Esordire nel Main Roster è sempre un momento unico nella carriera di un lottatore. In qualsiasi federazione, anche in WWE.

Ne sa qualcosa un certo John Cena: 15 volte campione del mondo WWE, per parlare solo del titolo massimo. Il 27 giugno 2002 coronava il suo sogno e già da quelle immagini si poteva già immaginare il campione di domani. Esordio col botto, contro l’Eroe Olimpico, Kurt Angle.

La storia si ripete sempre e due settimane fa è stata la volta di Sami Zayn, introdotto da una altra grande leggenda WWE, Bret Hart. Nonostante la sconfitta, il suo è stato un esordio col botto, contro quello che in dieci anni si è rivelato essere il migliore.

La novità è avvenuta a Raw, lunedì.

“Non sono stato in WWE quanto te, John, ma faccio wrestling da 15 anni, da più tempo di te. La differenza tra me e te è che io non mi sono mai preso una pausa sino ad ora, quindi John non accetto consigli da te”. Impeccabile l’attuale campione di NXT, ben visto dalla dirigenza, amato da Triple H. Un ragazzo che ha girato il mondo, dal Canada agli USA all’Europa fino al sogno WWE. Il tutto in 15, lunghi, intensi, bellissimi anni per arrivare a questo: chi ha avuto un debutto simile, contro il volto della federazione, steso al microfono e al tappeto? Negli ultimi anni direi nessuno. E non solo: l’ex Steen si prende anche il suo primo match in un PPV del Main Roster, Elimination Chamber. Match non titolato e quindi sperare in una sua vittoria ci sta.  Ha detto che il titolo USA non gli interessa, ma se stanotte perdesse, magari non lo disprezza più. E di avversari da affrontare ce ne sono: da Cena per Elimination Chamber passando per Balor, Rollins, Ambrose e perché no, un giorno Triple H, quello che più se lo coccola oggi e si gode il grande investimento fatto la scorsa estate. NXT è stato definito dallo stesso Owens un “sogno che si realizza” e nei sogni, ogni tanto, bisogna crederci, come alle favole. E chi dice che uno sport non possa contenere del romanticismo, di sport non ha capito un bel niente. Il futuro: chissà, chissà. Per il momento ci godiamo l’angle, fantastichiamo sul futuro e ci godiamo i vari Neville, Zayn e da lunedì Owens che non debuttano perché hanno natali prestigiosi o fisico imponente, ma semplicemente perché sanno fare il loro lavoro: sanno fare Wrestling.