Nella gloriosa storia della musica italiana, esiste una canzone di Ivano Fossati risalente al 1981 che s’intitola “La Costruzione di un amore”. Se ne esaminiamo bene il testo, scopriamo alcune analogie con quanto sta succedendo attualmente a Roman Reigns. L’atleta di origine samoana, infatti, è in un momento molto difficile della sua carriera: se infatti “la costruzione di un amore è come un altare di sabbia in riva al mare”, Reigns su quell’altare c’è stato messo a forza, ma poi un’onda marina chiamata pubblico è arrivata e l’ha cancellato o addirittura annichilito.

Perché “la costruzione di un amore”, innanzi tutto, mescola il sangue col sudore: arrivano subito qui le note dolenti. Per quanto la WWE voglia farci credere che Reigns sia venuto dalla gavetta, abbia faticato e combattuto per arrivare al posto dove si è trovato, onestamente non ha fatto un gran lavoro per confermare questa sua teoria: il 31 Ottobre 2012 Roman debutta a NXT, e meno di un mese dopo si trova già nel main event di Survivor Series assieme allo Shield. Sembra un po’ la vecchia teoria dei PPV: una volta c’erano quattro grandi eventi, divennero poi cinque col King Of The Ring, ma da quando sono diventati 12 le superstar evolvono a ritmi forsennati e le storyline sono buttate nel tritacarne e rimpastate con una frequenza disarmante. Di fronte a questi ritmi frenetici, se hai talento alla fine ne vieni fuori ma, se sei acerbo e fatichi a maturare, il sangue ed il sudore per arrivare in cima non hai il tempo di tirarli fuori che è già arrivata l’ora di un altro wrestler.

“Ad ogni piano c’è un sorriso, ad ogni piano un Paradiso da consumare”,cosa che invece il buon Roman non ha ahimè avuto modo di sperimentare: pensate ai classici videogiochi da Console degli anni ’80. Ad ogni livello, la difficoltà aumentava, il mostro da sconfiggere diveniva sempre più tenace ed il personaggio doveva far ricorso a nuove abilità e poteri per uscirne: ma se invece che “ad ogni piano” scaraventiamo l’eroe di turno direttamente al settimo livello senza aver acquisito le abilità ed i poteri dei livelli precedenti, senza “consumare il Paradiso precedente” non lamentiamoci poi se la gente lo ritiene “acerbo” – “insulso” – “amorfo” e (soprattutto) incapace di far fronte alla situazione.

C’è quindi da domandarsi: “Dopo l’orizzonte ci sarà ancora cielo?” come si chiedeva Fossati nella sua canzone: è chiaro che il main event di Wrestlemania 31 è stata una bocciatura sonora per l’ex membro dello Shield. Polverizzato da Lesnar, surclassato dai fischi del pubblico, schienato da Rollins… mancava solo fosse schiacciato da un meteorite.

Chi vi scrive ritiene Reigns un atleta indubbiamente spendibile, un discreto big man, un personaggio in grado di dire la sua senza problemi, ma in piccoli contesti: spiacerà a molti vederlo scritto, ma se Ryback dopo un anno e mezzo di booking sciagurato è andato over di nuovo ed immediatamente appena ripreso i “Feed Me More”, Reigns non è assolutamente in grado di fare altrettanto. La WWE non ammetterà mai totalmente di avere toppato, e quindi lo vedremo di sicuro con qualche cintura alla vita: ma, e me ne prendo la responsabilità in toto, non vedo molte differenze con la carriera di Big. E Langston finito a sculettare nel New Day.

Un consiglio anche al caro papà Sika, che è rimasto decisamente contrariato da come il figlio non abbia avuto il successo sperato a Wrestlemania:

Si dice che bello tornare alla vita
che mi era sembrata finita,
che bello tornare a vedere
e quel che è peggio è che è tutto vero

Capisco il disappunto da genitore che, seppure non certo un Sig. nessuno, spera comunque che il figlio abbia quel successo che magari non ha completamente sorriso a lui: ma se vedere Roman nel main event ti ha “riportato alla vita”, renditi conto che “è tutto vero” e non si può mascherare i fallimenti ed i disappunti del pubblico solo per stupido orgoglio.

Facendo così peggiori solo la situazione del tuo pargolo, che di certo non è già delle migliori!

Alla prossima