Potevamo raccontare un’altra storia, quest’oggi. Potevamo parlare di un bell’evento di wrestling, di bei match, ottime costruzioni e hype per quello che, come dicono, dovrebbe essere l’evento più importante dell’anno di wrestling di noi fan, smart e mark: tutti conoscono Wrestlemania e la grandezza di questo evento. Tutti sanno che allo Showcase degli Immortali gli atleti escono dalla loro dimensione umana e entrano nell’immortalità. Anche se apri l’evento, sai che per arrivarci, hai sudato, te la sei guadagnata ed hai delle doti evidenti ed apprezzate, per stare lì.

Il 70% di Wrestlemania però, passa per Royal Rumble. Da qui esce il nome di chi a Wrestlemania si contenderà la possibilità di fare la storia. Il 25 gennaio decido di passarmi una notte in bianco. Non è servito ad un cavolo. Oltre al nervosismo, ci ho guadagnato una consapevolezza: la WWE, i dirigenti, il team creativo, hanno qualcosa che non va. Usano droghe, ho pensato. E mi complimento col loro pusher, perché hanno un effetto davvero davvero devastante. Ma andiamo con ordine.

Una card non proprio bellissima, se non per due match come tutti sappiamo. A dire il vero, il pre-show è stato molto bello, o almeno qualcosa di sinceramente inaspettato: Big E rimane goffo sul ring, come un ballerino di flamenco impegnato nella danza classica ma Tyson Kidd e Cesaro hanno fatto davvero un ottimo lavoro, conquistandosi una vittoria meritata e lasciando in me una speranza (destinata, già so, ad essere calpestata): questi due vengono trattati da feccia, quando feccia non sono. Un pre show come già detto abbastanza guardabile, o comunque meglio di quello a cui siamo abituati (El Torito docet….)

L’opener, a mio parere, potevano risparmiarselo. Nulla da ridire se non che avevo pronosticato 3 minuti di match, invece è durato BEN cinque minuti….

Il match tra gli Usos e Miz e Mizdow invece, è stato anch’esso abbastanza godibile. Mizdow divertentissimo, coinvolto fino all’ultimo pelo della sua barba col pubblico in delirio per lui. Ha avuto una costruzione davvero fantastica il suo personaggio: comedy, ma non troppo e soprattutto non tanto banale. Credo che la fortuna di The Miz sia lui, a dire il vero. Alla fine i due ne escono sconfitti, ma Mizdow ruba la scena anche salvando Miz colpendo i due fratelli Usos in un momento di delirio assoluto. Vince lui!

Paige e Natalya invece trattate come la cacca di cane, e passatemi il termine. Brie Bella scandalosamente scandalosa, inutile alla causa, alla società, all’azienda. L’unica cosa che sa dire risulta essere pure irritante, o almeno il modo: “BRIEEEEEEEEEEEEE MOOOOOOOOOOOOOOOOOOODE” e botch su botch. Nikki va avanti, fino a che ci sarà chi sbava dietro al suo culo e alle tette plastificate. Paige e Natalya invece, fanno le sceme. Come cavolo si vince un match con una gomitata? No, ma qualcuno mi dica: quanto può essere credibile una cosa del genere? Manco un minimo. This is awful!!!

E il match che tutti aspettavamo, in chiave WWE, è da 9. In chiave di intrattenimento, ovviamente. Sul lottato avrei da ridire, per la ripetitività di Lesnar e Cena che, a dire il vero, era l’unico fuori luogo nell’incontro. Poco coinvolto e coinvolgente, all’improvviso lo vedevi sbucare dal nulla e colpire (o provare a colpire) con A.A a destra e sinistra. Perlomeno, ce lo togliamo dai maroni per il Main Event di Wrestlemania (E no, forse era il male minore). Brock Lesnar invece, fingendo l’infortunio dopo il volo di Rollins e lo schianto sul tavolo dei commentatori, ha realizzato un capolavoro di work e di storytelling. Vedete la furia con la quale sbuca dal nulla e annienta i due avversari e mantiene il titolo. Alla fine, per come è andato, il match non è stato per nulla male anzi, vale tutti quelli della serata. Seth Rollins invece si conferma un heel coi controcazzi: scappa, colpisce, si prende i due spot della serata: Flying Elbow Drop sul tavolo e Phoenix Suplex su Cena. Qua le leggi della fisica vanno a farsi benedire! Bel match, con Brock che mantiene il titolo e Rollins che si prende tutti gli applausi di un pubblico che ha apprezzato davvero.

E poi, Rumble match. Sono diversi anni che uno sogna di vedere a Wrestlemania un Main Event degno di essere definito tale. Un Main Event che veda due atleti lottare perché lo sanno fare, e non semplicemente intrattenere. A Wrestlemania XXX, emotivamente, il Main Event era e resta da 10. A livello di lottato no, da 5, perché Bryan sa farlo in modo eccelso, Batista e Orton solo in termini di WWE. A Wrestlemania 29 e 28, i due Cena vs The Rock, sono stati il classico match dei classici “Made in WWE”. Wrestlemania 27, non parliamone. E via dicendo. Quest’anno, c’erano le premesse per un grande Main Event e soprattutto per un bel match a livello di lottato e di storytelling. E invece, la famosa droga cui prima si accennava entra in gioco e rovina tutto. TUTTO. Innanzitutto contentissimo per il rientro di Bubba Ray, che mi ha molto divertito. Esaltato da Bray Wyatt, che si concede il lusso di prendere il microfono e cimentarsi in un velocissimo promo dove ribadisce a tutti che lui è questo: “QUESTO E’ BRAY WYATT!”. Non ho capito la precoce eliminazione di Daniel Bryan: che piani abbiamo per lui, Houston?. Scorrendo veloci, arriva l’uomo che mai vorresti vedere, il nuovo “idolo” delle folle. Roman “Rumble” Reigns. Pubblico da dieci e lode quando lo accoglie coi fischi e da 110 e lode con bacio accademico quando gli fischia e contesta la vittoria. Si, perché ha vinto lui. Uno qualunque, un prodotto nato e cresciuto in WWE.

Già, perché tra le tante scelte e i tanti nomi, da Ambrose a Bryan, hanno puntato su Reigns, su “Mi manca il fiato” Roman, su “Faccio tre mosse, qualche botch, sudo come un maiale ma vinco” Reigns. E no, non si discute su chi sarà il suo avversario (al 99% Lesnar) ma sul fatto che questa mela IMMATURA va nel Main Event di Wrestlemania. NEL MAIN EVENT, Oh SIGNORE! E se tanto mi dà tanto, va a vincere. Bravi, sputiamo sull’uomo che ha battuto una LEGGENDA, che sarà sconfitto da uno qualunque, per altro nemmeno pronto.

Potevamo raccontare un’altra storia. Potevamo raccontare di un Bryan vs Lesnar, di un Ambrose vs Rollins o di un Bryan vs Rollins o anche di un Tripe Threat tra i tre dello Shield che sarebbe stato anche meglio, perché il match lo avrebbero valorizzato (e salvato) due che sanno lottare. E invece no. Ci prendiamo ancora un signor qualunque, che nemmeno The Rock riesce a rendere over col pubblico (per altro, il suo intervento, che senso ha avuto, se poi ricompare tra un anno?). Ci troviamo a discutere di un PPV che poteva avere un sette, ma che si becca il mio personalissimo cinque, solo per quel match tra Lesnar, Cena e Rollins che però, non salva tutto.

Ci troviamo a raccontare questa storia. Non esistono cambi di risultato nel wrestling. Ci troveremo un discreto (per ora, sia chiaro) intrattenitore, che ruba il posto e le luci a chi sarebbe stato sicuramente osannato a dismisura dal pubblico, non solo per la capacità di intrattenere, ma anche e soprattutto per il saper lottare.

WWE ROMAN RUMBLE 2015: qualcosa che voglio dimenticare al più presto.
*If you want some, come and get some*