La puntata di questa settimana di Dynamite è stata chiaramente una puntata di passaggio alla prossima. Non è stata una brutta puntata visto che ha proposto buoni match e segmenti interessanti ma è chiaro che rispetto alle settimane precedenti il ritmo è stato più lento e l’idea di transitorietà ha permeato tutto l’episodio.

Can’t Stop

Il punto del discorso è che l’AEW così come la WWE ha deciso di non interrompere la sua programmazione e ora deve andare fino in fondo finché gli è possibile. Non faccio le mie previsioni perché è chiaro a tutti che stiamo affrontando un periodo difficile e che può darci ancora delle svolte imprevedibili ma il punto del discorso è che, per adesso, la scelta migliore è quella di non fermarsi nonostante possa regalarci delle puntate che non sono di certo dominate da emozioni. La chiave dell’ultimo episodio di Dynamite è stata la transitorietà. Abbiamo assistito ad un buon match tra Hikaru Shida e Britt Baker dove le ragazze hanno messo su una contesa dura. Match molto piacevole e che inverte in parte il trend negativo che coinvolgeva la Women’s Division. Lo status di Shida viene cementificato di settimana in settimana con vittorie su vittorie e quindi il lavoro sulla ragazza per essere una N.1 Contender credibile c’è. Il problema rimane l’assenza di un personaggio che la segna in maniera ineluttabile come sfidante di transizione.

I Got Em’ Hurt

La costruzione del match titolato tra l’AEW World Champion Jon Moxley e il suo sfidante Jake Hager è il punto più positivo di questa settimana in AEW. Come dicevo nello scorso editoriale e come ho ribadito anche nello speciale sul “match” tra John Cena e Bray Wyatt a Wrestlemania 36 sono convinto che la chiave di sopravvivenza per l’AEW e la WWE in questi prossimi mesi è proprio questo format da serie televisiva. L’estetica MMA data al personaggio di Hager è stata la chiave di volta per toglierlo da quell’anonimato che ha caratterizzato gran parte della sua carriera. Ma ciò che è stata la chiave di volta del segmento è l’approccio documentaristico dato all’intero segmento mostrandoci il suo allenamento, i sacrifici che ha dovuto affrontare per la sua carriera e il grande amore che lo lega a sua moglie. L’umanizzazione di Hager è stata la scelta vincente del segmento mentre dall’altro lato c’è stato un Jon Moxley a cui è stata alimentata ulteriormente la sua immagine di campione spaccaculi. Il match titolato sarà un No Holds Barred Empy Arena Match e avverrà nel prossimo episodio di Dynamite.

Il Comedy di Michael Nakazawa

Il comedy di Michael Nakazawa può piacere come non piacere. Ma è un qualcosa di necessario in ottica di puntate come questa in cui puoi solo mandare avanti le storie che puoi mandare avanti senza mettere dei piatti forti per l’episodio corrente. Il match che ha visto come protagonisti lui e Kenny Omega contrapposti ai Best Friends è stato comunque un match molto buono e coinvolgente. Ha intrattenuto e questo era lo scopo fin dal principio. Di certo sta mini-saga che sta vedendo coinvolti Kenny e i Best Friends sta regalando dell’ottimo wrestling ma che è inutile negare che si tratta di un filler inutile al pari di quelli che si vedevano in Naruto. Dall’altro lato però conferma la risalita positiva che sta attraversando un Kenny Omega che pareva essere quasi assente ai fini del prodotto ma che adesso si sta comportando da leader come ci si aspettava da lui sin dall’inizio. Conscio che il periodo storico che stiamo attraversando è complicato, sta mettendo in campo sé stesso, e ci regala del buon wrestling in questo periodo difficile, ogni settimana.

Nightmare VS Chairman

Come da pronostico, l’American Nightmare Cody sconfigge “The Chairman” Shawn Spears e accede alla prima semifinale. Settimana prossima assisteremo al quarto di finale al lato opposto del tabellone che vede contrapposti un sempre più lanciato Lance Archer e Colt Cabana. Inutile dire che Archer distruggerà anche Cabana confermando il suo status di distruttore. La finale Cody vs Archer era ampiamente pronosticabile dal primo momento in cui è stato annunciato il torneo ed è il modo corretto per dare a Lance Archer subito uno status importante nelle gerarchie interne della AEW.

Alla prossima,

Mario Marino