Hulk Hogan non finisce mai di stupire!

Strano che a raccontarvelo sia un fan il quale, pur rispettando immensamente quello che Terry Bollea ha fatto per il wrestling, non è certamente annoverabile tra i sui follower più accaniti. Eppure il grande Hulk ha sempre avuto modo di zittire anche i più scettici, o quelli come il sottoscritto che (pur non amandolo follemente) si sono dovuti in ogni modo chinare ai suoi colpi di genio.

Siamo nel 1999, nella World Championship Wrestling: si è appena disputato il PPV “Bash At The Beach”, dove Randy Savage si è laureato campione del mondo. All’episodio successivo di Monday Nitro, Savage sale sul ring e sfida chiunque sia presente nel “backstage” e che abbia gli attributi per salire sul quadrato con lui. Hulk Hogan si presenta tra il tripudio generale della folla e con un aiuto esterno arrivato da Kevin Nash, riesce a strappare il titolo a “Macho Man”.

Hogan era assente dalla primavera di quell’anno per problemi fisici, quindi il suo ritorno fu già una sorpresa: ma quello che accadde nelle settimane successive fu ancora più incredibile. Dal 1996, in altre parole da tre anni, l’Immortale aveva smesso i suoi sgargianti colori e si faceva chiamare “Hollywood”, vestendo di nero. In tanti avevano apprezzato la scelta, affermando che il tempo delle “vitamine”, delle “preghiere” e del “fare i bravi ragazzi” era anacronistico e superato.

Era in ogni caso innegabile che, dopo quasi un ventennio di Hulkamania, anche il fan più smart sapeva che mancava quel qualcosa che rendesse quest’ennesimo ritorno “magico”: siamo nell’Agosto del 1999, e a WCW Nitro Hulk è accompagnato dal giovane figlio Nick di appena nove anni.

Hollywood è assalito con brutalità da Kevin Nash, Sid Vicious e Rick Steiner: in suo soccorso intervengono Sting e Bill Goldberg, e viene sancito un match a sei persone come main event della serata. Qualcosa però è destinato a rendere quel match ancora più incredibile: Nick arriva nello spogliatoio del padre e porta al genitore la mitica divisa gialla e rossa… Hogan però sembra quasi divertito, e tutti siamo indotti a pensare che la fantasia del piccolo Nick resterà tale.

Arriviamo al culmine della terza ora di Nitro: entrano i cattivi, seguiti da Goldberg e Sting. Siamo tutti in attesa dell’Hulkster, e (per farvi capire il momento) Vi riporto sotto fedelmente la telecronaca dell’epoca di Bobby Heenan e Tony Schiavone:

SCHIAVONE: “Questa sarà una battaglia di proporzioni epiche, c’è molto sul tavolo, oltre al fatto di essere nel main event di WCW Monday Nitro”
— partono le prime note di “American Made”, vecchia theme di Hogan versione “Hulkamania” e Schiavone si rivolge ad Heenan.
HEENAN: “Non so, sto guardando Steiner qui vicino a noi a bordo ring”
SCHIAVONE: “Ma è…. Cioè, stai sentendo quello che sento anche io ?”
HEENAN (quasi schifato): “Ok, vediamo che accade ora… è il vecchio…”
SCHIAVONE: “Si, esatto. Aspetta, aspetta… oh mio Dio”
HEENAN: “E’ tornato”
SCHIAVONE: “Hulk Hogan è tornato!”
HEENAN: “E’ passato parecchio tempo dall’ultima volta che l’ho visto così”
SCHIAVONE: “Guardate, sono tutti in piedi”
HEENAN: “Il giallo ed il rosso sono tornati!”
SCHIAVONE: “E’ di nuovo Hulk… signore e signori, in questa notte del 9 Agosto 1999, l’Hulkamania è tornata ad invadere i vostri salotti di casa”.

Un mese più tardi a Road Wild, Hulk metterà in palio cintura e carriera contro Kevin Nash ed, aggiudicandosi l’incontro, costringerà al ritiro forzato l’ex amico e compagno di “stable”. Il ritorno dell’Hulkamania durerà solo fino al settembre 1999, data in cui la perderà la corona a favore di Sting nel corso dell’evento in “pay per view” Fall Brawl.

Vi chiederete quindi: perché tra i vari momenti di una carriera quasi trentennale sono andato a ripescare proprio questo? Beh, io ho visto quella Nitro quasi in diretta (veniva proposta quasi gratuitamente su TNT Europe a soli quattro giorni di distanza dalla messa in onda negli USA, quando ai tempi i ritardi rispetto alle trasmissioni americane era ben più ampi e non esisteva SKY come oggi) e Vi giuro che mi vennero i brividi.

Inoltre, e questa è una cosa che sanno davvero in pochi, quell’episodio me lo ritrovai da commentare come provino per commentare il wrestling in televisione, pochi mesi più tardi, in un grigio mattino in uno studio di registrazione milanese a fianco di altri voti volti del wrestling web italiano. Ma questa è un’altra storia!

Alla prossima!