WWE Top Story #51: le due facce di una medaglia

Alzi la mano chi l’avrebbe mai immaginato! Settimana scorsa stavo per tornare a scrivere (direte “era ora”) un nuovo numero di Top Story: avrei scritto di come Raw avesse osato nel cercare il suo main event di Summerslam, e di come Smackdown avesse invece fatto una scelta conservatrice e oltretutto discutibile.

Ed invece, causa anche una settimana al lavoro massacrante e la voglia di starmene un po’ da solo, ho passato la mano: ebbene, una settimana dopo mi ritrovo ad affermare che Smackdown ha fatto davvero un lavoro magistrale nel promuovere Dolph Ziggler nel ruolo di un credibile contendente al titolo, mentre a Raw il pur bravissimo Finn Balor ha fatto in ogni caso una figura da fessacchiotto al cospetto di Seth Rollins.

Premetto che promuovere così a bruciapelo Finn Balor mi ha positivamente impressionato, e sul ring il ragazzo ci sa davvero stare: se vincesse a Summerslam non mi scandalizzerei di certo, anzi! Ma al microfono ha dimostrato di essere abbastanza scadente, specie se messo di fronte ad un mostro come Seth Rollins che ogni volta che apre bocca riesce sempre a raccontare una storia diversa in modo straordinario.

Quando invece non te lo aspetti, va in onda una puntata di Smackdown che trasforma quella che ritenevo fino a pochi giorni fa una scelta di comodo, un ripiego, in qualcosa di notevolmente buono: l’ultimo momento positivo di Ziggler ad alti livelli era stata la vittoria di Survivor Series 2014, oltretutto offuscata dall’esordio del leggendario Sting. Dopo quel momento, l’atleta aveva vissuto una serie d’alti e bassi a livello di midcard-undercard che facevano pensare all’inizio della camminata sul viale del tramonto.

Ed invece la puntata di Smackdown ci ha riproposto uno Ziggler credibile ad alti livelli, dando continuità ad una vittoria che settimana scorsa mi era più sembrata una scelta di comodo o addirittura per lanciare qualcun altro che lo avrebbe infortunato. Il face-off iniziale con Dean Ambrose è stato ottimo, andando a scavare nel suo passato meno glorioso (Spirit Squad) e in quel perenne mancare nel momento migliore perché gli viene puntualmente preferito qualcun altro.

Ottima anche l’idea di mostrarci uno Show Off aggressivo, pungolato da un Ambrose che gli ricorda che è meglio vincere che “mettersi in mostra” e che spesso chi combatte solo per piacere avrà anche gli applausi ma non vincerà mai nulla. L’arrivo di Bray Wyatt che attacca Ziggler chiedendo e ottenendo un match con in palio lo status di primo sfidante, è stata poi il colpo di scena che ha permesso di passare al secondo livello di questa ricostruzione di credibilità.

All’inizio pensavo appunto di averci visto giusto, pronosticando l’ex Husky Harris vincitore e nuovo – vero primo sfidante: Ziggler ha saputo mantenere il suo status di primo sfidante, proprio giocando sulla grinta – la cattiveria e la voglia di arrivare al risultato. Basta orpelli e fuochi d’artificio, meglio un colpo anche un po’ irregolare (il sostegno rimosso davvero ottima scelta) ma vincente. Oltretutto, prevedo nuove scintille settimana prossima: il pestaggio finale operato da Bray Wyatt, forte anche del ritorno di Erick Rowan, fa presagire un match a coppie per la settimana prossima che promette di mettere nuovo pepe a tutta questa vicenda.

Resto comunque del parere che ha comunque più probabilità di vincere Balor su Rollins che Ziggler su Ambrose, ma davvero la WWE ha lavorato bene e potrebbe aver trovato uno sfidante in grado di tenere impegnato l’attuale WWE Champion nell’attesa di sfide più terribili ed impegnative. Uno dei finali più classici di Summerslam potrebbe essere, infatti, la vittoria di Ambrose ed il turn heel di Ziggler con pestaggio dopo il gong, che allungherebbe la storia almeno di un altro mese.

Come risponderà il roster rosso? Soprattutto, riuscirà il nuovo WWE Universal Champion ad attirare più attenzione dell’attuale campione di Smackdown? La medaglia, la cui faccia lucente settimana scorsa sembrava essere Raw, si è girata: ma si sa, nella vita basta un soffio di vento per ribaltare quelle che sembrano certezze acquisite.

Alla prossima!