Ha esaltato tutti: ogni fan, dal profondo del suo animo, ha goduto nel rivedere Undertaker su un ring WWE, alla vecchia maniera. Si spengono le luci e boom, compare quest’uomo che ha incantato generazioni e generazioni; che ha fatto vivere e rivivere emozioni su emozioni, che ha spaventato i bambini, esaltato i ragazzi e divertito gli adulti. Quando hai un nome ed una eredità così pesanti, come Undertaker, ti è facile tutto: pure un ritorno lampo e la costruzione di un match in una sola notte contro niente di meno che Brock Lesnar, quello che ti ha distrutto 21 anni di vittorie. Tutto molto bello, se non fosse per qualche motivo: sono passati 18 mesi da quel 6 aprile 2014 e da allora, da parte di Taker, non c’è stata una mezza parola sulla streak. In realtà, non ha nemmeno mai più parlato dato che il feud con Bray Wyatt lo ha portato avanti quest’ultimo e questo fa capire anche l’interesse della dirigenza per il suo personaggio: il nulla. Se hai il nome, hai tutto.

18 mesi, dicevo. 18 mesi fa, un match pietoso, forse tra i più brutti della carriera di Taker, metteva fine alla leggendaria streak. E a quel punto Undertaker scompare, salvo poi riapparire dal nulla, su provocazioni cui potevo rispondere anche io, con rintocchi di campane e luci che si spengono. A Wrestlemania 32 abbiamo visto un match banale combattuto da due atleti e lui, il più vecchio e stanco, c’era e si è impegnato. Certo, con fatica, ma alla fine non potevamo chiedere di più, data l’età, con la condizione fisica non più ottimale. Poi, un bel giorno, di domenica, si ripresenta.

Il giorno dopo tiene un promo di quelli da far commuovere masse inermi di bambini mark nel profondo del cuore. Promo che si basa sulla vendetta, sul porre fine a chi, in questo anno e mezzo, si è andato vantando per quanto fatto quel 6 aprile 2014. Tutto molto bello, da lacrime, da film horror americano, da PG, da WWE. Questa potevano risparmiarcela: un Main Event che si vende da solo e che io stesso guarderò insieme a tutto l’evento, ma mi ha fatto storcere non poco il naso l’esaltamento di masse di fan per il ritorno di Taker, il “Vendicatore”, l'”Esorcista”, il “Punitore”. E a Raw, la sera dopo Battleground, un solo promo è bastato per costruire o meglio riprendere, a questo punto, qualcosa  interrotto 18 mesi fa e non coltivato dopo con alcuna logica: se hai il nome hai tutto.

Sono stato fan di Undertaker e mi è piaciuto in più di un’occasione. Per me questo capitolo secondo con Lesnar, non ha alcun senso logico. Addirittura si parla di un eventuale terzo faccia a faccia, in quel di Wrestlemania 32, due anni dopo, dove questa strana storia è cominciata, per poi interrompersi e riprendere, 18 mesi dopo. Se hai il nome, oltre a far soldi e vendere, hai davvero tutto.