Benvenuti a un nuovo episodio di Inside AEW, qui è il vostro Host, Mario Marino, che vi fa un resoconto dei fatti successi in quel della All Elite Wrestling questa settimana. Questa numero si soffermerà maggiormente sui fatti di Dynamite rispetto all’ editoriale di settimana scorsa che aveva messo al centro il duecentesimo episodio di Being The Elite.

Cody vs Darby Allin

Darby Allin è sicuramente uno dei wrestler che si è messo maggiormente in evidenza in questo primo anno di vita della AEW. Colpisce questa cosa soprattutto per il fatto che fosse sconosciuto ad un pubblico di stampo “mainstream” (a cui la federazione punta ad arrivare) e di come in breve tempo sia divenuto sicuramente uno dei Face più over dell’intera federazione. Darby questa settimana ha affrontato appunto l’ “American Nightmare Cody, vice-presidente e uno dei volti indiscussi della AEW, nella semifinale del torneo valido per il neonato TNT Championship. Il promo registrato di Darby è stato interessante proprio per un punto che avevo sottolineato diverse settimane fa. Questo titolo avrà il compito di rappresentare il network e questa filosofia ti mette immediatamente davanti agli occhi l’immagine del corporate champ che sarebbe Cody e il successivo match è stato interessante proprio perché ha evidenziato diversi punti. Il primo è che Darby si tratta di un avversario estremamente ostico per Cody e ciò ha portato quest’ultimo ha rispolverare gli atteggiamenti dell’American Nightmare della ROH/NJPW. Durante il match infatti, Cody, vedendo che Darby gli si lanciava addosso con foga, si è scansato facendo colpire sua moglie Brandi. Distrazione oppure l’ha voluto? E se è così, questo pone le basi per un futuro Turn Heel dell’American Nightmare? Dulcis in fundo, Cody vince di rapina dopo che Allin era riuscito a stabilire una chiara superiorità durante l’incontro e aveva quindi praticamente la vittoria in tasca. Cody vince ma non convince e la rivalità tra due rimane leale ma potrebbe divenire qualcosa di molto più cruento in futuro. Le basi ora sono state poste.

Everybody Dies!

L’altra semifinale ha visto contrapposti Lance Archer e Dustin Rhodes. Archer si conferma la cosa più interessante della AEW di queste settimane di show al chiuso. Massacra letteralmente Dustin, ma non si tratta di uno squash, ma bensì di lenta ma inesorabile demolizione. Una dimostrazione di forza sia fisica che psicologia ai danni del suo avversario ma soprattutto rivolta a Cody. Che ha visto letteralmente la sua attuale nemesi massacrare il suo fratello maggiore. “Questo è quello che ti farò”, il messaggio risulta essere forte e chiaro. Altro particolare, non da sottovalutare, è che Cody voleva gettare la spugna a nome del fratello e questo non suonerà nuovo a chi segue la New Japan Pro Wrestling. Nell’ormai leggendario match a Dominion 2017 per il titolo IWGP tra l’allora campione Kazuchika Okada e l’allora leader del Bullet Club, Kenny Omega, fazione di cui Cody e il resto dell’Elite facevano parte, lui tentò di gettare la spugna a nome di Kenny ma gli Young Bucks glielo impedirono. La stessa scena è accaduta a parti invertite tra lo stesso Cody e l’allora AEW World Champion Chris Jericho in cui MJF gettò la spugna a nome di Cody e per questo non può più essere uno sfidante al titolo mondiale. Questo TNT Championship ora potrebbe rappresentare la sua redenzione oppure un ritorno alle origini in vesti da Heel. La finale si svolgerà a Double Or Nothing, il prossimo PPV, e il risultato appare decisamente incerto. Vincerà la scelta filosofica e di business rappresentata dall’ immagine che Cody darebbe al titolo oppure sarà il definitivo trampolino di lancio per Archer? Personalmente spero nella vittoria di Archer.

#BlubbyBunch

Il Blubby Bunch dell’ Inner Circle si conferma anche in questa terza settimana il momento più divertente della puntata di Dynamite. Non ci ho capito un c***o ma è stato fottutamente epico. E poi quante icone nerd: Kevin Smith, Jason Mewes e Lou Ferrigno. LOU FERRIGNO. L’incredibile Hulk degli anni ’70. Best Segmento Ever. Lunga vita e le Champion.

Free The Revolt

Nel finale dell’ultimo episodio di Being The Elite, Gli Young Bucks hanno guardato in cielo dove è apparsa la sigla FTR. FTR che sta per Free The Revolt. I Revolt sono il nuovo nome di battaglia preso da quelli che conosciamo come i Revival della WWE. Non è un mistero che Young Bucks vs Revolt è il dream match della categoria tag che tutti attendono da anni e questo sogno che si concretizza si tratta di una enorme gioia per il sottoscritto. Spero che però questa rivalità che potrebbe essere epica venga iniziata quando si tornerà agli show col pubblico per ragioni ovvie e risulterei solo ripetitivo se le elencassi.

Alla Prossima,

Mario Marino