Caro Eddie,
Sono passati ormai quasi dieci anni da quel 13 novembre 2005, da quella fredda notte di Minneapolis. All’epoca ero poco più che un bambino che due anni prima aveva iniziato ad appassionarsi al wrestling. Erano i tempi in cui, agli occhi dei più piccoli, voi lottatori sembravate uomini grossi e invincibili, quasi divinità da venerare. Erano i tempi in cui internet non ci aveva ancora tolto la passione e l’ansia per le puntate, in cui ritorni e colpi di scena li vivevi in prima persona e in cui si esultava per  la tua “Viva la Raza” come se in quella macchina, al tuo fianco, ci fossi io e i milioni di bambini tuoi fans. E ricordo ancora le lacrime, il profondo dispiacere quando i Media Italiani diedero la notizia della tua morte: io, e sicuramente tantissimi dietro di me, giovani e vecchi, non ci credevano. Eppure le lacrime sugli occhi di tutti, il silenzio tombale nell’arena e il tributo di tanti colleghi ci riportarono alla realtà: non saresti stato più tra noi. Sono passati molti anni, ma il tuo ricordo è sempre vivo. E’ sempre qui, nel cuore di ognuno di noi, negli occhi di una generazione che si è appassionata alla disciplina per il giovane John Cena, per Chris Benoit e soprattutto per TE.
Oggi, 9 ottobre, avresti spento 47 candeline. Ora non ci sei, ma vogliamo immaginarti qui, a 47 anni, col tuo sorriso e la tua esperienza, col tuo grande carisma. Come dice una canzone, vogliamo ricordati com’eri, pensare che ancora vivi, che come allora, dinanzi alle telecamere, ancora ci sorridi. Già, perché oggi staremmo raccontando un’altra storia, chissà quali e quanti altri titoli, chissà quante altre faide da ricordare, quante altre “truffe” ai danni dei meno furbi di te. Già, indimenticabili i segmenti con il tuo inconfondibile stile, con il tuo “I Lie, i Cheat, I Steal”, con quella macchina con le sospensioni idrauliche che agli occhi di un bambino sembrava quella di un supereroe venuto per far divertire la gente. Perché quello eri, questo sei ancora oggi: un figlio della folla, la stessa che ti strinse forte a sé dopo No Way Out 2004 e il titolo vinto, la stessa che ti portò in trionfo dopo Wrestlemania XX e che mai ti ha abbandonato. Sei figlio di tutte quelle persone che hanno pianto con te, hanno riso con te, hanno vissuto con te e per te giorni e giorni nelle arene: tu eri capace di riempirle come pochi. Perché tu regalavi emozioni, prima di tante botte e voli dai paletti. Sei ancora nel cuore e negli occhi di ognuno di noi, nei momenti belli e in quelli brutti, da face e da heel. Sapevi stupire, dote che oggi molti ti invidiano ancora, nella monotonia della PG era e delle puntate di scarsa qualità. Ma tu avresti infiammato anche tempi bui con atleti mediocri: ti sei confrontato coi giganti,piccolo com’eri, e ne sei uscito a testa alta sempre, vincendo o perdendo, ma sempre con l’OVAZIONE, con la STANDING OVATION del TUO PUBBLICO!

Ed eccoci qui però, a parlare di quel che sarebbe potuto essere e non è. A parlare di passato. Ma il destino ha voluto così e noi lo abbiamo accettato. Ed il miglior modo per farti gli auguri e dirti GRAZIE,dal profondo del cuore. Probabilmente non sei mai stato odiato da nessuno, sei uno dei pochi ad essere entrato nei veri fans in ogni occasione. E un giorno, come i nostri amici e colleghi più anziani raccontano di esser cresciuti con Hulk Hogan e Macho Man, noi, con orgoglio, racconteremo di essere cresciuti con Latino Heat, con l’unico ed inimitabile Eddie Guerrero. Auguri campione.

Sempre con noi. Per sempre nei nostri cuori.