Ieri, 9 agosto 2020, è venuto a mancare James Harris, noto come Kamala; aveva 70 anni.

James Harris nasce il 28 maggio 1950 nello stato del Mississippi, dove i genitori possiedono un negozio di mobili. Purtroppo, quando James ha 4 anni, il padre viene ucciso a colpi di pistola e la famiglia finisce in povertà. Durante gli anni della scuola, James lavora nei campi per aiutare la madre a mantenere lui e le sue quattro sorelle.

A 14 anni lascia la scuola e inizia a rubare nelle case. Dopo un paio di anni, la polizia lo ferma e gli “consiglia caldamente” di lasciare la città, visto che pare che ci sia qualcuno che vuole vendicarsi contro di lui. Harris quindi si trasferisce in Florida, dove lavora raccogliendo frutta; presto prende la patente per i camion e inizia a fare anche il camionista.

Nel 1975, a 25 anni, si trasferisce nello stato del Michigan, dove conosce il wrestler Bobo Brazil il quale, vista la sua stazza, lo convince a cominciare ad allenarsi; il suo primo allenatore è “Tiny” Tim Hampton. Harris si trasferisce però presto in Arkansas, perché in Michigan fa troppo freddo per i suoi gusti.

James Harris esordisce sul ring nel 1978, all’età di 28 anni, con il nome di “Sugar Bear” Harris; il suo primo manager è Percy Pringle, più tardi noto in WWF e WWE come Paul Bearer. In quegli anni appare in diverse promozioni locali, usando anche i nomi di “Ugly Bear” Harris e “Big” Jim Harris.

Nell’ottobre del 1979, in NWA Tri-State, vince il suo primo titolo: si tratta della cintura di coppia, che conquista insieme a Oki Shikina. Il loro regno dura però meno di un mese, quando cedono i titoli a Herb Calvert e Jimmy Garvin (più tardi membro dei Fabulous Freebirds).

Nel 1980, con il nome di “Bad News” Harris, comincia a lottare in Southeastern Championship Wrestling (che poi diventerà la Continental Championship Wrestling), e in maggio strappa la cintura dei pesi massimi a Killer Karl Kox. La perderà contro Terry Taylor (poi Red Rooster in WWF).

Harris passa buona parte del 1981 in Europa. Dapprima lotta in Germania, poi si sposta nel Regno Unito dove, sia con il proprio nome che con quello di Mississippi Mauler, si esibisce spesso negli show organizzati dalla Joint Promotions, apparendo anche in numerose puntate dello show televisivo settimanale World of Sport. Arriva anche a combattere in un torneo per l’assegnazione del titolo, vacante, della All Stars, ma perde la finale contro Wayne Bridges.

All’inizio del 1982 si frattura una caviglia, quindi decide di tornare nel Mississippi. Un giorno va a Memphis a trovare un amico, e lì conosce Jerry Lawler, che è in quel periodo il promoter della Continental Wrestling Association (CWA). Lawler gli offre di lavorare per lui, e gli propone, insieme al proprietario della compagnia Jerry Jarrett (padre di Jeff), il personaggio di Giant Kimala, che nelle intenzioni è l’ex guardia del corpo del dittatore ugandese Idi Amin, scoperto da J.J. Dillon (che gli farà da manager) durante un viaggio in Africa. Lawler propone a Harris di usare uno stile di wrestling “selvaggio”, fatto di morsi e colpi a mano aperta, e di non parlare mai inglese. Kimala esordisce in CWA a fine maggio del 1982, affrontando proprio il campione Lawler. Una settimana più tardi, ai primi di giugno, nell’incontro che viene disputato perché il primo è finito in pareggio, Kimala vince il titolo. Il suo feud con Lawler continua fino a un altro cambio di titolo, che avviene in agosto.

In settembre comincia ad apparire anche nella Continental Wrestling from Florida, dove il suo nome diventa Kamala.

Nel 1983 combatte molto nella WCCW, in Texas, dove viene immediatamente presentato come un fiero avversario dei fratelli Von Erich. Appare anche nella Mid-South Wrestling, dove ha una breve serie di incontri con André the Giant.

Nel 1984, grazie all’interessamento personale di André, Kamala firma con la WWF, dove gli viene affiancato come manager Freddie Blassie. In agosto arriva ad affrontare Hulk Hogan per il titolo, ma l’incontro finisce in pareggio per doppio count-out e la cintura resta al campione. Poco dopo ha una serie di match contro André the Giant che culmina in un incontro in una gabbia di metallo, che André vince. Poco dopo, Kamala lascia la WWF.

Nel 1985, nella AWA, ha un interessante feud contro Sergeant Slaughter, e a fine anno va in Giappone dove lotta in AJPW; ci torna all’inizio del 1986, stavolta come Giant Kimala.

Nell’estate del 1986 torna in WWF; stavolta, come manager, ha The Wizard (King Curtis Iaukea). Pochi mesi più tardi inizia un’intensa rivalità con il campione Hulk Hogan. Non conquista mai il titolo, ma ha una serie di incontri memorabili. È in questo periodo che Dan Peterson, telecronista della WWF in Italia, comincia a chiamarlo “Kamala panzone d’Uganda”, nomignolo che tutti quelli che seguivano il wrestling in quegli anni lo ricorderanno.

Nel 1987, Kamala comincia a lottare in tag con Sika, un samoano con un personaggio simile al suo. Nel frattempo ha anche un feud con Jake Roberts, poiché viene detto che Kamala è terrorizzato dai serpenti. Presto The Wizard cede il controllo dell’ugandese a Mister Fuji.

Nel settembre del 1987, Harris lascia la WWF a causa di una disputa che ha a che fare con il suo stipendio.

Kamala torna immediatamente in WCCW, dove resterà fino alla chiusura della promozione avvenuta nell’estate del 1989. Torna anche in AJPW, dove lotta spesso in tag con Abdullah the Butcher.

Nel 1990 comincia a combattere anche in Messico, in CMLL.

Nello stesso anno esordisce anche nella USWA, dove ricomincia la vecchia rivalità con Jerry Lawler; vincerà il titolo in quattro occasioni.

Nel maggio del 1992 torna un’altra volta in WWF (stavolta come manager trova Harvey Wippleman), affrontando presto il campione “Macho Man” Randy Savage. Quell’estate, a Summerslam, affronta Undertaker. Qualche anno dopo, Kamala affermerà di essere stato pagato meno di un decimo di quanto sia stato pagato Undertaker per quell’incontro, ma quell’affermazione sembra poco fondata. A Survivor Series i due si affrontano di nuovo, nel primo Casket Match mai filmato per la televisione; vince Undertaker.

All’inizio del 1993 Wippleman comincia a trattare male Kamala, che quindi si allea con Reverend Slick. Inizia una serie di match contro Bam Bam Bigelow; i due dovrebbero affrontarsi a Wrestlemania IX, ma l’incontro viene cancellato pochi giorni prima dell’evento per motivi di tempo.

Viene rilasciato dalla WWF nel luglio del 1993.

Per un paio d’anni, Harris lascia il wrestling (a parte qualche apparenza sporadica) per lavorare come camionista, guidando il camion che ha acquistato – cosa che afferma con una certa fierezza – con i soldi guadagnati affrontando Hulk Hogan. In questo periodo comincia anche a registrare la musica che scrive e compone.

Nel 1995, Harris firma con la WCW dove, di nuovo con il personaggio di Kamala, entra nel Dungeon of Doom, un gruppo di wrestler che ha come obiettivo la distruzione di Hulk Hogan.

Nel 1996 combatte un ultimo match in USWA, in coppia con Brian Christopher (il figlio di Jerry Lawler), poi lascia il wrestling.

A Wrestlemania 17, nel 2001, fa un’apparizione nella “Gimmick Battle Royal”, una Battle Royal di vecchie glorie.

Nel 2002 ricomincia a combattere abbastanza regolarmente nelle promozioni indipendenti.

Tra il 2004 e il 2006 fa qualche sporadica apparizione in WWE, affrontando tra gli altri Randy Orton e, nel suo ultimo match in quella promozione, Umaga.

Nel settembre 2006 affronta Bryan Danielson (Daniel Bryan) in un match per il titolo della Ring of Honor; Kamala vince per squalifica, e il titolo resta al campione.

Nel 2008 fa qualche apparizione (senza mai combattere) in TNA.

Il suo ultimo match è il 15 agosto 2010 in Juggalo Championship Wrestling quando, in coppia con The Weedman, sconfigge The Haters.

Nel 2011, a causa di una seria forma di diabete per cui ha rifiutato trattamenti, a Harris viene amputata la gamba sinistra sotto il ginocchio; nel 2012 perde anche la gamba destra. Vive vendendo sedie di legno intagliate a mano.

Nel 2015 esce la sua autobiografia, “Kamala Speaks” (“Kamala parla”), scritta insieme a Kenny Casanova, che è stato il suo manager alla fine degli anni ’90.

James “Kamala” Harris muore il 9 agosto 2020, all’età di 70 anni, per complicazioni legate al COVID-19.

James Harris – Kamala

28 maggio 1950 – 9 agosto 2020