WWE Top Story #52: Goldberg vs. Lesnar 2

Prima di diventare Mr Mc Mahon, uno degli heel più riusciti della storia, Vincent Kennedy Mc Mahon (allora semplice commentatore), amava ripetere fino alla nausea: “Anything can happen, in the WWE”.

Quest’anno pare proprio che il motto possa tornare di moda: alzi infatti la mano chi non si è sorpreso nel vedere Bill Goldberg fare da testimonial principale al nuovo videogico di wrestling della WWE – 2K17.

Un uomo i cui ultimi capitoli sul ring non sono stati certo tra i migliori, ma che (sappiamo tutti, anche coloro che fingono di negarlo oppure gli danno contro) ha scritto pagine di wrestling rimaste nella storia: dalla celeberrima striscia di imbattibilità, alla vittoria del titolo nel lontano Luglio 1998 sconfiggendo in una sola notte Scott Hall e Hulk Hogan, dall’incredibile Jackhammer su The Giant al trionfo sull’Evolution e HHH in WWE.

Certo il suo ego smisurato e il suo scarso amore per la disciplina non sono mai passati inosservati: Goldberg è stato anche il miglior imprenditore di se stesso, ed il modo in cui se ne è andato sicuramente ha lasciato l’amaro in bocca.

Parliamo però proprio del modo in cui se ne è andato: un match abbastanza mediocre, seppure vinto, contro il possente Brock Lesnar è stato il suo ultimo capitolo di un certo spessore. Guardate però bene il video del trailer di WWE 2K17.

Siete proprio sicuri di non aver notato qualcosa di strano ? Magari un riflesso birichino messo lì verso la fine del video ? Ok dai, ve lo dico: andate su Youtube e riguardatevi il trailer… Bill Goldberg compare da quello che, metaforicamente, potremmo anche leggere come il cancello dietro il cui si era esiliato. La polizia lo scorta sino alle macchine, ed appare il marchettone del videogame: “Pre order and play as Goldberg – in stores October 2016”. Ma poi ? Beh, signori ci sono altri nove secondi di video.

In particolare, guardate dopo l’inquadratura della fila di auto che parte a sirena spiegata: Bill Goldberg guarda sulla sua destra, lanciando un’occhiata fuori dal finestrino…. non ditemi che non avete notato la scritta che compare, seppure come allo specchio (ovvero scritta al contario): SUPLEX CITY ! Da Man accenna poi una smorfia sorniona, ed il video termina.

Per favore, non traiamo conclusioni affrettate: è vero, il loro match di Wrestlemania 20 è stato triste. Ma l’unico che non sia John Cena o HHH, in grado di dare un match credibile a Lesnar è in ogni modo sempre lui. Il suo status di leggenda è comunque innegabile, e la potenza che Goldberg metteva in ogni suo match è quello che ha fatto innamorare i tifosi.

Addirittura, quello che avrebbe più da perderci è l’ex Atlanta Falcon e WCW Champion: se davvero le auto della polizia sono dirette a Suplex City come appare nel riflesso del vetro, Da Man ha un job da rendere ed uno status di semiritirato che comunque non gli garantisce di entrare nel match da favorito.

Se vogliamo anche essere pratici, inoltre, far battere di nuovo Lesnar da Goldberg potrebbe non avere senso: almeno “The Beast” qualche comparsata in più negli show WWE la fa, ed al suo altare è stata immolata addirittura la “Streak” di Undertaker.

Però l’operazione nostalgia ha spesso portato molti soldi nelle casse della WWE: e considerato che il teatro di questo ipotetico rematch non potrebbe essere certo un Raw o uno Smackdown qualunque, la cornice di Wrestlemania potrebbe essere per entrambi i contendenti un modo di far ricredere coloro che, a distanza di oltre dieci anni, li accusano di avere messo in scena uno scontro orrendo. Entrambi avrebbero l’occasione di rifarsi, e forse anche la vittoria di Da Man, in uno scenario di questo genere, potrebbe anche non essere blasfema.

Troppi sogni basandoci su un riflesso in un vetro ? Sicuramente può essere, ma se non siamo capaci di sognare che tifosi di wrestling siamo ?

Alla prossima!

 

 

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