Dopo un Vintage abbastanza serioso e anche un po’ sentimentale dedicato a Richie Steamboat, penso sia il caso di risollevarsi un po’ il morale con qualcosa di meno impegnativo e più scanzonato. Tutti ricordano sicuramente Kamala, che il grande Dan Peterson chiamava affettuosamente “panzone di Uganda”. Se però il personaggio di Kamala era, almeno sulla carta, disegnato per incutere timore, non possiamo dire altrettanto di Akeem “The African Dream”.

In un periodo dove il wrestling era anche un po’ politicamente scorretto, fu preso un colosso imponente e da sempre schierato tra i cattivi e vestito con una tenda da circo. Non bastasse questo, il povero tizio (bianco di pelle e dai lineamenti occidentali) doveva pure pretendere di essere un nero e dimenare pancia e culone mimando i movimenti sinuosi d’improbabili danze africane.

Signori, date il benvenuto al personaggio più conosciuto interpretato da George Gray! Viene ancora da sorridere a pensare a come un biker cazzuto e senza scrupoli, che aveva avuto faide con gente del calibro di Randy Savage e Bam Bam Bigelow ed era arrivato alle semifinali del torneo per il titolo assoluto di Wrestlemania IV, fu ripresentato in quel modo bizzarro.

Pensate che Gray nel 1988 era già alla soglia dei trent’anni, e veniva appunto da un periodo da heel senza scrupoli: ancora più inquietante è ricordare il video, reperibile ancora oggi su Youtube o DailyMotion, in cui il suo manager Slick lo reintroduce col nuovo personaggio. Pensate che non solo il cambio di gimmick venne fatto alla luce del sole, ma fu lo stesso Slick a dichiarare che Gray (radicato da anni in South Carolina) aveva scoperto di essere in realtà di discendenze africane. Si era quindi recato in un ghetto di africani residenti negli States e, tramite l’ascolto d’improbabili nenie delle antiche popolazioni indigene, aveva completato la tua trasformazione.

Vi dico solo che Akeem spuntò da dietro un bidone dell’immondizia da cui uscivano delle fiamme e che lo stesso Mean Gene Okerlund (inviato sul posto per testimoniare appunto questo radicale cambiamento) lo chiamò ancora One Man Gang (ovvero il suo precedente personaggio). Per certi aspetti, senza scomodare precedenti illustri, a me è sembrato di vedere il seguito del video di debutto di Shockmaster in WCW!

Inutile dirvi che, a parte un paio di match in coppia con Big Boss Man contro i Mega Powers, il panzone danzerino non andò molto distante: fu anzi sconfitto dal suo compagno di coppia, divenuto face, a Wrestlemania VI per poi ritornare mestamente nel ghetto da cui era venuto.

Quindi il motto “danza con la panza” non ebbe molto successo: del resto, l’Africa (da cui Akeem avrebbe dovuto trarre ispirazione) è un continente immenso, fatto di tanti popoli e culture, un luogo pieno di storia che, per chi non lo sapesse, è iniziata ben prima della colonizzazione occidentale. Tradizioni e modernità s’incontrano in una dimensione che forse molti occidentali non sono in grado di cogliere, in quello che è un limite della nostra conoscenza.

Quindi, per noi, i neri sono per indole spensierati e disinteressati ai problemi della vita e danzano a ritmi senza freno che per loro sono innati. La varietà ritmica tipica della musica africana si esprime, infatti, anche nel corpo che è in grado di eseguire sequenze ritmiche differenti in contemporanea: si tratta di movimenti molto complessi che coinvolgono spalle, petto, bacino, testa, braccia e gambe, spesso eseguiti sul posto.

Tutte queste cose erano presenti nel personaggio Akeem, ma chiaramente in modo grottesco e ridicolo: una leggenda da insiders sostiene che questa gimmick fu una punizione per George Gray, reo di aver saltato alcuni show adducendo come scusa un infortunio inesistente. Nessuno ha mai smentito né confermato questa versione: onestamente, fosse vero, forse sarebbe il modo migliore per mandare agli archivi questa vicenda.

Alla prossima!