Il 13 Novembre 2014, veniva annunciato che la WWE aveva rinnovato l’accordo televisivo con le emittenti spagnole per la trasmissione di Raw e Smackdown: la scelta era dovuta al successo degli house show in terra iberica, e al buon riscontro di pubblico ottenuto. Partendo quindi per Valencia, anche se ovviamente per altri motivi, mi ero ripromesso di provare a controllare un po’ come gli spagnoli si fossero ripresi dal blackout di wrestling causato dalla cancellazione del tour del 2013 e dal fallimento della precedente emittente televisiva che irradiava le trasmissioni della federazione di Stamford.

Partendo, mi aspettavo (in tutta onestà) di trovare da questo punto di vista una terra in pieno fermento, con un movimento rigoglioso e segnali tangibili di questo gran ritorno della WWE: ahimè, alla fine delle varie ricerche condotte mi trovo a parlarvi di una situazione ben diversa.

Partiamo dall’aspetto televisivo: sono quattro le trasmissioni che un appassionato può ammirare in terra iberica. Tramite Eurosport sono, infatti, disponibili “This week in WWE” e “WWE Vintage Collection”, mentre l’emittente Neox irradia Raw e Smackdown rispettivamente il sabato e la domenica.

Iniziamo proprio da qui: le due trasmissioni sono nella loro versione “International” di 45 minuti, e vanno in onda alle ore 14.00 di due giorni festivi. Onestamente, non penso sia una scelta molto edificante ed io stesso, per quanto appassionato, faticherei a rimanere in casa a quell’ora solo per vedere i vari John Cena, Seth Rollins e compagnia bella. C’è poi da registrare come gli show siano (giustamente, per carità) commentati in spagnolo dal giornalista argentino Hector Del Mar e dal comico Fernando Costilla. Il problema si pone però nella scelta di rendere “latini” tutti i termini del wrestling: sentiamo così parlare di “Triple Ace y l’Autoridad”, di Roman Reigns e del suo “puño de el SuperHombre”, e di Mark Callaway “Enterrador”. Onestamente è come se Dan Peterson avesse commentato le gesta di Libraio T, Massimiliano Lunare e di Roddy Piper “il casinaro”.

Strettamente legato a questo discorso, è la diffusione dei supporti audiovisivi della federazione: trovare a Valencia qualcosa, Vi giuro che è stato quasi impossibile. La grande catena di negozi “El Corte Ingles”, che ha scaffali pieni di DVD non sa neppure cosa sia il wrestling: diverse videoteche cittadine sono nella stessa situazione, e anche la catena FNAC ignora il nostro sport-spettacolo preferito. L’unico (e ripeto l’unico) DVD che ho trovato è stato presso la catena CEX – WeBuy, che è sostanzialmente una grande catena di negozi di compravendita d’usato diffusa in tutta la Spagna. Ad ogni modo, anche qua, stiamo parlano di No Mercy 2008, PPV sicuramente godibile ma di certo non molto recente. Per la cronaca, il prezzo di vendita era due Euro e 50 centesimi… della serie per favore compratelo e toglietecelo dagli scaffali!

Rimaniamo in ambito di merchandising per segnalare che, anche a livello di giocattoli, non siamo messi meglio: l’unica traccia di WWE è arrivata da “Poly Juguetes”, negozio di giocattoli spagnolo dove sono disponibili un paio di set della C3 Construction dedicati a Sin Cara e The Undertaker (o appunto “El Enterrador”). Qui invece i prezzi erano da gioielleria, in altre parole 19 Euro e 90 Centesimi per ogni singolo set di mattoncini da costruzione.

Onestamente mi chiedo come possa resistere un movimento che, seppure a quanto pare fa il tutto esaurito nei palazzetti, ha davvero poco cui appigliarsi nel resto dell’anno.

Va invece in controtendenza la disponibilità online d’informazioni: il sito dell’emittente Neox, che trasmette appunto Raw e Smackdown, è ricco d’informazioni sulla WWE seppure ovviamente in versione no-spoiler e seguendo il ritardo di due settimane rispetto agli USA. Vi è inoltre un ricchissimo sito di news e approfondimenti in lingua spagnola all’indirizzo kgb-wrestling.com. Infine, la disponibilità sul web di DVD e Blu-Ray della WWE è certamente migliore.

Per riassumere queste stridenti contraddizioni, un amico mi ha informato che il pubblico della WWE in Spagna è composto prevalentemente dalla comunità latino-americana e non dai nativi spagnoli: questa potrebbe essere una delle cause di quanto descritto sopra, soprattutto del voler rendere “spagnole” le fasi della lotta e dell’apparente mancanza di merchandising nei negozi a fronte di palazzotti tutti esauriti.

Vi ricordo infine che stiamo parlando di quanto visto a Valencia, potrebbe anche essere che la situazione sia diversa a Madrid e Barcellona: lo stesso amico che mi ha però riferito di come sia composto il “WWE Universe spagnolo” sostiene che in realtà le differenze sono davvero ben poche.

Per chiudere questo excursus nella realtà spagnola, spero Vi sia arrivato il mio disappunto per la situazione verificata in loco: Vi invito dunque a riflettere, visto che c’è chi sta peggio di noi. Spesso il “lamentarsi tanto per” tipico di noi italiani è davvero ingiustificato ed ingiustificabile.

A risentirci!