WWE Top Story #59: Jinder Mahal

Che vi piaccia o no, dal 21 Maggio di quest’anno Smackdown è diventato il regno di Jinder Mahal: molti hanno storto il naso, ed io per primo all’inizio avevo qualche dubbio su questa operazione.

Tutti lo ricordavano, infatti, per essere una specie di consigliere heel di “The Great Khali” (allora indiano di punta del roster WWE), una squinternata rockstar nei 3MB, ed un perdente di lusso a Raw dal suo ritorno nel 2016: l’unica cosa di cui la WWE è accusabile è appunto questo.

Dal nulla ha trasformato un jobber, o in ogni caso un wrestler di poco spessore, in campione assoluto: la costruzione è sostanzialmente inesistente, ma questo non significa che Mahal stia usurpando il posto che occupa.

L’aver puntato sulle sue “radici indiane”, l’introduzione dei Singh Brothers, il nuovo nickname di “Modern Day Marahaja” vanno letti nell’ottica di dare spessore al campione: il fatto che il suo regno si stia protraendo ormai da quasi cinque mesi fa certamente capire che il wrestler sta attraversando una nuova fase della sua carriera.

A livello personale, inoltre, devo ricordare che i recenti promo forniti dal campione contro il suo ultimo sfidante (Shinsuke Nakamura) sono davvero apprezzabili, e mettono in luce quello che è il difetto attuale del roster di Smackdown: la mancanza di valide alternative.

Randy Orton è bruciato dalla serie di sconfitte patite contro Mahal e Nakamura, bisogna essere onesti e diretti, è una delusione autentica nonché un personaggio che (sono disposto a scommettere) tra qualche mese sarà nel limbo del mid-card se non anche più in basso: quando Jinder ha sostenuto che le facce e le movenze del presunto artista giapponese sembravano quelle di un costipato afflitto da difficoltà defecatorie, ha semplicemente affermato una verità che pochi sanno ammettere.

Da dire inoltre che, aver speso addirittura il ritorno del “Punjabi Prison Match” e di The Great Khali per permettergli di vincere un match con Randy Orton, testimoniano quantomeno il tentativo di solidificare il suo status di campione credibile.

Attenzione! Non voglio affermare che Mahal sia un fenomeno o il futuro della federazione: ha comunque ancora dei limiti, e nessuno dimentica che è uscito praticamente dal nulla.

Ma il fatto che la gente disprezzi il personaggio a prescindere da ciò che fa, mi ricorda quanto accadeva negli ultimi mesi della WCW: qualsiasi cosa si tentasse di fare, la reazione era “ah, ma tanto la WCW resterà sempre uno schifo”. Ora, a distanza di anni dalla sua scomparsa nel 2001, gli stessi lamentano che la WWE è scesa di qualità per la mancanza di concorrenza.

Prossimamente il campione assoluto sarà impegnato, durante i tour autunnali del roster di Smackdown, in un Fatal 5 Way con Randy Orton – AJ Styles – Baron Corbin – Kevin Owens e Nakamura.

E’ legittimo non attendersi grosse sorprese, trattandosi comunque di house show: in ogni caso, questa sarà un’ulteriore tacca di prestigio sul palmares dell’attuale campione. Anche se ci fosse un cambio di cintura, probabilmente sarebbe estemporaneo dato che alle porte c’è un tour in India dove ci si attende di vedere Mahal con la cintura alla vita.

Che dire dunque? Forse appunto non sarà il migliore, ma rassegnatevi: al momento Smackdown non offre alternative valide e potrebbe toccarvi di vederlo campione almeno fino all’inizio dell’anno prossimo.

Quindi mettete da parte il vostro rancore a prescindere, i patetici luoghi comuni da leoni da tastiera, e apprezzate il lavoro che questo wrestler sta facendo per riqualificarsi dal suo discutibile passato.

Alla prossima!

 

 

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