Fa quasi impressione dedicare un Vintage ad un ragazzo di ventotto anni, che ha combattuto nello show giovane della WWE (NXT) e che a detta di tutti, se Dio lo volesse, potrebbe essere il futuro del ns. amato sport entertainment.

Eppure ci ritroviamo a dover parlare di Richie Steamboat, figlio del glorioso “The Dragon” come un potenziale ex wrestler con pochissime speranze di tornare ad essere quell’ottimo prospetto che pareva fosse: partiamo questa volta dal fondo, in altre parole da un messaggio su Internet dello scorso Marzo del ragazzo in cui annuncia di voler tornare ad NXT e laurearsi campione dello show.

Si tratta sicuramente di un fulmine a ciel sereno poiché il piccolo dragone è totalmente inattivo dal 2012, essendosi ritirato a seguito di una pesante operazione alla spina dorsale riguardante quattro dischi rotti nella colonna del ragazzo. Contemporaneamente, inoltre, il padre aveva confermato che per la carriera del figlio non ci sarebbero state più speranze. Alla fine purtroppo, il messaggio si rivelerà un motto di spirito e forse non addirittura opera dello stesso ragazzo.

Mette davvero tristezza, specie leggendo i tweet pieni di passione del ragazzo sul proprio profilo, vedere come una potenziale stella si sia spenta ancora prima di illuminarsi: potreste dire che, come spesso succede, si tende ad ingigantire qualcuno che non può più fare qualcosa o esserci proprio perché non si avrà mai la riprova che in realtà si trattava di un individuo comune avente capacità normale.

Sicuramente sarà anche così, ma riflettiamo sui fatti: Richie iniziò con il classico “WWE developmental contract” nella Florida Championship Wrestling, che poco tempo avanti sarebbe diventata NXT. Durante quei giorni, si misurò nel ring con Roman Reigns, Seth Rollins, Heath Slater, Damien Sandow, Titus O’Neil, e molta altra gente in questo momento promossa nel main roster. Riuscì inoltre a laurearsi campione in ogni singola categoria della FCW e, come molti addetti ai lavori ammisero, sembrava destinato a grandi cose.

Con la nascita di NXT, le sue prime battaglie furono con Leo Kruger (l’attuale Adam Rose) e Kassius Ohno. Che cosa sarebbe successo poi, non lo sapremo mai proprio a causa di quel maledetto infortunio: sicuramente il padre di Richie è stato un grandissimo della disciplina. Oggi noi ammiriamo The Rock e Randy Orton come due figli che hanno messo in ombra i padri, ma (onestamente) il compito era tutt’altro che impossibile. Abbiamo anche però un esempio di figli d’arte finiti male, quali Ted Di Biase Jr e Manu (Afa Anoai Jr).

Indubbiamente Richie era un buon prospetto, più alto e fisicato del padre – con un aspetto accattivante anche per l’audience femminile: sapeva combattere, e per dimostrarvelo Vi invito a cercare su Internet / Youtube il suo match con Seth Rollins. Il potenziale era enorme ma, ahimè, stiamo parlando solo di IF o, per dirlo all’italiana, di promesse.

Esistono due bellissime frasi: la prima è di WB Yeats e dice “ La vita è una lunga preparazione per qualcosa che non succede mai “. L’altra, di Mason Cooley, racconta invece che “la realtà è il nome che noi diamo alle nostre delusioni”. Purtroppo si applicano perfettamente alla parabola di questo sfortunato ragazzo: una bellissima e fulgida stella cometa, che sa incantare ma che ti lascia con l’amaro in bocca perché dura poco e sai che non la rivedrai più.

Per questo, vorrei chiudere questo Vintage un po’ particolare ricordando che Richie aveva il sangue di un drago: ma alla fine, il suo breve fuoco si è estinto. Ora purtroppo sono già tre anni che il piccolo Dragone non si leva più nell’aria col suo volo possente, ma noi ricorderemo sempre quei fugaci attimi in cui il suo solo limite era l’immensità del cielo.

Alla prossima!