WWE WEEK #44: Roman Reigns non lo meritiamo!

Bentrovati cari lettori di Allwrestling, con questo quarantaquattresimo appuntamento col WWE WEEK: dopo la mancata uscita della scorsa settimana, ritorniamo ad occuparci di quanto sta accadendo in casa WWE sulla via che ci porterà a Fast Lane, il 22 febbraio. La Rumble è agli archivi ma non le controversie per cui, come al solito, bando alle ciance e cominciamo subito trattando i nostri consueti cinque punti. Ovviamente, partiamo da Roman “Rumble” Reigns, il campione che il 99,9% dei fan amanti di vero wrestling, non vogliono come campione.

Un campione che nessuno vuole: tra Wrestlemania e Daniel Bryan

Questo Roman Reigns non è pronto: sia chiaro, i suoi limiti sono ancora evidenti, ma credo che una gestione diversa oggi ce lo farebbe vedere sotto luce diversa e non sotto quella, infamante, del campione “imposto”. Wrestlemania è lontana ancora, ma non molto: perché si crede o meglio si ha la pretesa di migliorare una cinquecento e poterla trasformare, in pochissimo tempo, in una Ferrari? Bene, perché se non si fosse capito, il suo match contro Daniel Bryan a Fast Lane non è altro che un “contentino” dato a noi fan scontenti (gli stessi che Roman Reigns critica a questo punto, dato che secondo la sua grande “umiltà”, chi non lotta o ha mai lottato, non può giudicare, n.d.r). Daniel Bryan sarà solo un ponte per preparare meglio Reigns al suo destino: andare a Wrestlemania e sputtanare un uomo che domina da 3 anni in WWE e che ha scritto pagine di storia che non dimenticheremo (la fine della streak, inutile aggiungere altro). A che pro? Per trovarsi un campione raccomandato e malvisto da gran parte della platea: un uomo che sta eclissando Dean Ambrose e che probabilmente metterà in ombra anche il top heel per antonomasia della federazione, ovvero Seth Rollins e lo si è visto questa settimana a Raw e soprattutto a Smackdown. Roman Reigns, con una gestione migliore, ripeto, oggi godrebbe di altra stima ma evidentemente il team creativo non è stato bravo nell’intento.

Come costruire (male) un feud: Cena vs Rusev

Un’interruzione durante un post show. Questo è l’inizio di uno dei feud che ci porteremo dietro a Wrestlemania 31. Un feud che porterà molto probabilmente alla prima sconfitta di Rusev nel main roster. È un peccato però, perché questa sconfitta rischia di distruggere Rusev e renderlo solo una macchietta nel panorama del main roster. Reputo Rusev un buon wrestler, un big man capace di saper fare una buona diversità di mosse. Il problema del bulgaro è la mono dimensionalità (si può dire?) della sua gimmick. Il fatto che alla prima sconfitta, sopratutto da parte di un americano, verrà ridimensionato e non avrà più lo stesso appeal. Non se ne parla di ricostruzione (parliamo di un possibile stravolgimento di gimmick), non si può fare di punto in bianco. Turn Face? Non se ne parla. Io spero, sinceramente, che Rusev possa vincere, andare per il titolo mondiale magari e solo lì, si può parlare di prima sconfitta. John Cena non necessità di vincere. Non ha bisogno né di status, né di una vittoria in Pay-Per-View.
Ah, ovviamente sto volutamente tralasciando il match programmato per Fast Lane. Scommettete che finirà in no contest o non partirà nemmeno?

Svariate ed eventuali

Abbiamo tante carne al fuoco per questo Fast Lane. Oltre ai sopra citati feud, abbiamo anche la possibile apparizione di Sting, che dovrebbe portarci verso il match di Wrestlemania 31 con Triple H. Abbiamo anche una leggera costruzione per un match fra Bad News Barrett e Dean Ambrose per il titolo Intercontinentale. Si, Ambrose doveva puntare altri titoli adesso. Ma sapete. Stardust, invece, si sta separando da Goldust e il fatto che il buon Dusty chiami il fratello per nome (Cody), potrebbe essere un segnale del ritorno di Cody Rhodes e di un possibile match per Wrestlemania 31. La situazione intorno al titolo femminile è incomprensibile. Perché dare un match titolato a Paige, quando lei stessa ha perso in PPV in un tag team match? Vabbè.

Alla prossima con il vostro WWE Week!