WWE TOP STORY #30: Le bionde, il figo e il bulgaro

No, non è un triangolo e no, qualche mese fa non potevamo considerarlo. Lana è passata da spietata manager di una macchina da guerra a classica valletta contesa per la sua bellezza e per i suoi servigi (sul ring, ma non si sa mai).

Al centro del triangolo ci sono Dolph Ziggler e Rusev: due facce di una stessa medaglia. Il primo, ridimensionato più e più volte nel corso degli ultimi due anni, si trova in questa tresca chissà perché, mentre si discute di contratti e di future opportunità: ma se devi fare il terzo incomodo in un trio che solo un booker malato mentale, e cioè WWE, può proporti, non è forse meglio, sentimentalismo a parte, guardare altrove per cercare altre vere opportunità in posti come Lucha, Ring of Honor o, perché no, Giappone? Evidentemente il legame con la WWE è molto più forte di quel che si credeva.

Poi c’è un Bulgaro che in due mesi è diventato filo-russo, tanto da sfidare una nazione intera entrando con bandiere e mezzi da guerra per Wrestlemania e che, subito dopo, è diventato un comune, patetico uomo schiavo della gelosia e bramoso della sua donna-manager, amica di tante battaglie, che ha perso anche per il suo maschilismo e la sua rozzezza. Eppure, Lana non era più anti-americana di Rusev? Non era addirittura più cattiva di lui? Non era quella capace di bilanciare alla perfezione le doti dell’atleta al microfono? Lui sul ring a rompere i culi prima dell’arrivo di Rocky Balboa, lei la “Paul Heyman” al femminile: fredda, spietata, incredibilmente bella e affascinante nell’interpretazione di un personaggio che, in quelle vesti, aveva un potenziale inimmaginabile: non per forza sul ring, ma anche nelle vesti di sola manager poteva dare molto, avvicinandosi a nomi già noti nel passato e che hanno fatto la storia accanto ad altrettanti atleti maschili che oggi vivono idealmente nella Hall of Fame, su tutti Randy Savage.

Se a questi tre aggiungi poi l’inutilità, il triangolo si allarga a 4: Summer Rae è la manager fallita di Fandango, lo sarà presto anche per Rusev. Perché, cari lettori, separare i due è stato un boomerang: perfetti insieme, l’uno lontano dall’altra irrimediabilmente con qualcosa mancante. Lana ha del potenziale e separarla da Rusev poteva servire, risparmiandoci però la classica storiella americana da lacrime che in realtà sono generate dalle risate. Lana poteva continuare il suo ruolo da heel, e sti cazzi del pubblico, attaccare Rusev, mostrandosi lei la parte dominante, la femmina alpha, e proseguire su questa falsariga. Magari, i due si ricongiungeranno, ma questo triangolo, o quartetto, che non avevamo considerato, potevano risparmiarcelo. Davvero.

Gennaro Donnarumma

Non c'è niente da dire, niente da vedere.. Ok, comune ragazzo di ventunenne con la passione per il Wrestling, dal 2003, credo.