WTW Review: ROH 16th Anniversary Show

Buongiorno amici di We The Wrestling e bentornati ad una nuova Review. Alla tastiera oggi c’è Enea Boscolo pronto a recensire lo show celebrativo del sedicesimo anniversario della ROH. Ci troviamo in Las Vegas al Sam’s Town Hotel, l’ultima volta che i ragazzi della Ring Of Honor erano in questa location era a Death Before Dishonor e c’era pure il sottoscritto. Saranno riusciti a raggiungere la qualità del bellissimo show che si rivelò essere il Death Before Dishonor del 2017? Scopriamolo


WOH Tournament, First Round Match: Sumie Sakai vs Hana Kimura

Una delle cose che ultimamente sta facendo parlare molto della ROH è di sicuro il torneo per il titolo femminile. Purtroppo, io sono molto ignorante riguardo il Joshi Wrestling e federazioni che puntano principalmente sul wrestling femminile in generale. Solo di recente ho iniziato a guardare qualcosa tra Shimmer, STARDOM e SHINE. Comunque, la Sakai, mi era già capitato di vederla qualche volta proprio in ROH e non mi era dispiaciuta; riguardo ad Hana, questo match è stato il primo che io abbia mai visto suo.

Per quanto riguarda il match, che se non avete visto probabilmente è perché nessuno vi ha informato che ci sarebbero stati due match in una sorta di pre-show live su Facebook, non è stato male. Corto, con qualche imprecisione, ma scorre bene e a livello di spot si difende bene. Non c’è stato chissà quale racconto profondo se non un “classico Face vs Heel”, con la Kimura, che fa di tutto per prendersi qualche vantaggio. Alla fine è Sumie a vincere, e posso capire chi preferiva Hana, ma nell’ottica di chi guarda solo la ROH, è normale fare passare qualcuno che ha già lottato qualche volta in ROH.

(2,5 / 5)


WOH Tournament, Second Round Match: Tenille Dashwood vs Brandi Rhodes

Altro incontro del Pre-Show. Emma-o meglio-Tenille, da quando ha iniziato a lottare nelle indy ha riscosso molti successi e finalmente una ragazza che è sempre stata messa in secondo piano riceve un po’ di attenzioni. Brandi è ancora molto acerba e nel match lo ha dimostrato più volte. Alla fine però non è uscito nulla di troppo malvagio: Brandi, nonostante “l’impacciataggine” (passatemi il termine), si lascia ben trasportare dalla Dashwood.

(1 / 5)


Flip Gordon vs Hiromu Takahashi

Ma chiudiamo con questa sorta di “Kick-off” e passiamo alla card principale. S’inizia con il botto con un Flip Gordon che è tornato dal Giappone con un’importante vittoria contro due dei Junior più importanti nella storia recente della NJPW. Il suo avversario è propriouno dei due sconfitti di quel 3-way: Hiromu Takahashi. Riguardo il match, è un buonissimo opener adatto per scaldare la folla. Veloce, con buone sequenze di striking, con qualche piccolo segmento comedy e che si fa ben apprezzare dal pubblico. A vincere questa volta è Hiromu con una Time Bomb.

(3,5 / 5)


Marty Scurll vs Punishment Martinez

Match frenetico. Qui si parla proprio di una sfida tra due tipi di “cattivi”. Abbiamo un viscido Villain contro un violento Mostro. Mentre, Martinez, cercava solo di trovare il miglior modo possibile per infliggere dolore all’avversario, Marty cercava un approccio un po’ più strategico cercando di colpire la gamba di Martinez, o sfruttare delle aperture lasciate proprio dal Punishment. A tal proposito, lo spot in cui Martinez si lancia fuori dal ring in Tope con Hilo, su un VIllain sdraiato sul tavolo ma che riesce a schivarlo all’ultimo, è pura poesia. Il match finisce con Marty che si vede costretto a chiudere il match in modo sporco con una combo low blow+ inside craddle. In generale, è stato un match fantastico, peccato per il finale. Se fosse stato chiuso in modo più “adrenalinico” a quest’ora staremo parlando di un possibile match dell’anno.

(4,3 / 5)


ROH Television Title: Silas Young vs Kenny King (c)

Dopo due incontri “esplosivi”, ce ne troviamo uno molto più statico e lento. Principalmente, a dominare qui è un Silas Young contro un King che non riesce a tirare fuori dal cappello una controffensiva per ribaltare la situazione. La cosa che li ha penalizzati molto è il pubblico. Ci provano a far tirare fuori un grosso rumore dal pubblico, Silas ha tirato fuori pure la sua bellissima Pee Gee Waja Plunge, riscuotendo, comunque, poco rumore. Nel finale, abbiamo The Last Real Man, che sta per vincere l’incontro, connettendo la Misery e schienando il campione, il problema, però, risiede nel fatto che l’arbitro fosse K.O. durante il pin. Una volta risvegliato l’arbitro, sarà Kenny a prendere il vantaggio e vincere con la sua Royal Flush.

Nel post match, ci troviamo un ritornante Austin Aries che, nella sorpresa generale, lancia il guanto di sfida al Bachelorette chiedendo una shot per l’unico titolo che, il più grande uomo mai vissuto, non ha ancora mai detenuto in Ring Of Honor: il titolo televisivo. Probabilmente, per Supercard of Honor, ci troveremo un 3-way con l’aggiunta di un Silas Young desideroso di giustizia.

(3 / 5)


ROH Six Men Tag Team Championship: SoCal Uncensored (Christopher Daniels, Frankie Kazarian & Scorpio Sky) vs The Hung Bucks ( Hangman Page, Nick Jackson & Matt Jackson) (c)

Altra perla della serata. Pieno di spot frenetici violenti e assurdamente belli da guardare. Anche a livello di Storyline, c’è qualche piccola caratteristica che non dovrebbe far urlare al fan medio “OMG, questo è solo uno spotfest, che schifo”. Parlo di piccole caratteristiche del match, come: il legare Hangman fuori dal ring, o il riesumare e trattare bene la storia della schiena di Matt; Gli Hung Bucks si rivelano superiori riuscendo sempre a fare in modo che sia l’avversario a subire i colpi più violenti (la powerbomb di Hangman sulla rampa, la backbody drop su quella struttura fatta di transenne, la Swaton dalla scala), questo comporta l’arrivo di uno Shane Taylor in supporto dei cattivi che darà un grosso vantaggio a questi ultimi. Il match viene capovolto completamente, e si conclude con una combo di Sky e Kaz che chiudono il martoriato Matt, contemporaneamente, in una Dragon Sleeper e in una Boston Crab. Vista l’impossibilità dei suoi compagni di agire perché bloccati o da Daniels o dal nastro adesivo, Matt non può far altro che cedere e lasciare i titoli in mano ai SoCal. Ho apprezzato così tanto questo incontro, che voglio sperare che diventi un piccolo classico tra i match a Sei persone, davvero, è fatto molto bene e riesce a combinare la spettacolarità di certe mosse a una psicologia che, seppur inizi ad essere importante solo a match inoltrato, ho apprezzato davvero molto.

Nel post match, il Kingdom mette fuori gioco gli Young Bucks in modo da assicurarsi il vantaggio nel match con Cody, questo fino all’arrivo di “iron” Bubba Ray, che argina la pensione facendo l’enforcer nel tempo libero.

(4,5 / 5)


Matt Taven vs Cody

Un buon match, e quando si parla di “Cody” e “buon match” bisogna stappare lo spumante. Battute a parte, Cody ha iniziato questo 2018 alla grande e sta continuando con prestazioni non male, io vedo molta meno voglia di strafare in lui, però forse è solo una mia impressione. Comunque, è ingiusto parlare solo di Cody. We The Wrestling non fa parte della cospirazione che sta avvenendo nei confronti del Kingdom, quindi parliamo direttamente del match. Non è un incontro complesso, Taven fa l’heel della situazione provocando Cody, o, “strizzando l’occhio” a Brandi, oppure imitando le taunt di Stardust, facendo in modo di ottenere un vantaggio non indifferente. Il match, poi, continua con un Taven che bersaglia la schiena di Cody, mentre quest’ultimo tenta di danneggiare la mascella del proprio avversario. Verso la fine, c’è un intera compilation di interferenze che hanno rovinato un pochino il tutto: Bury l’orso con la sedia, Il Kingdom che attacca Cody, e Bully Ray (sì, di nuovo). Per poi chiudere il tutto con la solita CrossRhodes anticlimatica.

Nel post match, l’orso si rivela essere Kenny Omega che stende con una V-Trigger Cody. Brandi resta a guardare per poi… Baciare Kenny? Vi ricordate quando ho detto che non apprezzo Brandi, beh, non è soltanto perché è “acerba”, un altro problema è che è il classico personaggio che crea i momenti nonsense. Vi ricordate Final Battle? Quando si buttò a caso dalla terza corda per colpire i Boys di Castle senza motivo? Ecco, e ora questo. Eppure nello show del canale dell’Elite fa spesso la  parte della ragazza tranquilla, tiene a Cody ed è contenta della piega che stanno prendendo suo marito e i suoi amici. Poi però le parte qualcosa e fa certe uscite? Cioè… Perché?

(3 / 5)


ROH Tag Team Title: The Briscoes ( Mark Briscoe & Jay Briscoe) vs The Motor City Machine Guns (Alex Shelley & Chris Sabin) (c)

Grande delusione della serata. Mi aspettavo davvero tanto in questo incontro, invece ne è uscito un match poco più che sufficiente. La grossa colpa che hanno è che il pubblico dopo i match precedenti si sentiva che era stanco, quindi sono andati un po’ più contenuti, ma non ci hanno nemmeno provato a regalare qualcosa che attirasse l’attenzione. I Briscoes arrivano in questo incontro con uno status altissimo visto che hanno fatto ritirare Bully, mentre i MCMG sono nel pieno di un regno con pochi sfidanti interessanti, si può dire che, Mark e Jay, siano il loro vero primo ostacolo, ed il fatto che siano già caduti mi lascia l’amaro in boca. I due team mostrano anche grande alchimia, tuttavia, il match è pieno di scontri fortuiti che mi hanno fatto un po’ storcere il naso. Si arriva ad un finale in cui, i MCMG, vengono annientati dai due fratelli senza capacità di opporre resistenza.

(2,5 / 5)


ROH World Title: Jay Lethal vs Dalton Castle (c)

It’s Main Event Time. Il match che conclude la serata: Dalton Castle è chiamato non solo a difendere il titolo del mondo, ma anche a dimostrare che lui è superiore a uno dei volti che ha fatto la storia recente della federazione; Jay Lethal, d’altro canto, deve far vedere al mondo di non essere ancora “acqua passata”. Il match inizia con un alternarsi di lock up e brawling che prosegue, a mio avviso, per un po’ troppo tempo. Dopo un po’ iniziano a carburare, Lethal riesce a colpire la gamba di Castle che rimarrà dolorante per tutto l’incontro, tuttavia, il campione non resterà intimorito e cercherà di difendersi continuando a tuonare suplex su suplex per tutto il match. Una piccola cosa che non ho apprezzato in questa parte: nonostante Castle fosse infortunato, Lethal inizierà a colpire il ginocchio solo verso la fine del match. Comunque, il Peacock dimostra tutta la sua tenacia uscendo adirittura da una Lethal Injection, dopodiché, riuscirà a cambiare le sorti del match usando, prima, una bellissima Suplex che parte dal bordo dell’apron e lancia l’avverario fouri dal ring, poi, con una Bang-A-Rang che chiude i giochi in un finale molto sudato da parte del campione.

Nel post match, Marty Scurll lancia la sfida a Dalton Castle, probabilmente, per Supercard of Honor.

(3,8 / 5)


Si chiude così lo show per il sedicesimo anniversario della ROH. A mio avviso è un evento godibilissimo che, in alcuni casi, riesce anche a mettere pure le basi per il ppv successivo. Consiglio caldamente di recuperare almeno il match tra Punishment Martinez vs Marty Scurll e il match per il Six Men Tag Team Title.

Da Enea Boscolo qui è tutto, ho intenzione di scrivere più spesso review di varie federazioni indy, quindi occhi aperti se v’interessa leggere dei pareri su realtà che siete indecisi se seguire o meno.

A presto.

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