“PRONTI ALLA RISSA”: NEI CINEMA ITALIANI ARRIVA LA VERSIONE TRADOTTA DELL’ORIGINALE “READY TO RUMBLE” PRODOTTO DALLA WARNER

Partiva così, nell’anno 2000, uno speciale che pubblicai per il mio sito di allora riuscendo a stringere un rapporto di collaborazione esclusiva con la Warner Italia. Visto l’impatto che questa pellicola ebbe sull’allora WCW, vi ripresento il pezzo ovviamente tagliato e ri-arrangiato per rimanere nei canoni di lunghezza di una sola pubblicazione ed evitare di apparire anacronistico….

Nella puntata di WCW Nitro del 24 Aprile 2000, David Arquette era tra il pubblico per promuovere l’uscita di “Ready To Rumble”. L’attore venne presentato come stella del film in uscita e grande amico del wrestler Diamond Dallas Page. Il malvagio Eric Bischoff, lo invitò a provare questa sua lealtà verso Page, sfidandolo nel ring: “Se mi batti, Page potrà affrontare il campione del mondo in carica Jeff Jarrett”. Arquette non si tirò indietro e vinse: più tardi nella serata, Diamond Dallas schienò Jeff Jarrett in uno steel cage match riconquistando il WCW World Haevyweight. Title. In virtù di questo nuovo legame, l’attore venne invitato anche all’edizione successiva di Thunder, dove assieme a DDP affrontò Jeff Jarrett ed Eric Bischoff in un tag team match. La stipulazione prevedeva che l’uomo che avesse ottenuto il pin sarebbe anche diventato campione del mondo: figuratevi lo sbigottimento della folla quando Arquette, mettendo spalle al tappeto Bischoff conquistò l’ambita cintura!

Il nuovo campione regnò per 12 giorni, interrompendosi al PPV del 7 Maggio, “Slamboree 2000”: Arquette, fino allora protetto ed amico di DDP, si rivoltò infatti contro di lui, consentendo a Jeff Jarrett di uscire dalla diabolica struttura denominata “3 Tired Cage” come nuovo campione. Per chi non avesse mai avuto modo di vederla, vi ricordo che la “3 Tired Cage” è una struttura spettacolare quanto pericolosa: si tratta di un castello di tubi disposto su tre livelli, alla cui sommità viene collocata la cintura di campione del mondo. Per la sua particolarità, è stata usata appunto solo tre volte: una nel cinema, la seconda nella storyline raccontata sopra, e nel Settembre dello stesso anno in un incontro a squadre denominato “War Games”.

Torniamo però alla pellicola, che racconta l’amore per il wrestling dei protagonisti (David Arquette & Scott Caan): i due vivono felici in una città che pure non offre niente, al volante di un’autobotte delle fogne, con due famiglie alle spalle che non sono proprio perfette. Trovano però nel wrestling il loro riscatto, soprattutto nella figura di Jimmy King. Il wrestler dipinto nel film, però, è solo in apparenza un uomo di gran successo. Nella sua vita privata è un miserabile ubriacone, con dietro di sé una scia di vite rovinate, e per casa una misera roulotte di periferia.
Questa è una cosa su cui va posta l’accento, perché il film pone fino al mito del wrestler – superuomo, avvicinandolo invece a casi ben più tristi come ad esempio Scott Hall e Jake “The Snake”, grossi campioni ma con alle spalle una vita privata fatta di divorzi – alcolismi ed incomprensioni.
Viene infatti rimarcato come il wrestler è una persona comune che lotta per la propria vita ogni giorno affrontando, oltre ai “demoni” sullo schermo anche quelli della vita reale. Con questo non viene fatto di tutta l’erba un fascio: molti atleti sono puliti sia pubblicamente sia nel privato. Ovviamente però, come in tutte le cose, fa più notizia un caso triste che cento felici.

Un altro personaggio chiave della trama del film è il capo della WCW, Titus Sinclair (Joe Pantoliano). Il promoter è però dipinto come un infido doppiogiochista che, fingendo di supportare Jimmy King, non perde occasione per apostrofarlo in sua assenza con termini pesanti: “E’ un’alcolista, ha perso di incisività. Non era nessuno quando l’ho scoperto, e tornerà ad essere nessuno perché sarò sempre io a distruggerlo”.
Così, senza avvisarlo, il malefico individuo lo manda incontro ad un’imboscata sul ring da dove esce umiliato nel corpo e nello spirito.
“Sinclair rappresenta il tiranno”, dirà Bill Goldberg in un’intervista per promuovere il film, “Ha il complesso di Napoleone, ed usa i suoi atleti come fossero pedine. Non ha rispetto per la loro vita, ed è convinto che chiunque di loro può essere sostituito”. E’ singolare notare come, pochi mesi dopo, lo stesso Bill riservò queste parole anche al suo capo-booker Vince Russo.
Pensando però bene alla trama del film, fa sorridere pensare come Sinclair è stato per DDP e Jimmy King quello che Vince Russo è stato nella realtà WCW per Jeff Jarrett e Goldberg. Uno portato dalla mid-card agli altari, l’altro danneggiato per poi subirne il ritorno finale e l’annientamento.

Per chiudere questa riproposizione, Vi lascio infine alcuni commenti degli attori, che spero vi aiutino ancora di più a comprendere lo spirito dei questo film, made in WCW:

DAVID ARQUETTE: “Lavorare con i miei atleti preferiti, è stato l’avverarsi di un sogno. Sono rimasto affascinato, sono proprio dei ragazzi in gamba. Però mi chiedevo sempre, se avessi detto una battuta sbagliata o qualcosa del genere, cosa mi avrebbero fatto! Ehehehe Scherzi a parte, sono dei grandi professionisti, e quello che fanno è molto più difficile di quanto si pensi”.
OLIVER PLATT (Jimmy The King): “Page ha un aspetto imponente, e sa come usarlo. Mi ha aiutato parecchie volte a trarmi d’impaccio sul ring, non solo perché apparissi un vero wrestler, ma anche perché evitassi di farmi male”.
MARTY LANDNAU (l’allenatore Sal Bandini): “Nutro rispetto per i wrestler… voglio dire: tutti quei colpi, quei ruzzoloni, di certo non fanno bene ai reni. Ma lo fanno, è come un dramma di Shakespare, come l’opera. Ci sono i buoni ed i cattivi, ed il pubblico partecipa. E poi si può urlare, rumoreggiare, sfogare i sentimenti repressi. Si, il wrestling è un’esperienza fuori del comune.

Alla prossima !