Benvenuti a una nuova puntata di Inside AEW, qui è Mario Marino, il vostro Host che vi scrive e sono qui per accompagnarvi in una nuova settimana in quel della All Elite Wrestling.

Being The Elite 200

L’evento che ha caratterizzato principalmente questa settimana è stata sicuramente la 200esima puntata di Being The Elite. Show ormai storico di Youtube che rappresenta la vera fondazione di quella realtà che conosciamo come AEW oggi. Gli Young Bucks e Kenny Omega sono il cuore dell’Elite, i membri fondatori, e tramite questo canale che poi ha visto aggiungersi Cody, Adam Page, Marty Scurll e altri si è creata quella realtà complessa che conosciamo oggi. In realtà tutto partì dal Bullet Club di cui Omega e i Bucks rappresentavano appunto l’Elite. Fu non così troppo tempo fa ma sembra passata una vita. Era un’altra storia in un altro posto. Tornando al presente, questo duecentesimo episodio ha visto fratello vs fratello, Matt Jackson vs Nick Jackson. La storia è semplice: Nick ha attraversato la classica crisi che si ha quando si subisce un trauma grave (rappresentato dall’attacco dell’ Inner Circle ai suoi danni) e ha deciso che l’unico modo per esorcizzare ciò che è successo è combattere contro suo fratello, partner e “clone” ossia il fratello maggiore Matt. Dopo varie perplessità, Matt è stato costretto ad accettare la sfida. L’episodio vede appunto i due fratelli affrontarsi nel giardino di casa loro in quel che è un ennesimo capitolo di questo Wrestling Cinematic Universe a cui stiamo assistendo in queste settimane di quarantena. Il match di cui siamo stati partecipi è un misto di varie cose. Del vero lottato qui si è visto perché conosciamo perfettamente le qualità dei due ragazzi. C’è stata “psicologia”, quella cosa che alcuni opinionisti si ricordano l’esistenza solo quando devono criticare un match degli Young Bucks. Ci sono state citazioni alla storia di Shawn Michaels, wrestler che ha ispirato sia i personaggi che il lottato dei due ragazzi. Sia il famoso segmento al Barber Shop di Brutus Beefcake (storico amico/lecchino di Hulk Hogan) che vide Shawn Michaels tradire Marty Jannetty e iniziare la sua leggendaria carriera da wrestler singolo, qui rappresentata come paura inconscia di Matt. Qui c’è tutta la rappresentazione dell’ego e delle fragilità di Matt Jackson. Sia il dramma personale che rappresenterebbe per lui questo tradimento ma anche la paura di diventare il Marty Jannetty di suo fratello quando da fratello maggiore si è sempre considerato il leader del duo e forse il leader reale dell’intera Elite. L’altro è il famosissimo I’m sorry, i love you di Wrestlemania 24 dove al termine di un fantastico match vide sempre Michaels terminare con la sua ormai leggendaria Sweet Chin Music la carriera leggendaria di Ric Flair. Ma lato serio a parte il match è stato estremamente divertente perché hanno fatto quello sanno fare meglio. Mischiare citazioni meta, al lato puramente “drammatico/psicologico” della storia al comedy che è il loro marchio di fabbrica. I replay e la parte in piscina mi hanno steso dalle risate. Il match si conclude con la vittoria di Matt ma Nick è riuscito così a esorcizzare i suoi demoni. Torna la pace e il sereno tra i due fratelli ma qualcosa di nuovo si profila all’orizzonte. Si tratta del dream feud con i fu Revival? È il dream match tra tag team che vogliono vedere tutti i fan di wrestling, non nascondiamoci. Ma di questo ne parleremo in un altro momento. Da sottolineare il bel tributo sia a tutte le sigle di BTE e sia ai momenti storici che hanno caratterizzato questo show. Veramente bello.

Road To TNT Championship

Invece ho trovato la puntata di Dynamite soporifera anche questa settimana. Di certo il “se perdo, mi ritiro” di Dustin Rhodes più che creare interesse ha solo reso ulteriormente prevedibile il risultato del match contro Kip Sabian che lo ha visto ovviamente vincere. Mentre dall’altro lato Sammy Guevara e Darby Allin hanno dato vita ad una buona contesa che ha visto trionfare quest’ultimo. Le semifinali che ci saranno settimana prossima vedranno contrapposti da un lato lo stesso Darby e Cody e dall’altro lato del tabellone Lance Archer e Dustin Rhodes. I vincitori si affronteranno nella finale valida per il titolo. Scontati anche i risultati di questi due match.

Please, Push Havoc

Un’altra critica che faccio è la gestione di Jimmy Havoc in quel della All Elite Wrestling. Questa settimana, in realtà, pur nella sconfitta avvenuta in maniera totalmente fortuita contro l’idolo Orange Cassidy, ho visto qualche spiraglio di luce per il suo personaggio e la sua gestione ma non basta. Havoc meriterebbe molto di più di ciò. Spero aggiustino il tiro con lui perché un wrestler come Havoc non merita certamente di stare nel midcard.

E con questo chiudo. Alla prossima,

Mario Marino