Chi disprezza il wrestling spesso porta come primo argomento al suo discutere il fatto che è tutto recitato, finto, e che i wrestler sono bravi e consumati attori. Che cosa succede però quando attori veri e propri decidono di smettere giacca e cravatta (o qualche costume) per indossare gli stivaletti e un paio di mutandoni in modo da salire su un ring?

L’ultimo caso, che è poi anche il motivo di questo Top Story, è Stephen Amell: non stiamo parlando di un signor nessuno dato che, se magari in Italia lo conosciamo soprattutto per aver vestito (anche con buon successo) i panni di Green Arrow, l’attore è stato coinvolto in serie storiche americane come Dante’s Cove e Queer as Folk.

Ora però, lasciati i panni del personaggio dei fumetti “DC Comics” e senza il suo arco con cui ha sconfitto diversi malvagi, dovrà mostrare di essere abbastanza atleta da fronteggiare Stardust e King Barrett nell’edizione 2015 di Summerslam: di certo la sua faida con Stardust non è al top della card, però è sicuramente qualcosa di curioso.

Al top sono invece arrivati altri attori, primo fra tutti il mastodontico Tiny Lister Jr: nel 1989, sulla scia del successo del film No Holds Barred, l’attore di colore divenne Zeus. Con questo nome da battaglia, distruggeva chiunque fosse sul ring contro di lui senza nemmeno sembrare scalfito dai colpi che gli erano portati. Questa collera e quest’arroganza li portarono a scontrarsi con il super-face dell’epoca, in altre parole l’immortale Hulk Hogan e ad occupare il main event di Summerslam e di Survivor Series di quell’anno.

I fans ricordano invece non volentieri il simpatico David Arquette che, sulla scia del film della Time Warner Ready To Rumble, si ritrovò proiettato sui ring della WCW: era il maggio del 2000 e, durante una (per alcuni) famigerata puntata di Thunder l’attore divenne addirittura WCW World Heavyweight Champion conservando la cintura addirittura per una decina di giorni.

Un altro caso eclatante è quello di Andy Kaufman comico statunitense morto a soli trentacinque anni: Kaufman crebbe con una grande ammirazione per il wrestling professionistico ed il mondo a suo dire fantastico del ring. La sua esperienza sul quadrato iniziò sfidando delle donne in combattimenti (reali) di wrestling: sconfiggendole, Kaufman si autoproclamò “Campione del Mondo di Wrestling Inter-Genere” arrivando ad offrire soldi alla prima signora che l’avesse battuto.

Questa fanfaronaggine attirò su di lui l’attenzione di Jerry Lawler, che lo sfidò apertamente ad un incontro: Kaufman per la prima volta si presentò sul ring per combattere contro un uomo, e lo sconfisse (seppure solo per squalifica dovuta al comportamento violento del rivale). Kaufman si nascose poi dietro un presunto infortunio al collo per non concedere la rivincita all’avversario, il quale allora lo attaccò durante il famoso talk show “Late night with David Letterman”.

Parlando di talk show, ricordiamo anche che il conduttore Jay Leno che combatté per la WCW a Road Wild 1998 (in coppia con Diamond Dallas Page) contro Hulk Hogan e Dennis Rodman.

Ovviamente il riscontro ed il successo di questi attori / anchorman e di altri che non sono stati citati in questo pezzo è variato di volta in volta: in che scala potrebbe collocarsi quindi Stephen Amell?
L’imminente match di Summerslam ci dirà molto, ma penso che potremmo metterlo a metà di questa fantomatica scala: il successo di Kaufman e Lister penso sia e sarà difficilmente eguagliabile per diversi fattori, ma ho buoni motivi per credere che non saremo nemmeno ai livelli di David Arquette.

Avrò ragione? Ai posteri l’ardua sentenza…. Alla prossima!