C’era una volta un ragazzino di appena dodici anni. Un giorno ebbe una crisi emotiva a causa della scuola e per dargli una motivazione, la madre, spulciando sul giornale, scoprì che di lì a poco, a Ospedaletto, provincia di Pisa, sarebbe venuta una federazione di pro wrestling italiana, la ICW.

Il pargoletto, in fissa per quegli omoni unti e muscolosi che si picchiano per finta, ne fu contento e aspettò a gloria quel giorno. Arrivò dunque quel tanto atteso sabato e andò alla grande. Per la prima volta il bambino era in prima fila a vedere della gente volare dalla terza corda, colpirsi con manovre spettacolari e, dopo lo show, realizzò il suo sogno di interagire con dei veri pro wrestlers.

Lo show gli piacque così tanto che da lì non si fermò più. E’ da lì che è nata quella passione particolare per il pro wrestling italiano, per questi ragazzi che nel corso degli anni si sono fatti il culo per migliorare, per cercare di salire sul ring e dare a questo Paese qualche cosa di serio dal punto di vista di questa fantastica disciplina, non senza essere negativamente coadiuvati da una manica di teste di cazzo e prorompenti egocentrici bastardi, ma in fondo un albero ha sempre qualche mela marcia, no?

Ad ogni modo, quel ragazzino è cresciuto. Adesso ha diciott’anni ed oltre ai suoi interessi, sono mutati anche i suoi gusti in ambito pro wrestling. Colui che prima tifava Rey Mysterio a Wrestlemania 22 ora spera che Chris Renfrew decapiti Dickie Divers sul ring. E quello stesso moccioso che si esaltava a vedere sempre i buoni trionfare, ora ammira i personaggi politicamente scorretti, cinici e violenti. Gente come Jon Moxley e Jimmy Havoc.

Già, li adora così tanto che quando ha scoperto che l’ASCA, Adriatic Special Combat Academy, probabilmente l’unica federazione in Italia insieme alla FCW che propone del wrestling costantemente di grande livello, avrebbe chiamato uno di loro, specificatamente la troia preferita da tutti i fans del pro wrestling britannico e più generalmente europeo, oltre ad un sacco di altri atleti di fama praticamente internazionale, non ha esitato a decidere di portare il suo culo all’ASCA Dome di Almenno San Bartolomeo per l’evento che si svolgerà tra poco più di ventiquattr’ore.

Questo stronzo, e parlo del ragazzino cresciuto, non di Giacomo Distruzione, ama molto anche fare casino. Gira che ti rigira, in mezzo alla calca ci è finito sul serio. Abituato precedentemente a un pubblico occasionale e silenzioso, lo scorso giugno era tra appassionati come lui. Gente disposta a farsi chilometri di strada solamente per stare qualche ora seduto a gustarsi uno spettacolo.

E allora è lì che capisce quanto davvero questo movimento sia, anche se non numerosissimo, fedele alla propria passione.

Una passione che il bambino ha portato avanti per undici anni, da quando ne aveva solamente sette. Per uno scherzo del destino poi, da piccolo guardava Mucha Lucha e giocava con le vecchie action figures WWF del fratello, senza sapere chi rappresentassero.

E quindi beh.. quando pensa “E’ iniziato tutto da zero, davanti ad un televisore. Ora la disciplina la pratico e continuo a seguirla essendone un grande fan. Tra l’altro, tra pochi giorni vedrò il mio attuale wrestler preferito”.. insomma, i brividi sulla pelle, inevitabilmente, gli vengono.

Per chi se lo stesse chiedendo e non l’avesse ancora capito: sì, quel bambino cresciuto sono io. Anche se, alla fine, non c’è bisogno di essere più maturi per amare qualcosa. Piuttosto, è proprio quando comprendi che il tuo amore per qualcosa è ineguagliabile che puoi lasciare da parte il duro stronzo che è in te e tornare a sognare come si faceva un tempo.

Thank you, Pro Wrestling. I love you.