene a incontri hardcore. Conosciuto per i suoi tanti soprannomi, nelle indy, sia Americane che Inglesi, sta facendo un ottimo lavoro riscuotendo numerose approvazioni. Può vantarsi di aver fatto il primo match dell’anno; Fred Yehi, invece, è un wrestler conosciuto principalmente per i suoi incontri in EVOLVE, ha uno stile che punta molto sullo striking e sul technical wrestling. Può vantarsi di essere stato il campione FIP più longevo di sempre (titolo detenuto da ragazzi come: Daniel Brayn, Seth Rollins, Roderick Strong e Go Shiozaki);

L’opener da loro portato però è deludente rispetto le aspettative. Mi è parso un incontro troppo lungo. C’è una parte iniziale di “diss” che va troppo per le lunghe, poi il match si difende benino con qualche spot duro anche fuori dal ring, ma niente di troppo memorabile. Il finale è decisamente poco incisivo, Starr reversa la Koji Clutch dell’avversario con un roll-up vincente. David tornerà all’evento di Febbraio, se non ricordo male, contro Travis Banks, spero che in quel caso sia riuscito a far vedere di cosa davvero è capace.

(2 / 5)


Joey Janela vs “Flash” Morgan Webster

Dopo un inizio un po’ così, ci troviamo finalmente un buon match. Lo definirei un “barwlerone divertente” visto il fatto che è un match molto “grezzo”. I due se le danno di santa ragione. Nel rissone vediamo: calci, testate, dive, Flash che si tuffa su un seduto Janela con un casco indossato durante l’entrata, e tanto altro ancora; Nel finale vediamo un escalation davvero entusiasmante, Janela riesce a prendere il controllo colpendo Flash con: un Apron Death Valley Driver, Package Piledriver, una Tope Rope Brainbuster, e, infine, chiude il lavoro con la sua Crossface.

Molto meglio dell’opener e mi ha divertito. Nulla di troppo epico, ma necessario per animare la serata, soprattutto, in vista del prossimo incontro.

(3,3 / 5)


Rey Fenix vs Sammy Guevara

I due ci portano un ottimo incontro tra high-flyers. Guevara riesce ancora una volta a mettersi in mostra, questa volta, con una schiacciante vittoria sull’ex-tag champion della PWG. L’incontro è molto veloce, con un Sammy che vuole chiuderla subito, tanto da tirare fuori già dai primi minuti la 630° senton dal paletto. Fenix, d’altra parte, vende cara la pelle dominando il match con spot assurdi: una Crossbody lanciandosi fuori dal ring su un Sammy seduto sulla sedia; una Rope Walk Hurracarana da paura; una bellissima gutbuster partendo dalla posizione di Muscle Buster; e una German Suplex preceduta da un moonsault di precisione millimetrica; Guevara prova a ribaltare la situazione durante tutto il match, riuscendoci solo dopo una seconda 630° senton che colpisce il ginocchio dell’ex campione AAW. Infine, il triple crown della Lucha Underground si vedrà sopraffatto da una Shooting Star devastante.

Se non fosse stato per un altro incontro, questo sarebbe il match della serata. Fenix non esce dal suo periodo nero, ma almeno può dirsi di aver dato tutto. Spero che questo incontro spinga qualcuno a dare un contratto a Guevara che è già da troppo tempo nelle indy.

(4 / 5)


Keith Lee vs Zack Sabre Jr.

Dopo aver esultato con un match che ci ha fatto toccare il cielo, si cade a terra rovinosamente schiacciati dalle aspettative non rispettate da questo incontro. Fun Fact: ci troviamo davanti il campione WWN e il campione EVOVLE, il che è solo un incremento per le mie aspettative. Partiamo con la critica: si sta esagerando nell’overbooking di Lee, cioè, in EVOLVE, a fine anno, ho visto una sua bellissima sconfitta contro Jaka che non perdeva occasione per colpirlo alla mascella. Oggi, Keith batte AR Fox dopo aver subito due finisher e averle prese per tutto il match. Questo incontro non è molto diverso, inizialmente nessuno dei due ottiene un gran vantaggio, Sabre non riesce ad agire come vorrebbe per via della mole di Keith che ne approfitta per colpire il Wizard tra chop, forearm smash, e altre mosse di questo genere. Dopo qualche minuto, Sabre inizia ad adattarsi all’avversario mettendo a dura prova la sua gamba; Lee riesce a ritornare in sé per tentare un Moonsault che fallirà peggiorando il suo ginocchio, Sabre sfrutterà a suo vantaggio questa situazione. Ad un certo punto, però ,Lee inizierà un timido comeback con la sua spirit bomb e un po’ di striking, per poi tornare nelle grinfie di Sabre che lo chiuderà in una Octopus Hold trasformata, da Lee, nella Ground Zero.

Cioè, l’incontro penso possa piacere, il livello di overbooking è ben lontano, secondo me, dal match con AR a EVOLVE 100, però, non va bene che Lee la spunti con due mosse messe a segno. Per me è la delusione della serata, un po’ meglio dell’opener, però con le aspettative che avevo ne esco molto amareggiato da questo match.

(2,5 / 5)


Marty Scurll vs Trent?

Seguendo uno schema simile a prima, dopo il match deludente ci troviamo quello “solido”. Match di tutto rispetto tra Scurll e Trent. Si parte con del comedy, con questa storia del “Trent Heavyweight” (nonostante non sia una cosa nuova, e questo mi ha messo molta difficoltà nel godere del tutto gli spot in questione). Chiusa la prima parte del match, s’inizia ad essere seri: Marty colpisce il collo, Trent attacca la testa. Beretta sembra riuscire a guadagnarsi un vantaggio, questo spinge il Villain a giocare sporco tra low-blow+roll-up e ombrellate seguite dal Last Shot. Tuttavia, il membro del Chaos non si scoraggia e riesce a tornare in gioco con una apron piledriver. L’incontro torna equilibrato, Marty tenta la Chicken Wing fallendo. A questo punto Scurll cerca di ottenere il vantaggio definitivo lanciando della polvere bianca in pieno volto a Beretta, riuscendoci ma subendo comunque la Dudebuster definitiva.

Buon incontro, nulla di eccezionale e con un finale un pochino esagerato, però mi ha divertito. Si è cercato di utilizzare bene la gimmick del Villain con il Trent che non si fa scoraggiare e continua a lottare.

(3,5 / 5)


PWG World Tag Team Championship: RingKampf (Timothy Thatcher & WALTER) vs The Chosen Bros (Jeff Cobb & Matt Riddle) (c)

Rispettando lo schema della prima parte dello show: dopo il match bruto e quello “bellino” si arriva ad un “matchone”. Mi è piaciuta molto una cosa di questo incontro: il fatto che i due team siano stati trattati in modo speculare. Il God of Sun Champion e il King of Bros fanno la parte dei Technical che, se ne hanno l’occasione, riempiono di ceffoni l’avversario; mentre WALTER e Cobb sono i due giganti che ti riempiono di ceffoni e basta. Nella prima parte d’incontro il Ringkampf ottiene il vantaggio sia nello scontro “Riddle vs Thatcher” che in quello “Cobb vs WALTER”. Dopo un piccolo vantaggio su Timothy dei Bros grazie ad un gioco di squadra, WALTER decide di riempire di Big Boot i due campioni PWG ottenendo un grande vantaggio. Jeff viene quindi isolato e la sua schiena diventa bersaglio dei campioni WXW. Questo fino ad uno spiraglio che permette a Riddle di entrare in gioco, che, nonostante un vantaggio iniziale, non riesce ad essere incisivo abbastanza e finisce per essere messo quasi K.O. Tuttavia, Mr.Athletic, torna sul ring e riesce a capovolgere la situazione con una variante della Doomsday Device, Matt usa un top rope knee strike invece del classico lariat, per poi chiudere con l’insana finisher dei Chosen Bros.

Ottimo incontro, duro, ben gestito e soddisfacente. I due team sono tra i migliori al mondo nonostante le grandi capacità da singoli e lo hanno dimostrato. Penso che questo sia il match of the night nonché il migliore incontro “due vs due” dell’anno attualmente.

(4,5 / 5)


PWG World Title, Guerrilla Warfare: Chuck Taylor vs Ricochet (c)

Si chiude la serata con un buon Main Event. Nulla di troppo eccezionale, ma non ti fa rimpiangere il match di All Stars Weekend. C’è un buon uso delle armi, che permette a Chuckie di dominare il match. Dopo una Backbody drop su una scala posizionata all’angolo, si esce dal ring. L’ex Taguchi Japan è in netto svantaggio e, nonostante delle reazioni, finisce con il prendersi gli spot peggiori tra cui una suplex su una struttura di sedie o un Tope con Hijo di su un tavolo. Qui però è Chuckie che mi fa storcere il naso, ha un selling davvero poco marcato, ok, i colpi li tira lui, ma non può rialzarsi subito quando si tuffa su un tavolo o delle sedie. Tornando al match, il campione tenta un comeback tra mosse high-Flying, non riuscendo a chiudere. Ciò porta l’ex NJPW alla disperazione colpendo Chuck alla testa con la cintura più volte. Questo fino ad un comeback dell’ex campione che tuona la sua Awful Waffle non riuscendo comunque a sconfiggere Ricochet. Ad un secondo tentativo di connettere la Finisher su delle puntine, Taylor fallisce, dando al vincitore della BOLA un vantaggio per colpire il membro dei Best Friend con le puntine. Nel finale, Ricochet ha una chance per chiuderla con la 630° senton, che però va a vuoto. Questa volta è quindi Chuck Taylor a chiuderla con la combo Spike Piledriver + Awful Waffle.

Si può concludere che è tranquillamente un buon incontro, combattuto, con la stipulazione usata bene e con dei buoni spot. Contento per Ricochet che se ne va via in grande stile dopo un ultimo periodo non troppo brillante a mio parere. Nel post match ci sono i promo di Taylor che saluta il maestro (sì, per chi non lo sapesse i due sono Maestro e Allievo) e  Rico che ringrazia il pubblico e la PWG, con tutto il roster che sale sul ring per salutarlo.

(3,8 / 5)


Lo show si conclude così quindi. Non male, ha i suoi bassi e i suoi alti. Sono contento di essere riuscito a recensire questo evento tra i primi in Italia come sono contento dei bei riscontri avuti nella prima recensione. Grazie mille gente, se continuate a mostrare quest’entusiasmo e a condividere le vostre idee con me, mi sentirò continuamente più spronato. Non ho idea ancora di che cosa parlerò la prossima volta, però voglio continuare questo progetto. Per ora, da Enea Boscolo: Arrivederci.

Studente di sociologia che nel tempo libero apprezza guardare show di wrestling. Uno dei fondatori di Squash A Jobber Live e recensore di eventi sul sito. Predilige l’indy wrestling Americano ma sta cercare di ampliare il suo campo visivo negli ultimi mesi

Enea Boscolo

Studente di sociologia che nel tempo libero apprezza guardare show di wrestling. Uno dei fondatori di Squash A Jobber Live e recensore di eventi sul sito. Predilige l'indy wrestling Americano ma sta cercare di ampliare il suo campo visivo negli ultimi mesi

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