27 luglio 1985: nasce Mark Dallas, il fondatore e proprietario della ICW.

27 luglio 2014: Dallas festeggia il compleanno a Shug’s Hoose Party, all’O2 ABC di Glasgow, che tiene 1.200 persone. La ICW è già stata due volte all’O2 ABC, ma a causa della disposizione diversa di ring e rampe d’ingresso la capienza era di 1.150. Quindi, si tratta del record assoluto di presenze per la federazione. E i biglietti sono stati esauriti da oltre un mese. Prima che venissero annunciati i match. E non c’è nessun campione d’importazione, il nome più grosso annunciato è quello di Martin Stone, un inglese che ha combattuto in WWE:NXT con il nome di Danny Burch.

Lo show inizia alle 7 di sera, ma già alle tre e mezza sono in coda – e non sono il primo. E si aspetta.

Alle 7 prendo posto sulle transenne, e alle 7 e mezza finalmente MC Smiddy sale sul ring, annunciando il telecronista Billy Kirkwood. Il solito, iperattivo Billy spiega che il suo collega sin dall’inizio del 2012, “Doctor” Sean David, ha lasciato definitivamente la ICW; salutiamo Doctor Sean (che non è presente) e cominciamo.

Smiddy viene interrotto da Liam Thompson e Carmel; secondo programma, Thompson dovrebbe scontrarsi con l’ex compagno di coppia Kid Fite in un “I Quit” match. Prende però il microfono e inizia ad insultare la città di Glasgow (ottimo modo per mettersi tutto il pubblico contro) e dice che non ha intenzione di aspettare altre due ore “in questo schifo di città”, quindi chiama Kid Fite. Il quale, naturalmente, arriva immediatamente.

I Quit match: Kid Fite vs Liam Thompson

Suona la campanella, Thompson salta giù dal ring, guarda Fite e dice “Sai una cosa? Mi fa tanto schifo stare qui che… I QUIT”, e se ne va tra i fischi.

Kid Fite vince il match senza la minima soddisfazione

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Smiddy torna sul ring e annuncia un match per il titolo Zero-G. Curiosamente, sale per primo sul ring il campione Mark Coffey. Già, perché poi… parte “Cult of Personality”. Non ci casca nessuno, però, e infatti in cima alla rampa appare Chris Toal, il solito nano (lui usa questo termine per descrivere se stesso) che è ormai un regular della ICW. Ha una parrucca con i basettoni e il nastro sulle mani con la X disegnata sopra, ed è accompagnato da un uomo con una giacca nera, un berrettino e una cuffia con il microfono in testa… sì, Jackie Polo. CM Shrunk [shrunk = ristretto] sale sul ring, dove Mark Coffey lo atterra con un superkick e lo schiena.

 

Si ride un po’, con Polo e Coffey che festeggiano come due bambini scemi, poi Coffey prende il microfono e spiega al pubblico che il match preannunciato contro Solar non avrà luogo perché Solar è ancora infortunato (si è fatto male a un ginocchio l’anno scorso, proprio in un match contro Mark). Ma proprio in quell’istante parte la musica di Solar e, nonostante le parole di Coffey, sale sul ring il lottatore finto-messicano.

Zero-G Title Match: Mark Coffey (c) vs Solar

Lo scontro è come sempre impari, perché Mark Coffey è un wrestler potente e Solar invece un minuscolo flyer, ma lo sfidante riesce, lavorando sulle ginocchia dell’avversario, a metterlo a terra più di una volta. La potenza di Coffey è però troppo superiore, e alla fine un pumphandle slam stende Solar per lo schienamento.

Mark Coffey resta il campione

Smiddy chiama poi i Bucky Boys, i campioni di coppia, sul ring. Accompagnati dal loro manager The Wee Man e da Kay Lee Ray, arrivano Stevie Boy e Davey Boy. Ma ci sono pessime notizie: Davey si è infortunato seriamente a un ginocchio, e non potrà combattere per diversi mesi. I Bucky Boys dovrebbero quindi rendere vacanti i titoli. Quando The Wee Man sta per prendere la parola, però, arrivano i quattro membri di NAK: Chris Renfrew, BT Gunn,Dickie Divers e Darkside James Scott. Renfrew, come al solito il portavoce della stable, chiede che le cinture siano direttamente consegnate a loro. Wee Man li stuzzica un po’ poi rilancia.

Tag Team Title match: Stevie Boy & Kay Lee Ray (c) vs The NAK (Chris Renfrew & BT Gunn)

I quattro predatori si liberano immediatamente di Wee Man, che sarà anche piccolo ma è pericoloso, mentre il povero Davey, con una sola gamba funzionante, riesce comunque a togliere di mezzo Darkside e a trascinarlo (o a farsi trascinare) nel backstage. Divers si fa (stranamente) da parte, e il match comincia.

Non si tratta di un match esattamente “pulito”, di tag regolari ce ne sarà uno o due al massimo. Kay Lee Ray dimostra di saperci fare anche contro gli uomini, addirittura contro l’imponente Renfrew, e Stevie Boy vola da angolo ad angolo dispensando calci in faccia e dropkick, ma l’aggressività incontrollabile dei due di NAK è troppo per loro. Nonostante Stevie riesca a mettere a segno un paio di mosse che fanno sperare nella vittoria, un superkick di BT Gunn lo mette a terra per il conteggio.

Chris Renfrew e BT Gunn sono i nuovi campioni di coppia

5 Tag team title finale (consegna cinture)

Ritorna anche Darkside, per festeggiare con i compagni. E con “festeggiare” si intende massacrare i Bucky Boys. E la Bucky Girl. Davey Boy cerca di intervenire in soccorso dei compagni, nonostante la stampella, ma viene immediatamente messo in difficoltà. Darkside in particolare si accanisce contro il suo ginocchio infortunato, condannandolo probabilmente a tempi di recupero molto più lunghi del previsto.

Smiddy presenta quindi il proprietario della ICW, Mark Dallas, che festeggia oggi il ventinovesimo compleanno. Arriva conciato come il protagonista di “Paura e delirio a Las Vegas”, il suo film preferito, tanto che l’evento più importante della ICW è “Fear and Loathing” (il titolo originale del film è “Fear and Loathing in Las Vegas”). Lo accompagna Chris Toal, nei panni del Dottor Gonzo, il personaggio di Benicio Del Toro nel film. I due scherzano, prendono tempo, poi Dallas annuncia che il 31 agosto ci sarà uno show che non era ancora stato annunciato. Applausi, ma non sarà mica questa la grande notizia, no? No, infatti Toal strappa il microfono all’amico intimandogli di “raccontarla tutta”. E allora Dallas cede: “Fear and Loathing VII”, la Wrestlemania della ICW, avrà luogo il 2 novembre alla Barrowlands Ballroom, un locale storico di Glasgow dove Dallas ha sempre sognato di lavorare. Un posto che può ospitare duemila persone. Tenendo conto di ring e rampe, diciamo che ci saranno probabilmente circa 1.800 biglietti in vendita. Una cinquantina sono in vendita stasera, a prezzo scontato (15 invece di 18,50).

6 segmento Dallas e Toal

Dallas e Toal vengono interrotti da un rumore di vetri infranti e una musica molto nota. Anche qui, nessuno ci casca. Sale sul ring Bobby Roberts, uno degli addetti alla sicurezza (nonché un discreto wrestler), che si è pigliato una sediata in pieno cranio da Renfrew poco prima. In jeans e giacca di pelle sulla pancetta prominente, e senza un capello in testa, evidentemente ha deciso di essere diventato Stone Cold Steve Austin. E in effetti si lancia in un’ottima imitazione di Stone Cold, veramente divertente, che si conclude con un perfetto stunner ai danni di Dallas.

Torniamo ora al wrestling. Il mese scorso, a Newcastle, Grado ha infastidito il massiccio Johnny Moss cercando di spingerlo a ballare con lui. Moss ha steso Grado e l’ha sfidato a un match “vero”. Che ha luogo ora.

Grado vs “Vigilante” Johnny Moss

Grado sembra comprensibilmente terrorizzato dal muscolosissimo Moss, che infatti lo lancia in giro per il ring come se fosse un orsacchiotto vecchio. Grado ha un paio di momenti nei quali si riscuote, addirittura riesce a spingere Moss in un angolo e colpirlo tre volte con il suo roll and slice (una cannonball) seguita da una F5 in stile Lesnar. Ma Moss riesce comunque ad evitare lo schienamento. Pare finita per Grado, ma alla fine riesce a spingere l’avversario contro le corde e a buttarsi alle sue spalle, facendolo inciampare. Cadendo con tutto il peso sul Vigilante, Grado riesce sorprendentemente a conquistare la vittoria.

Grado sconfigge a sorpresa Johnny Moss

7 Grado v Moss

Poi, inizia probabilmente la cosa peggiore che io abbia mai visto su un ring di wrestling, seconda solo a Katie Vick (se non sapete di cosa si tratta, vi prego di usare Google perché non ho la minima intenzione di raccontarlo), peggiore del kennel from hell match tra Al Snow e Big Boss Man: arriva Jackie Polo e introduce un segmento durante il quale discuterà della vita e della carriera passata di Lionheart, con il quale aveva una faida prima che Lionheart si rompesse il collo, faida che Polo ha fatto di tutto per mantenere in vita. Va avanti per oltre venti minuti, con ospiti e deliri. Anche i fischi del pubblico sono finiti,, spenti dallo schifo e dal disgusto. Alcuni sono andati a casa. Una schifezza intollerabile. Finalmente, dopo oltre venti minuti di qualcosa di peggiore di Santino vestito da donna, arriva Lionheart. E nessuno reagisce, siamo tutti troppo schifati. Poi Lionheart chiama “tre amici”: Greg Hemphill, Ford Kiernan e Gavin Mitchell. Oppure, per chi ha seguito “Still Game”, lo show comico scozzese più noto (e migliore) degli ultimi vent’anni, Victor McDade, Jack Jarvis e Boaby il barista. I tre hanno cacciato dal ring i tre “ospiti” di Polo permettendo a Lionheart, nonostante non abbia ancora pienamente recuperato dall’infortunio, di far subire a Polo il suo rock bottom. Polo si è poi ritirato sulla rampa a mangiare da solo la torta in teoria destinata a Lionheart, mentre i tre attori hanno festeggiato sul ring.

Si va poi alla pausa, durante la quale suonano i Lost in Audio – la band il cui frontman è il wrestler Joe Henry (local hero). Che suona in ring gear, con a fianco il suo manager James R. Kennedy. Scelta interessante…

Comunque, dopo un’esecuzione della theme song di Henry e un paio di pezzi della band, continuano con un altro brano che inneggia al wrestler. Che viene interrotto da Damo O’Connor, che si è fatto recapitare un microfono al bancone del bar. La sfida è lanciata. A supportare Henry, oltre a Kennedy, arrivano il potente Timm Wylie e Kenny Williams, uno dei migliori high flyer della ICW. La security porta via Wylie, che ha cercato di attaccare Damo, e il match può cominciate.

Joe Henry vs Damo O’Connor

Il peloso colosso irlandese strapazza un po’ il “local hero”, che però ha abbastanza forza e resistenza per rispondere non dico colpo per colpo ma comunque in maniera discreta. Nel frattempo, a bordo ring, Kenny Williams urla il suo incitamento. Per Damo. Questo è strano. Certo, Kennedy l’ha trattato in maniera poco gentile di recente, ma…

Comunque sia, Damo finalmente riesce ad avere decisamente il sopravvento su Henry, quando si gira e vede Kenny con in mano una sedia. Una sedia verde Irlanda. Che porge a O’Connor. Che sembra non sapere cosa farsene. Allora Kenny la recupera e la sistema in faccia a Henry, accasciato in un angolo. Il gigantesco irlandese sale sulla terza corda e vola da un angolo all’altro, centrando la sedia (e dietro ad essa la faccia del local hero). Poi recupera ciò che resta di Henry, lo schiena come si deve e invita Kenny a bere una birra con lui.

Damo O’Connor sconfigge Joe Henry, face turn di Kenny Williams

Henry-Damo

Mentre Damo e Kenny vanno verso il bar e Henry e Kennedy vengono portati fuori a spalle, arriva Kid Fite tirando per i capelli Carmel. Chiede il microfono, e domanda che Liam Thompson torni sul ring per poter avere il match previsto. Liam arriva e, per salvare la fidanzata, accetta.

I Quit match: Kid Fite vs Liam Thompson (parte seconda)

I due ex compagni di coppia cominciano a battersi come fabbri. Gironzolano per l’O2 ABC, schiantandosi a vicenda contro muri e pareti e chiedendo all’arbitro Eddie Sideburns di domandarsi a vicenda se desiderino cedere, finché non tornano sul ring. Fite, dopo averlo schiantato attraverso un tavolo, riesce a intrappolare Thompson con le braccia tra le corde, ma ancora Liam non cede. Lo minaccia con una sedia: niente da fare. Stende Carmel in mezzo al ring, e minaccia lei. Liam ancora non cede. Allora fa per… ehm… sedersi sul viso della donna, umiliandola in maniera incredibile. Liam allora lo blocca, urlando “I Quit”.

Kid Fite sconfigge Liam Thompson

9 Fite v Thompson

Kid Fite conclude il match umiliando l’avversario e se ne va.

Smiddy annuncia quindi, per il prossimo incontro Joe Coffey. Parte la musica, ma Coffey non si vede. Parte una serie di colpi di grancassa (la batteria dei Lost in Audio è ancora montata). Ed esce Joe Coffey, con un facepaint che ricorda l’Iron Man della Marvel e una chitarra al collo. E suona il riff iniziale di “Iron Man” dei Black Sabbath. Che voglia riferirsi al fatto che in gennaio ha sconfitto James Scott (non ancora Darkside) in un iron man match?

A quest’entrata epica segue l’esordio in ICW di “Grappler” Jack Gallagher, che invece arriva sulle note di “Help!” dei Beatles con un gran sorriso in volto. E comincia il match.

Joe Coffey vs Jack Gallagher

Uno dei migliori incontri dell’anno. Entrambi hanno lottato in Giappone (e nello stesso periodo), e si vede. Coffey è più possente, Gallagher leggermente più tecnico. I due si scambiano prese al tappeto e reversal sorprendenti, stiffate spaventose e mosse spettacolari, ma alla fine il discus lariat di Coffey mette Gallagher al tappeto.

Joe Coffey sconfigge Jack Gallagher

10 Coffey v Gallagher

Ed è ora del main event.

Jack Jester (c) vs Martin Stone

“Guvnor” Martin Stone è stato da poco rilasciato dalla WWE, dove ha combattuto in NXT con il nome di Danny Burch. Sale sul ring con la giacchetta che contraddistingueva lo Shield in WWE, attirandosi varie prese in giro. Conferma il suo status da heel con certi gesti inequivocabili nei confronti del pubblico, che quindi si piazza tutto alle spalle del campione Jack Jester, che ultimamente ha combattuto contro avversari apprezzati da almeno parte del pubblico e quindi ha visto la sua popolarità sfumare.

Come ci si può aspettare da questi due bestioni, non si tratta esattamente di un match raffinato: volano botte da orbi, Jester effettua un double foot stomp sull’avversario dal bancone del bar, Stone cerca di centrare Jester con l’enorme cavatappi che il campione porta sempre con sé, finché Jester non riesce ad effettuare il suo piledriver e a schienare l’avversario.

Jack Jester resta il campione

12 Stone v Jester 11 Stone v Jester

Mentre Jester cerca di reggersi in piedi e sollevare la cintura e Stone se ne va complimentando l’avversario, parte la musica di NAK. Ricordiamo che Chris Renfrew, appunto di NAK, ha vinto la Square Go in gennaio, il che gli garantisce un contratto per un match titolato… insomma, come la Money in the Bank della WWE per capirci.

13 NAK cash in (dopo main event)

I quattro fanno a pezzi il povero Jester, già duramente provato da Martin Stone; Renfrew prende il microfono, e ricorda a Jester che non gli resta nessun amico nel backstage. Porge la valigetta all’arbitro, e in quella…

Una figura sale sul ring.

Si accendono le luci.

Ha il volto coperto dal cappuccio della felpa.

Qualche secondo ancora.

Si porta la mano al viso.

Se lo scopre.

DREW GALLOWAY! Drew Galloway, ex WWE (come Drew McIntyre) e soprattutto il primo campione della storia della ICW è tornato! Il boato è assordante. I canti di “Bentornato a casa” esplodono. È il delirio.

14- Drew

E poi Drew demolisce i quattro della NAK, abbraccia il vecchio amico Jester e lo accompagna lungo la rampa. Poi si gira, lo guarda… e lo stende. Prende il microfono. E comincia a spiegare cosa vuole. Tenendo Jester al tappeto. E chiamandolo “Lee”, il suo vero nome. Finalmente lo lancia contro un tavolo e sale sul ring. Dove si lancia in un promo incredibile di un quarto d’ora nel quale spiega che per portare la ICW in televisione in pianta stabile serve un campione che vuole diventare il migliore al mondo: lui.

Il pubblico è impazzito. La serata è finita. Incredibile.

15 Drew