No, non è un triangolo e no, qualche mese fa non potevamo considerarlo. Lana è passata da spietata manager di una macchina da guerra a classica valletta contesa per la sua bellezza e per i suoi servigi (sul ring, ma non si sa mai).

Al centro del triangolo ci sono Dolph Ziggler e Rusev: due facce di una stessa medaglia. Il primo, ridimensionato più e più volte nel corso degli ultimi due anni, si trova in questa tresca chissà perché, mentre si discute di contratti e di future opportunità: ma se devi fare il terzo incomodo in un trio che solo un booker malato mentale, e cioè WWE, può proporti, non è forse meglio, sentimentalismo a parte, guardare altrove per cercare altre vere opportunità in posti come Lucha, Ring of Honor o, perché no, Giappone? Evidentemente il legame con la WWE è molto più forte di quel che si credeva.

Poi c’è un Bulgaro che in due mesi è diventato filo-russo, tanto da sfidare una nazione intera entrando con bandiere e mezzi da guerra per Wrestlemania e che, subito dopo, è diventato un comune, patetico uomo schiavo della gelosia e bramoso della sua donna-manager, amica di tante battaglie, che ha perso anche per il suo maschilismo e la sua rozzezza. Eppure, Lana non era più anti-americana di Rusev? Non era addirittura più cattiva di lui? Non era quella capace di bilanciare alla perfezione le doti dell’atleta al microfono? Lui sul ring a rompere i culi prima dell’arrivo di Rocky Balboa, lei la “Paul Heyman” al femminile: fredda, spietata, incredibilmente bella e affascinante nell’interpretazione di un personaggio che, in quelle vesti, aveva un potenziale inimmaginabile: non per forza sul ring, ma anche nelle vesti di sola manager poteva dare molto, avvicinandosi a nomi già noti nel passato e che hanno fatto la storia accanto ad altrettanti atleti maschili che oggi vivono idealmente nella Hall of Fame, su tutti Randy Savage.

Se a questi tre aggiungi poi l’inutilità, il triangolo si allarga a 4: Summer Rae è la manager fallita di Fandango, lo sarà presto anche per Rusev. Perché, cari lettori, separare i due è stato un boomerang: perfetti insieme, l’uno lontano dall’altra irrimediabilmente con qualcosa mancante. Lana ha del potenziale e separarla da Rusev poteva servire, risparmiandoci però la classica storiella americana da lacrime che in realtà sono generate dalle risate. Lana poteva continuare il suo ruolo da heel, e sti cazzi del pubblico, attaccare Rusev, mostrandosi lei la parte dominante, la femmina alpha, e proseguire su questa falsariga. Magari, i due si ricongiungeranno, ma questo triangolo, o quartetto, che non avevamo considerato, potevano risparmiarcelo. Davvero.