WWE Top Story #53: i ritorni

Dopo due mesi di silenzio, torno a scrivere: qualcuno di Voi potrà maliziosamente pensare che, visto che nell’ultimo pezzo prospettavo un ritorno di Bill Goldberg a fronteggiare Brock Lesnar, sia riapparso dall’oblio per vantarmi della mia intuizione.

Se nascondessi che il ritorno dell’ex WCW World Champion mi faccia molto piacere, sarei falso ed ipocrita: ma non sono qui a scrivere per sostenere che ero stato un genio a prevedere questa ricorrenza, e che merito un oscar in cartomanzia ed arti occulte.

Diciamo che vorrei usare questa news come spunto per una riflessione più ampia sul recente utilizzo dei wrestler “di ritorno”: spesso, infatti, si utilizza il nome storico per generare rating per un particolare episodio o per dare più pathos ad una rivalità. A lungo termine però, il wrestler richiamato non serve a nulla e anzi spesso è accantonato di nuovo senza motivo.

Ultimamente, però, il trend sembra essere diverso e molto più costruttivo. Penso ad esempio a Raw, dove prima si è utilizzato Ric Flair per mandare over sua figlia Charlotte (con tanto di scaricabarile del padre finale): ora stiamo vedendo il part-timer Chris Jericho a fianco di Kevin Owens per rafforzarne la credibilità e lo status.

Anche a Smackdown, nelle ultime settimane, è stata fatta una scelta altrettanto utile: la WWE ha infatti richiamato all’ovile Kenny Dykstra e Mike Brenley per inserirli con ottimo tempismo e credibilità nella rivalità tra Dolph Ziggler e The Miz.

Nella puntata di SmackDown del 4 ottobre 2016 Mikey e Kenny sono infatti ritornati in WWE utilizzando la loro vecchia gimmick di cheerleader (Spirit Squad), ed hanno attaccato il loro ex-compagno Dolph Ziggler (Nicky) su ordine di The Miz. Il 9 ottobre a No Mercy Kenny e Mikey sono nuovamente intervenuti per attaccare Ziggler durante il Title vs. Career match contro The Miz, La corsa settimana, durante la puntata di SmackDown, Kenny e Mikey hanno affrontato Ziggler in un 2-on-1 Handicap match.

Mi sento di dire che, queste scelte, hanno tutta la mia approvazione: che senso ha, ad esempio, promuovere una puntata di uno show facendo tornare i vari Jake The Snake – Ted Di Biase – Jim Duggan e compagnia se non per utilizzarli come macchiette backstage e fargli avere un applauso facile se fanno qualcosa a qualcuno?

Trovo molto più sensato il recente trend: e vi dirò anche di più… Kenny Dykstra è un ottimo atleta, nel fiore degli anni (ne ha 30) e ha già dimostrato in passato di essere un ottimo heel: mi ricordo la sua feud con Ric Flair nel 2006 dove (ancora ventenne) era un ottimo e credibile antagonista di quella che era già a tutti gli effetti una grande leggenda.

Fossi la WWE mi guarderei bene dal liquidarlo in fretta e furia una volta terminata la faida con Dolph Ziggler: diciamo che spesso, certi atleti, riservano sorprese che forse la stessa WWE non si aspetta. Io sono dell’idea che è anche capacità e scaltrezza saper vedere oltre le due-tre puntate, considerato anche che (attualmente) Smackdown è uno show in cui tutto sembra davvero andare per il verso giusto.

Detto questo, penso sia giunto il momento di parlare anche di Goldberg: magari storcerete il naso, ma non ho problemi a ribadire che ha più bisogno la WWE (e soprattutto Raw) del vecchio Bill che il contrario. Certo, sia chiaro: sono stra-sicuro che l’ex Atlanta Falcons abbia ricevuto un’offerta economica ragguardevole e garanzie chiare.

Non ho mai nemmeno detto che Goldberg sia stato mosso nella sua carriera da intenzioni caritatevoli: ma mi fanno davvero ridere certi commenti che ho visto in giro sul web “non ha più il fisico” – “fuori forma, non combatte da anni” – “al massimo sarà uno squash di 40 secondi a favore di Lesnar”. Per carità, è usanza moderna uniformarsi alla massa di pecoroni per sentirsi fighi, vincenti ed accettati.

Ma vi avverto che potreste restare molto, molto, molto delusi!

Alla prossima !