Lui è l’uomo dell’impossibile: è “il Vigilante”, colui che interviene quando tutto sembra perduto e il mondo in preda al caos e alle ingiustizie. Ha estirpato dalla WCW il cancro dell’NWO, ha liberato la TNA dalla soffocante presenza degli Immortals, ed ora il WWE Universe gli chiede di correre in soccorso di quella che sembra una causa disperata: distruggere l’Authority.

A cinquantacinque anni, Steve Borden dovrà di nuovo vestire i suoi panni oscuri, dipingersi il volto ed entrare in gioco a fianco della sparuta resistenza che prova a bloccare le manie ed i deliri di HHH e Stephanie Mc Mahon.

L’abbiamo ormai capito: persi per strada Dolph Ziggler, Eric Rowan ed il possente Ryback toccherà probabilmente a Sting mettere la pietra tombale sui soprusi della Power Couple. La fossa l’aveva già scavata a Survivor Series 2014, apparendo all’improvviso (di nuovo nel momento di massimo pericolo) e portando con uno Scorpion DeathDrop ben assestato il team di John Cena alla vittoria.

Ora però, lui è l’unico che può rimettere HHH e signora dove li aveva già mandati: questa volta però, gli toccherà mettere anche la lapide ed il sigillo, onde evitare sgraditi ritorni. Sarà probabilmente una delle sue ultime missioni disperate, se non addirittura la parola fine ad una sensazionale carriera iniziata nel 1985.

La missione però, è forse la più impossibile tra tutte, e le prove cui sarà sottoposto saranno sicuramente provanti. I motivi sono tra i più disparati, proviamo ad analizzarne alcuni:

  1. Di fronte a lui c’è gente che, nella migliore delle ipotesi, è più giovane di lui di otto anni (Kane) se non addirittura di ventisei (Seth Rollins). Per quanto smaliziato e forgiato da mille battaglie, l’anagrafe non è certo alleata del caro Sting
  2. Steve Borden ha un’aurea leggendaria, che però gli deriva dalla lunga militanza in WCW dove la sua leggenda è nata e cresciuta sino a livelli stellari. Per quanto l’eco delle sue imprese sia noto ovunque, in WWE è comunque un debuttante e il timore riverenziale su cui avrebbe potuto contare in altri ambienti finisce col perdersi.
  3. Il 23 Gennaio 2014 è la data del suo ultimo match in una major, ed i precedenti impegni erano già radi e non continui. Per quanto sia un maestro del fattore sorpresa, un wrestler che appare dal nulla quando meno te lo aspetti, non gli basterà certo fare qualche run-in o un paio di promo per mandare a casa l’Authority. Dovrà anche combattere sul ring, e la ruggine in questi casi non è mai un alleato.
  4. Intorno ai “buoni” è stata fatta terra bruciata: oltre al licenziamento delle tre stelle di cui abbiamo parlato, con minacce ed attacchi a tradimento sono stati intimoriti diversi membri che avrebbero potuto spalleggiare Sting nella sua battaglia.

Ne consegue che vedremo probabilmente Steve Borden di nuovo nei panni del “Cavaliere Solitario” in una battaglia probabilmente decisiva (come del resto il Corvo simboleggia nelle antiche religioni). L’uccello cui Sting si ispira, infatti, nella tradizione celtica era trattato con rispetto e reverenza poiché era sempre raffigurato accompagnare Odino il dio supremo, in una battaglia di guerra o morte, anzi spesso entrambe.

Anche un’antica tradizione irlandese, ci ricorda come il corvo possieda la conoscenza assoluta che gli deriva solo dalla concentrazione del principio spirituale: l’uccello dal piumaggio nero viene, infatti, accomunato con la parte solare energetica del cosmo nonostante il colore delle sue piume poiché come Lucifero rappresenta la luce nell’oscurità. Lui è la luce interiore che nasce dall’insondabile e dallo sconosciuto lato di noi stessi, la parte più intima e sepolta che spesso spaventa e necessita di un guerriero per essere compresa pienamente e senza preconcetti.

Con questa potenza interiore, con la convinzione di dominare lo spirito e con dei principi etici inappuntabili Steve Borden può vincere la più grande battaglia di sempre.

Tutto ha un inizio ed una fine, e sono certo che facendo leva sul suo integerrimo spirito, ancora una volta “Il Vigilante” metterà la parola fine ai soprusi e alle malefatte dell’Authority.

Alla prossima!