Benvenuti alla recensione di AEW Fight For The Fallen 2020, qui è “LeHost” Mario Marino che vi accompagna in un evento per la All Elite Wrestling che è stato sì di passaggio ma ricco di spunti interessanti per le settimane e i mesi a venire.Prima di iniziare ad analizzare lo show bisogna prima sottolineare il concept alla base di Fight For The Fallen e la sua filosofia. Nasce come show a scopo benefico infatti l’anno scorso i soldi erano devoluti alle famiglie delle vittime d’armi da fuoco mentre quest’anno i soldi sono stati donati alle famiglie delle vittime del Covid-19. Fight For The Fallen quindi si fa promotore di un impegno concreto che è stato sottolineato da quello che è stato l’opener dello show non a caso.

TNT Championship: “The American Nightmare” Cody (with Arn Anderson) defeated Sonny Kiss

Questo match è stato interessante per due motivi:

1 – Si continua a sottolineare la Legacy che Cody sta creando con questo titolo. Un titolo che di fatto vale e può cambiare l’intera carriera di un wrestler e questa filosofia sta venendo portata avanti di difesa in difesa. Una possibilità per le stelle emergenti, parafrasando Ric Flair, di battere “The Man” per diventare “The Man”. Cody è “The Man” perché ha il titolo TNT, senza non lo sarebbe più. Questo concetto bisogna unirlo alla sua filosofia di Wrestling che si è formata, da bambino, guardando suo padre, il grande Dusty Rhodes e i suoi colleghi della NWA tra cui appunto Flair e Arn Anderson. E non è affatto un caso che Arn Anderson sia il manager di Cody in questo momento. I Four Horsemen, gruppo formato appunto da Ric Flair, Arn e Ole Anderson e Tully Blanchard (che non a caso è stato inquadrato più volte durante il match) rappresentavano l’altro da Dusty ossia tutto ciò a cui si opponeva. Cody è l’uomo nuovo ossia colui che ha realizzato sé stesso perché ha accettato l’altro dentro di sé. Noi maturiamo e diventiamo persone migliori quando accettiamo finalmente quello che abbiamo cercato di reprimere/non vedere in noi stessi e quindi ora passiamo al secondo punto.

2. Sonny Kiss è l’altro, quello che non vogliamo accettare. È l’uomo Gay felice di esserlo e che vive appieno la propria vita non nascondendosi. Ok, non è il primo gay nel wrestling ma è sicuramente il primo che non ha paura di mostrarsi per quello che è. Noi ci realizziamo appunto quando comprendiamo il nostro vero Io e lo condividiamo con gli altri con gioia. Ed è quello che Sonny fa. Sonny è felice e a molte persone questo dà fastidio. Il finale del match rappresenta proprio ciò. Il wrestling, la sua storia, la sua tradizione old school incarnata nella filosofia di Cody abbraccia il cambiamento, la novità, il futuro incarnato da Sonny. Una immagine bellissima e proprio per le emozioni che mi ha trasmesso dò mezzo voto in più.

[6,5/10]

FTR (Cash Wheeler and Dax Harwood) defeated Lucha Bros (Rey Fenix and Pentagon Jr)

Il match l’ho trovato inferiore alle aspettative e si vede che i due team hanno lottato con il freno a mano tirato. Ma ha avuto il merito di portare avanti sia i personaggi dei FTR che si rivelano strateghi e manipolatori nonostante giochino sotto la squadra “Face” e sia le interazioni con i vari team e in particolare con la persona di Kenny Omega. La zona tag si conferma la cosa più hot nella All Elite Wrestling e si vede nei piccoli dettagli con cui vengono curati gli incroci tra i vari team. I FTR (I face) battono scorrettamente i Lucha Bros (gli heel) e questo modo di pensare cross the line mi piace da impazzire. Finalmente non robe stereotipate ma personaggi pensanti e che hanno motivazioni. L’umiliazione che gli FTR infliggono a Kenny Omega è stato uno dei punti più interessanti dello show ma ci torneremo dopo.

[6,5/10]

Demo-God”

Ok, non è stato un match ma due parole sul promo di Chris Jericho le voglio spendere. Esilarante. Ed ho riso dall’inizio alla fine. Qualcuno mi regali la t-shirt e lo cito nel prossimo editoriale. Numero 1. Orange <3 E ora passiamo al prossimo match.

The Elite (Kenny Omega & The Young Bucks) defeated Jurassic Express (Jungle Boy, Luchasaurus & Marko Stunt)

È stato il classico 3 vs 3 in stile Elite: veloce, divertente e improntato sulla spettacolarità. Diciamo che qui i tre dell’Elite si sono messi meno in mostra per mettere in luce il team avversario che si sta facendo valere nelle gerarchie della AEW con prestazioni degne di note. Soprattutto “Jungle Boy” Jack Perry si conferma un prospetto interessantissimo da tenere d’occhio. Interessante lo storytelling fatto sul personaggio di Kenny Omega in questo incontro. Chris Jericho (il Top Heel della federazione e sua nemesi in AEW) che si mette a elogiarlo e lo spinge a riscoprire il lato oscuro di “The Cleaner”. Un Kenny frustato, stanco di essere leale, che si comporta in maniera arrogante con i suoi avversari e bullizza Marko Stunt durante e dopo l’incontro. Solo per venire frenato dagli Young Bucks che recitano il ruolo della coscienza buona. E nel mentre i mind games dei FTR continuano avvicinandosi all’altro campione di coppia, quell’”Hangman” Adam Page che prima era il ruolo della scheggia impazzita (passatemi sto termine, so che ha rotto il cazzo) e ora si ritrova nel ruolo di quello che dovrà tenere saldo il suo team.

[7-/10]

Allie & Brandi Rhodes defeated Kenzie Page & MJ Jenkins

Squash. Non ho nulla da dire. Excuse Me! Tutto magico dalla theme truzza di Vickie al fatto che lei sarà la manager di Nyla Rose come avevo pronosticato nell’editoriale precedente. La divisione femminile inizia ad essere interessante.

AEW World Championship Match: Jon Moxley (c) defeated Brian Cage (w/ Taz)

Ho amato questo match. Ma procediamo per gradi. Il regno di Moxley non mi sta piacendo perché dovrebbe avere molta più esposizione durante gli show. Poco time screen, messo in segmenti secondari/terziari dello show rispetto a Jericho, Cody e il duo Omega/Page. Però l’idea di Cage campione FTW la settimana scorsa mi era piaciuta con Taz che incorona il suo pupillo come vero erede. Il match è stato bello perché è stato un ribaltamento totale della percezione che abbiamo del personaggio Moxley. Dean o’pazz in WWE era quello che perdeva i match per errori elementari. Pazzo, caotico ecc. E tutta sta roba aveva stancato. E ora c’è il ribaltamento. Moxley è un uomo che ha imparato dagli errori di Dean Ambrose. E la storyline che ebbe con Chris Jericho è la dimostrazione di ciò. Jericho lo infortuna proprio all’occhio per prendersi un vantaggio per il loro match titolato. Lì c’è il cambiamento. Non si fa trascinare dalla rabbia, dalla vendetta come avrebbe fatto Dean Ambrose. Ma matura, impara dai suoi errori, si allena con il lottatore MMA per imparare ad affinare la propria strategia. Inganna Jericho facendogli credere di essere cieco e lo sconfigge. E la stessa cosa fa ora con Taz. Gli fa credere di essere totalmente in balia di Cage ma in realtà lo conduce dove aveva voluto fin dall’inizio dell’incontro. Moxley non è tecnico, è semplicemente divenuto intelligente. Non bisogna essere Danielson per colpire l’avversario proprio nel suo punto debole. Basta essere intelligenti e Moxley sta dimostrando di esserlo. Poi questo match l’ho amato perché mischia il wrestling classico, la storyline basilare dell’eroe che affronta il mostro, che soffre, che grida e decide di reagire ad un background MMA che dà un occhio decisamente contemporaneo all’incontro. Un po’ l’erede spirituale di Cena/Lesnar di ER2012. Moxley non è più un “cane pazzo” ma un uomo che sa vincere le sue battaglie. E la resa di Taz è quella di un uomo che sa di aver perso perché ha sottovalutato il suo nemico. Bravi entrambi.

[7/10]

Giudizio generale

Fight For The Fallen 2020 non è un evento che ha eccelso nel wrestling lottato ma nelle storie e nella scorrevolezza dello spettacolo. Hanno saputo mandare avanti in maniera intelligente tutte le storie ed è quello che un prodotto Major deve fare. Il match tra Moxley e Cage è sicuramente un incontro interessante in ottica presente e futura. E il triangolo Omega/Page, FTR e Young Bucks sta entrando nel vivo.

[7/10]