Salve, lettrici e lettori di We The Wrestling e bentornate e bentornati al nostro consueto spazio dedicato alle Interviste. In questa occasione andremo a conoscere in maniera più approfondita un veterano della Scena tricolore: è per noi un grande piacere avere l’occasione di parlare con Lupo.

Ciao Lupo e benvenuto nella sezione del nostro Sito dedicata al Wrestling Made In Italy e ai e alle sue esponenti. Incominciamo con le consuete e classiche domande d’apertura: come e quando è nata la tua passione per il Wrestling?

Onestamente l’origine esatta non saprei dirvi a quando risalga. Sicuramente il wrestling mi ha sempre affascinato e come gran parte dei miei coetanei ho seguito il più possibile le varie “ondate” che venivano trasmesse sulle nostre tv nazionali. La wwf dei primi 90’, la wwf/wcw di fine 90’ e più recentemente la wwe negli anni 2004-2005. Chi si ricorda quest’ultimo BOOM su Italia 1 sa benissimo quanto potente sia stata quest’ultima invasione dello sport americano sui nostri teleschermi! Da li a maturare il pensiero del “Massì… proviamoci” il passo è stato breve!

Continuando sempre su questa linea, in che momento hai deciso di passare dall’essere uno spettatore, un fan, a volerti cimentare con questa Disciplina e come ti sei approcciato alla Compagnia che poi ti ha formato ed in cui sei tuttora attivo, nonché Campione Fight Forever, ossia l’Italian Championship Wrestling?

Durante l’ultimo grande BOOM del wrestling del nostro paese avevo 17 anni se non erro, avevo appena deciso di terminare la mia attività agonistica nel basket, passione che coltivavo da quasi 10 anni e il wrestling, per quanto assurdo, mi sembrava il mio passaggio più naturale. Non avevo esperienze nelle arti marziali ma ho sempre avuto ottime doti atletiche,una gran faccia tosta e un innegabile elevata dose di arroganza e competitività…così quasi per gioco cercai sul web (si belli miei, niente social ai tempi) se esistesse qualcosa sul territorio…senza grandi aspettative. E invece kaboom! Italian Championship Wrestling, attiva dal 2000! Mail mandata,primo allenamento fatto e fu subito amore.

Sempre a tal proposito, chi sono stati i tuoi formatori e che ricordi hai dei tuoi primi allenamenti?

Dopo una piccola parentesi nei non più esistenti poli di Quarto Oggiaro e Varese, conobbi quasi per caso Roberto Amato alias il Drago, nella palestra dove avevo iniziato ad allenarmi coi pesi. Insieme creammo il polo ICW di Arese, ed è li che ho svolto la maggior parte della mia formazione. Ovviamente ogniqualvolta ne avessi la possibilità mi lanciavo all’ avventura e mi allenavo in altri poli (con mostruosi e decisamente poco organizzati viaggi in treno e camminate interminabili o scroccando passaggi ai più disponibili), soprattutto quello di Lodi gestito dall’ immortale Mr Excellent, e quello di Como, regno del miglior lottatore italiano della storia dopo Sammartino, Kaio (dove conobbi successivamente gente del calibro di Doblone,Charlie Kid e Corleone, giusto per citarne alcuni). Erano tempi incredibili, la passione era tangibile e la competitività era alle stelle. Ho l’assoluta certezza che nonostante i mezzi e conoscenze limitatissimi, la mia sia stata l’ultima grande generazione di wrestler. Felice di essere smentito eh!

Proseguendo sempre con le primissime fasi della tua carriera, il tuo match d’esordio risale al 28 Maggio 2005, ovviamente in ICW: a “ La Notte delle Cinture” affrontasti l’irlandese Eamon Shrahan, conosciuto anche come Eamon O’Neil, che cosa puoi raccontarci a proposito di quell’ incontro? Ci piacerebbe anche sapere le sensazioni che provasti prima, durante e dopo di esso, magari su come fu per te vivere l’atmosfera del Backstage a ridosso del tuo primo ingresso sul quadrato e come venisti accolto dagli altri componenti del roster una volta rientrato dietro le quinte

Quello fu uno show quasi surreale. Mentre la “serie A” della ICW era impegnata in un altro spettacolo principale non ricordo dove, alcuni di noi erano stati chiamati per 3-4 match di esibizione in una manifestazione di arti marziali. Kick boxing, boxe e boxe thailandese, se non erro. La decisione dei miei colleghi mi lasciò di sasso “ è il tuo primo match, ma siamo sicuri che tu possa fare un match migliore di tutti noi. “Il main event è tuo” . Così mi ritrovai a 18 anni appena compiuti (prima se non eri maggiorenne ti era vietato salire sul ring), in un main event, in uno spettacolo da 400-500 persone di appassionati di sport da combattimento (il 90% non sopportava il wrestling e aveva l’unico scopo di sputtanarci al primo errore), su un ring da boxe e contro uno straniero. Irlandese. E io non parlavo praticamente inglese. Panico. Piano piano però, ritrovai un minimo di fiducia…e poi la voglia di fare era troppo alta. A mia memoria è stato uno dei miei match migliori, ma senza nessuna prova video può essere tranquillamente un mio ricordo artefatto Xd. Feci cose assurde e spot potenzialmente mortali, dentro e fuori dal ring. A pensarci bene sarebbe potuto essere tranquillamente il mio ultimo match ma il buon Eamon ebbe gran cura di me e portammo a casa l’incontro tra i complimenti dei presenti, convincendo anche buona parte del pubblico! “Sono a casa” pensai. È così che mi sono ammalato. Prima o poi ne guarirò…forse.

Adesso facciamo qualche passo avanti, andando a parlare di uno dei tuoi più ostici avversari: infatti, se non per una brevissima parentesi Tag ne “I Numeri Uno”, Charlie Kid è stato quasi sempre un tuo acerrimo rivale con cui ti sei scontrato per le Cinture (Interregionale e Massima dell’ICW), ma anche per l’onore e per decretare chi tra voi due fosse il più forte, battagliando anche in diverse Compagnie. Cosa ne pensi di lui come Wrestler e qual è stato, a tuo modo di vedere, il match più bello mai disputato contro “Il Cowboy”?

Amo Carletto [CHARLIE KID] alla follia. È mio fratello da madre diversa. Lo ritengo un degno erede del suo maestro Kaio nonché uno dei migliori wrestler italiani di sempre. Non so neanche io il perché, ma non ci siamo praticamente MAI scontrati per gran parte della nostra carriera. Ma quando lo abbiamo fatto per la prima volta…non abbiamo più smesso! (non leggetela in maniera perversa, schifosi). Charlie è in assoluto il performer con cui mi trovo più a mio agio, c’è magia tra noi ogni volta che ci incrociamo. È lo Steamboat del mio Flair, l’Orton del mio Cena e il Gargano del mio Ciampa! Basta come descrizione? Il match che ritengo più significativo tra noi è stato sicuramente la “finalissima” al meglio delle 3 cadute che abbiamo disputato in ASCA. Eravamo sicurissimi di poter mettere su uno degli incontri full italian migliori della storia, e non ci siamo risparmiati. Dite quello che volete, ma l’incontro della serata è stato quello. Ci metto la firma, datemi pure dell’arrogante, che tanto ci sono abituato!

A proposito di “Numero Uno”, sei l’unico, fino a questo momento ad esserti aggiudicato ben due edizioni di questo storico Torneo, sia nel 2007 che nel 2013: cosa puoi raccontarci in merito a questi trionfi?

Il trofeo del Numero Uno è stato storicamente la rampa di lancio degli atleti emergenti in ICW. Era detto comune backstage che “chi vince il numero 1 vince il titolo italiano entro l’anno”, tanto per intenderci. Vincerlo la prima volta è stata la mia validazione come lottatore e un attestato di stima e fiducia da parte dei miei colleghi. Ti senti materiale da main event e non vuoi deludere nessuno. È molto più una responsabilità di quanto sia un onore, a dirla tutta. Il secondo torneo ha segnato la fase due della mia carriera. La mia occasione di passare tra le fila dei cattivi, in grande stile. “ MA MICHELE, TU NON SARAI MAI UN HEEL!” (leggetelo con la voce di Bernocchi). Ringrazio ancora Charlie Kid che quella sera si è spaccato la schiena in 3 match incredibili solo per permettermi di avere il mio momento. Una delle storie meglio scritte in italia, quel numero uno. Recuperatelo!

Ormai sei conosciuto per essere un Lottatore che predilige la competizione in singolo, ciononostante, oltre al duo con Kid, ne formasti uno con The Golden Hornet poi noto come Ape Atomica, “I Beasty Boyz”, con cui vincesti due volte i Titoli di Coppia ICW: di chi fu l’idea di formare queste Squadre e come ti sei trovato a condividere il ring con entrambi, combattendo non contro, bensì dalla stessa parte?

Amo il tag team wrestling, da sempre. Quando guardavo la wwf ero assolutamente innamorato dei Legion of Doom, dei Demolition, dei Megapowers (!!!) vedere quel tipo di incontri mi ha sempre esaltato e la storia dell’incontro 2 vs 2 è da sempre la migliore. Poche balle. Così appena se ne presentò l’occasione proposi alla dirigenza di mettermi in un tag, e la scelta ricadde su un atleta scuola Mr Excellent, un mister x (non ve la svelo la sua identità) successivamente noto come Ape Atomica. Golden Hornet era il luchador standard in ICW. Interpretato negli anni da talmente tanta gente che ne ho perso anche il conto. Era il jobberone che mandavi al macello o a far divertire i bambini. Ma con Ape Atomica la musica cambiò, e fin da subito facemmo di tutto per imporci nella categoria tag. Nostro avversario dell’epoca, in ogni sua declinazione e formazione, il signor Kobra. Rivalità che ci siamo trascinati dietro per anni, tra Tag e titolo Interregionale

Queste invece sono più curiosità legate al tuo personaggio: cosa ti ha spinto ad adottare la Gimmick de “Il Maschio Alfa” e prima di “Lupus Dei” dei Powerwolf, avevi in mente qualche altro pezzo come tua Theme Song? Sarebbe interessante conoscere anche la tua evoluzione a livello di Ring Attire

L’origine di per sè del personaggio del Lupo si perde all’alba dei tempi, nella mia pischellaggine. Quando si giocava in cortile a scuola e in tv trasmettevano i power ranger o chissà che altro. Così noi giocavamo a essere eroi e ognuno aveva un suo nome di battaglia. Non chiedetemi perché, ma io ero il diavolo lupo. DevilWolf, perché l’inglese fa figo, fino a quando capisci che è una minchiata sul ring. Così quando ebbi l’ok dalla dirigenza per il debutto, proposi Devil Wolf. Cassato in tempo zero dal Drago. Diventato Lupo, il “talento d’argento”. Vai a capire il perché. Il nickname spari ancor prima del primo match, ma Lupo rimase. Anche se la mia idea base del comeback dove mi trasformavo in un animale selvaggio non fu MAI usata (quando sei un rookie esegui, non è che puoi imporre al match cose così) e il personaggio nei primi anni della mia carriera praticamente era inesistente (classico problema delle gimmick che spariscono nel tempo dell’entrata, virus che tuttora ammorba il wrestling italiano)… Lupo rimase. E tutto sommato funzionò. Ora, dopo 15 anni di attività posso finalmente dire di aver sviluppato un vero personaggio. Molto 80’s, per carità.. ma funziona. Solo io mi muovo, colpisco,interagisco e mi comporto così. Mettetemi in mezzo a 50 lottatori e chiunque potrà sempre riconoscermi. Mai amalgamarsi nella massa….gente. La mia musica d’ingresso da buono era “The Quiet Place” degli inflames, mentre i miei costumi hanno praticamente ricalcato la mia crescita muscolare. Sono passato dal pantaloni alla Rey Mysterio tra i 75-85 Kg, alla combo pantaloni/kickpads tra gli 85 Kg e i 95 Kg, per arrivare all’intramontabile mutandone e boots ora che sono un +100 Kg.

Nel 2016, ad ICW “Big Bang”, avesti modo di scontrarti con lo scozzese Wolfgang per il Titolo Mondiale dell’Insane Championship Wrestling: com’è stato per te disputare un match di tale levatura, con un Atleta selezionato successivamente dalla WWE per NXT UK ( dove è Campione di Coppia nei “Gallows” con Mark e Joe Coffey) e com’è stato interagire e rapportarti con lui?

Wolfie è un omone buono e generoso. Gran professionista e atleta di livello. Mi son divertito molto a interagire con lui e a imparare qualcosa di nuovo. Tirammo su un main event abbastanza classico, ma che nel complesso ha funzionato… bella esperienza!

Sul fronte stranieri comunque a livello di show italiani hai avuto modo di fronteggiare diversi wrestler provenienti dall’estero tra cui Nigel McGuinness, Trent Seven, Zack Gibson e David Starr, rispettivamente in ICW, Adriatic Special Combat Academy e Rising Sun Wrestling Promotion e questi sono solo alcuni: cosa ti han lasciato questi incontri a livello di esperienza personale (stesso discorso per il match con Wolfgang) e com’è stato per te poter interagire e confrontarti con Wrestler di quel calibro?

Nel nostro sport, una volta imparate le basi negli allenamenti la tua formazione si blocca. Esiste un unico modo per migliorare…ed è lottare. Dopo un centinaio di incontri (300 secondo Mick Foley), non sei più un “green”, un debuttante. A quel punto, se vuoi migliorare c’è solo una cosa da fare…. Lottare con chi è più bravo di te. Questo è l’unico modo di progredire, di vedere il dado in tutte le sue facce. Ogni volta che affronti un atleta di questo livello, se tieni occhi e orecchie sempre ben aperti, torni a casa con un bel sacco di esperienze e finezze “rubate”. È uno degli aspetti migliori della disciplina e ogni volta le esperienze, nel bene o nel male, ti fanno crescere. Lo ripeto per tutti i nuovi: tenere sempre occhi e orecchie ben aperti. SEMPRE.

Nel nostro paese hai avuto l’occasione di essere chiamato in diverse Compagnie oltre all’ICW come, per citare quelle attive, la Rising Sun, la Mayhem e la Milan Wrestling Federation: come ti sei trovato con esse, come valuti il loro operato e in quali altre Realtà italiane ti piacerebbe essere contattato ed in cui e per cui vorresti assolutamente esibirti?

Da quando la situazione italiana si è sbloccata in termini di collaborazione (gran parte del merito va all’ ASCA), gli atleti sono liberi di girare e interfacciarsi con le altre realtà, scambiandosi esperienze e trucchi del mestiere. Quello che era visto prima come una bestemmia, ovvero il regalare competenze acquisite col sacrificio della propria federazione che investe su di te, ora è assolutamente accettato e incentivato. Che piaccia o meno, è un altro modo di rapportarsi in questo sport. Personalmente io sono a favore. Per quanto riguarda le federazioni, ho ancora qualche cartuccia da sparare con i miei ex colleghi dalla terra della C aspirata. Penso stiano mettendo su un gran bel progetto e se le esigenze/possibilità si incontrassero sarei onorato di salire sul loro ring.

All’estero invece, sei stato selezionato in diverse nazioni, come Inghilterra, Svizzera, Francia e Germania e proprio in terra teutonica nel 2007 hai avuto l’opportunità di salire sul ring della wXw in occasione dell’Offer Show del 16 Carat Gold Tournament: cosa puoi raccontarci in merito a queste esperienze estere?

È un capitolo che ho deciso di chiudere, purtroppo. La mia vita attuale non mi permette più di girare all’estero, e questa scelta ha effettivamente sancito la fine della mia vita “professionale” nel wrestling. Massima stima e rispetto per chi ancora cerca di sfondare nel business… avrei voluto avere le vostre palle ai miei tempi! Nota a margine. Il match in WxW è stato uno dei match più brutti che abbia mai disputato, sicuramente il detentore del momento più imbarazzante della mia carriera… fortunatamente non per colpa mia. È una bella storia, che i vecchi in italia conoscono. Ma rimarrà un segreto!

Passiamo invece a i tuoi gusti personali da fan e da worker: quali sono le federazioni major ed indy che prediligi ed in quale ti piacerebbe approdare?

Faccio abbastanza fatica a seguire in maniera costante i professionisti del settore, ma quando posso cerco di stare al passo soprattutto con la grande E [WWE]. Negli anni ho seguito i giappi [FEDERAZIONI GIAPPONESI], i messicani e indy di livello come roh, lucha underground, chikara, ICW (quella dell’haggis) ecc ecc…

Qual è il tuo personale dream match italiano ed internazionale?

Dubito ci sia qualcuno che ancora non ho affrontato a oggi. Dovessi riesumare una vecchia gloria vorrei un match tra il me di OGGI e il Kaio del 2006. Ho i brividi al solo pensiero! Internazionale? Troppi da elencare.

Dopo il 9/12/2017, in seguito ad un Fatal 4 Way a “Pandemonium XVI” in cui erano coinvolti la tua nemesi Charlie Kid, Alessandro Corleone (altro tuo grande rivale) e Mr.Excellent, si persero completamente le tue tracce, fino al 17/2/2019, data in cui ti ripresentasti a “Fight Forever #5” per affrontare Eron Sky proprio per l’omonima Cintura. Cosa ti aveva spinto a quel periodo di stop durato ben più di due anni e come fu tornare a calcare il ring dopo una pausa così lunga, dovendo tener pure conto della tua inattività, fronteggiando anche un avversario particolarmente agile come il primo Campione Fight Forever?

Principalmente problemi legati al lavoro o alla scarsa motivazione nei confronti della scena italiana. Ho avuto più stop nella mia carriera, proprio perché non ho nessuna intenzione di rubare uno slot in card a qualcun altro se io per primo non ho voglia o motivazioni sufficienti per contribuire attivamente alla buona riuscita dello show. Sono rientrato quando la dirigenza mi ha illustrato il progetto Fight Forever, che ho deciso di abbracciare, in concomitanza con una serie di sigle italiane che mi hanno contattato. Sembrava il momento giusto, e a oggi non posso che confermare! Il match con Sky è stato ottimo, un po’ meno la mia condizione sul ring. Fortunatamente la ruggine l’ho tolta con gli incontro successivi

Ecco, la Cintura Fight Forever: finalmente, dopo una lunga e tortuosa rincorsa, il 18 Gennaio scorso in occasione di “Atto d’Onore”, XIV Capitolo di questo Format, sei riuscito ad emergere vittorioso da un Six Man Elimination match, conquistandola e difendendola successivamente al XV, “Cast Away”, contro Nico Inverardi il 15 Febbraio ed ancora a tenerla salda intorno alla tua vita il 12 Settembre anche dopo il XVI, “ We’re Back”, dove sei stato contrapposto a ben quattro avversari come Nico Inverardi, Mirko Mori e Mr.Excellent, quindi ci viene spontaneo chiederti chi reputi degno di un’opportunità titolata contro di te.

Chiunque può essere degno, se dimostra passione per la disciplina e voglia di sporcarsi le mani per il bene dello show. Salire sul ring con me non è una passeggiata, ne sono ben conscio. Ma traggo enorme soddisfazione ogni volta che qualcuno, seppur malconcio e dolorante, mi stringe la mano e mostra soddisfazione per lo spettacolo che abbiamo messo in scena.

In ICW, ad esclusione della Cintura dei Pesi Leggeri, hai conquistato tutti gli Allori possibili, in altri lidi invece generalmente vieni coinvolto in match di rilievo e puoi vantare una Carriera di ben 15 anni, cosa vedi nel tuo futuro, oltre al tuo match nello Show Benefico Congiunto ICW-MWF & RSWP “Wrestling Together” contro Mirko Mori? Ad esempio ci sarebbe ancora una grossa questione in sospeso tra te, Paxxo/ Luca de Pazzi ed il Coordinatore della Mayhem Wrestling Silvio Saccomanno legata al perché tu non abbia potuto competere per il Titolo di King Of Mayhem…

Rivalità sulla quale intendo mettere la parola fine nel prossimo show della Mayhem. Sono ancora il primo contendente al titolo… e la cintura tornerà a casa con me. Garantito.

Proprio in virtù della longevità della tua carriera, hai potuto constatare ed osservare tutte le principali fasi legate ai mutamenti della Scena Tricolore e per questo volevamo conoscere la tua opinione relativa al Movimento italiano (anche tenendo presente il blocco causato per svariati mesi dal Covid-19), a quali passi in avanti esso abbia compiuto e su come possa migliorarsi ancora negli anni a venire, su cosa bisognerà insistere e quali aspetti andranno assolutamente eliminati o limati il più possibile per proiettarlo ad un livello superiore.

Su questa domanda scrivo un gigantesco “ PASSO!”… è una questione spinosa che richiederebbe la stesura di un manoscritto da 1000 pagine….

Secondo te quali saranno i e le wrestler italiani/e che emergeranno di più in questi anni nel nostro paese, anche in ottica europea ed internazionale?

Questo solo il tempo potrà dirlo. Quello che so è che ci sono numerosi lottatori ben affermati e altrettanti emergenti che con la giusta guida potrebbero fare del gran bene. Poi la scelta se provare a farlo diventare una professione o un piacevole hobby retribuito sta’ tutta a loro, e a quel punto oltre al talento e alle capacità entrano in gioco decine di altri fattori lavorativi e personali

Cosa rispondi a chi sostiene che il wrestling sia tutto finto?

Gli dico che è vero e passo oltre. Sono vecchio e non ho più tempo da perdere con la gente che non capisce un c***o.

Ultima domanda: per chiudere in bellezza, sarebbe fantastico se tu potessi raccontarci un aneddoto curioso e divertente, se vuoi anche imbarazzante o comunque inaspettato in relazione ad un match, ad un viaggio, ad un promo…insomma, hai carta bianca!

Altro manoscritto… con la differenza che questo sarebbe Rated R. materiale non adatto per un in intervista sull’internetto! Magari ci facciamo due chiacchere live!

Grazie mille Lupo per la tua disponibilità nel rilasciarci questa Intervista, se vuoi puoi salutare i tuoi fan e dire a tutti i nostri lettori e le nostre lettrici dove e come poter rimanere in contatto con te via Social e buona fortuna per tutto.

Un saluto a tutti,vi invito a supportare il wrestling italiano a ogni occasione possibile! Potete trovarmi su Instagram come Torknarosh, su youtube sotto LupoWrestling, su Facebook con la mia pagina ufficiale Lupo e su twitter AlphaMaleLupo ! Alla prossima!

Non dimenticatevi che potete seguirci nei nostri canali social, FacebookTwitterYoutube e Instagram.