Benvenuti ad una nuova edizione dell’Inside AEW! C’è stato molto movimento in casa AEW durante il mese appena conclusosi, dunque direi di iniziare subito la nostra disamina.

PARERI SU REVOLUTION

Per cominciare vorrei spendere qualche parola su Revolution, l’evento più atteso del mese per i fan della compagnia di Jacksonville. Lo show ha ricevuto in generale critiche positive, con cui mi trovo d’accordo. Tutti i match raggiungono almeno la sufficienza, o la superano abbondantemente. Ne è un esempio il match tra Kenny Omega e Jon Moxley valevole per il titolo massimo, che ha rispettato le mie aspettative pur essendo più “soft” rispetto ai deathmatch tradizionali. Purtroppo il tragicomico post match ne ha condizionato la valutazione complessiva. Non mi era mai capitato di dover rivalutare un intero incontro per via di qualcosa avvenuto dopo che esso fosse terminato. L’entrata in scena di Eddie Kingston per salvare Jon Moxley, che avrebbe dovuto essere la ciliegina sulla torta, è stata vanificata sia dall’esplosione botchata, che dal modo in cui lo stesso Kingston l’ha venduta. L’AEW è stata abile a mettere una pezza su questo imprevisto nei giorni successivi allo show, trovando una giustificazione per lo svenimento del Mad King, ma resta il rammarico per questo finale rovinato. Per quanto riguarda gli altri match, reputo l’incontro tra gli Young Bucks e l’Inner Circle il migliore della serata, e ci sono state anche piacevoli sorprese come il match che ha visto il team Taz affrontare Sting e Darby Allin. Nel complesso, un pay per view decisamente buono, ma che avrebbe potuto dare qualcosa in più.

VOLTI NUOVI

Il mese di Marzo ha portato due volti nuovi a Dynamite: Ethan Page e Christian Cage. Vorrei soffermarmi sul secondo, il cui approdo in AEW ha fatto discutere e ha ricevuto qualche critica da parte di chi teme che il fu captain charisma riceva spazio immeritato per via dei suoi trascorsi in WWE. È legittimo avere timori del genere, considerando il modo in cui la WWE ha agito negli ultimi anni, o la TNA ai tempi di Hulk Hogan. Tuttavia la AEW nel corso della sua esistenza ha dimostrato a più riprese di avere una concezione diversa da quella delle sue concorrenti, e di non essere intenzionata a commettere gli stessi errori. Il roster di Dynamite annovera la presenza di diversi componenti dal passato importante e piuttosto in là con l’età, come Sting e Chris Jericho, ma a nessuno di loro è stato riservato un trattamento che li ha privilegiati ai danni di atleti più meritevoli. Anzi ritengo che ognuno sia stato sfruttato nel miglior modo possibile. Il regno da campione di Jericho era necessario per velocizzare il processo di espansione della compagnia ai suoi albori, e ha raggiunto l’obiettivo. Sting invece sta svolgendo un ruolo da comprimario per elevare Darby Allin. Io non sono contrario al vedere cinquantenni con i titoli mondiali, a patto che il processo che li porta a vincere la cintura sia sensato e non vengano riservate corsie preferenziali. Chi tira le redini in AEW sa che trattare Christian allo stesso modo in cui la WWE ha trattato Goldberg sarebbe da pazzi, e li porterebbe a perdere una buona fetta di pubblico, che si sentirebbe tradito dalla compagnia di Tony Khan che è nata proprio per proporre una realtà che metta il wrestling prima di tutto. Inoltre Christian Cage non è un profilo da mettere in vetrina per attirare spettatori in quanto non ha la risonanza di un Hulk Hogan. Ha però molto da recriminare per una carriera che avrebbe dovuto riservargli più successi, e in AEW avrà l’occasione di rimettersi in gioco e darle una degna conclusione. Per questo sono certo che si saprà gestire bene Christian e, qualora quest’ultimo dovesse arrivare a competere per qualche titolo lo farà dopo essersi meritato tale opportunità. Considerando questo, e il fatto che sembra aver recuperato bene dalla lunga inattività, non posso che dirmi contento nel vedere questo nuovo approdo in casa AEW.

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PINNACLE

La storyline che riguarda MJF e l’Inner Circle si è evoluta in una maniera che mi ha sorpreso. Il Salt of the Earth si è rivelato essere ancora una volta un heel subdolo, pianificando per mesi il tradimento dei suoi ex compagni e soprattutto Chris Jericho. La cosa ha portato alla nascita di una nuova stable, il Pinnacle, insieme a Wardlow, Shawn Spears, gli FTR e Tully Blanchard. Le guerre tra stable a me son sempre piaciute e, popcorn alla mano, sono pronto a vedere come questa si svilupperà. C’è però qualcosa che non mi convince nel Pinnacle. Non si tratta di membri affiatati, e temo che come stable non durerà parecchio. Per come la vedo io, mi sembra un tentativo di rafforzare la posizione di MJF mettendolo a capo di una stable per proporlo come sfidante al titolo massimo, senza che gli altri membri possano guadagnarne se non nel breve termine. Forse il mio punto di vista è influenzato dall’abbondare di stable negli ultimi tempi. Oltre al Pinnacle infatti abbiamo la stable di Matt Hardy, che si è ampliata per accogliere Butcher, Blade e Bunny, e quella di QT Marshall nata nell’ultimo Dynamite. Gruppi nati senza un’apparente motivazione e che difficilmente combineranno qualcosa di grosso. Non vorrei che la AEW stia cominciando a patire una carenza di idee per i propri lottatori e che li stia accorpando solo per tenerli impegnati. Che sia arrivato il momento di introdurre un’altra cintura? Non sarebbe una cattiva idea.

NESSUNO SFIDANTE PER KENNY OMEGA

Jon Moxley ha smesso di inseguire il titolo mondiale dopo la sconfitta di Revolution, e star lontano dal giro titolato per qualche mese gli farà bene. Adesso però non sembrano esserci pretendenti per Kenny Omega, impegnato a risolvere i suoi problemi con gli Young Bucks, ai quali potrebbe affiancarsi proprio Moxley. E dopo? Chi sarà il prossimo contendente al titolo dei pesi massimi? MJF è impegnato, Christian Cage sembra determinato a strappare la cintura al suo connazionale ma impiegherà del tempo a diventare primo contendente. Per questo credo che la storyline tra Omega e gli Young Bucks sarà tirata un po’ per le lunghe per permettere a qualcuno di costruirsi lo status necessario a competere per l’alloro massimo. Questa momentanea stagnazione ci può stare considerando che il campione comunque non rimane inattivo e si crea attesa per sapere chi sarà il suo prossimo sfidante senza che ne venga costruito uno di transizione in fretta e furia.

SEGNALI INCORAGGIANTI

Conclusi il pezzo dedicato al mese di Febbraio parlando della mia delusione nei confronti del trattamento riservato alla categoria tag team e a quella femminile, fin troppo trascurate. È un piacere, un mese dopo, constatare che la situazione sembra stia migliorando. La nascita delle nuove stable ha come effetto positivo quello di favorire dei tag team match divertenti da seguire come quelli a cui abbiamo assistito nell’ultimo mese di programmazione. E poi ci sono Jon Moxley ed Eddie Kingston che, qualora dovessero cominciare a lottare in tag in pianta stabile, costituirebbero un grosso valore aggiunto per il giro titolato, che ha bisogno di qualche volto nuovo. Anche la categoria femminile sembra si stia risollevando, trascinata dalla faida tra Thunder Rosa e Britt Baker culminata nell’ottimo lights out match di un paio di settimane fa. Ora serve una degna avversaria per Hikaru Shida, visto che si potrebbe cominciare a prendere in considerazione l’idea di un cambio di campionessa. I segnali per adesso sono incoraggianti, la speranza è che si continui su questa strada.

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Anche per questo mese ho concluso, appuntamento al prossimo, sempre su WeTheWrestling!