Il 28 Aprile 1996, la WWE metteva in scena la settimana edizione del PPV In Your House: Good Friends, Better Enemies. In essa i due grandi amici Shawn Micheals e Kevin Nash (allora conosciuto come Diesel) si misurarono in uno spietato ed intenso main event valido per il WWE Title, in cui si dimostrò come due persone che si conoscono bene possono diventare (in ogni caso) sia ottimi amici sia acerrimi rivali.

Su una strada simile pare voglia puntare la WWE di oggi, nella storia che vede legati a doppio filo Roman Reigns e Dean Ambrose. Sappiamo infatti tutti come Reigns sia sulla strada per raggiungere il main event di Wrestlemania per il secondo anno consecutivo, questa volta con prospettive leggermente migliori ed un personaggio meglio costruito per provare l’impresa: sulla sua strada, però, c’è forse l’ostacolo più terribile.

Un wrestler che non ha la potenza fisica di Roman, non ha ricevuto un push stellare come lui, ma il cui carisma e presa sul pubblico è proprio quello che la WWE vorrebbe vedere nei confronti del cugino di The Rock: stiamo parlando, come avrete capito, di Dean Ambrose.

Il crocevia di Fastlane è solo l’inizio di quello che potrebbe essere un nuovo martirio per Reigns, giacché (a mio dire) la presenza di Ambrose è il pericolo più grande per il successo da face di coloro che i Mc Mahon hanno designato come volto della federazione.

Pur non avendo avuto storyline di prestigio come l’amico, infatti, la sua abilità di coinvolgere i tifosi è sotto gli occhi di tutti: per quanto infatti la disperata impresa di Reigns alla Royal Rumble sia stata seguita dai tifosi con discreto attaccamento, i fans hanno iniziato a perdere la testa proprio quando Ambrose e HHH si sono misurati per il titolo assoluto.

Inoltre, l’idea di tenere ad ogni modo uniti Ambrose ed il legnoso samoano, se da un lato ha giovato alla popolarità dell’ex WWE Champion ha comunque finito anche col facilitare scomodi paragoni:
la personalità, il carisma, il modo di porsi dei due (messi fianco a fianco) ha finito anche col far capire che il Lunatic Fringe è tutto quello che la WWE vorrebbe fosse il suo uomo di punta designato.

Il main event di Fastlane, purtroppo per Vince Mc Mahon e soci, potrebbe rivelarsi il più clamoroso degli autogol nel momento in cui si stava cercando di ridare credibilità e spessore al personaggio del mastino samoano: la reazione del pubblico, il modo in cui i fan prenderanno l’esito del match, potrebbe finire col condizionare in modo incredibile il main event di Wrestlemania.

L’anno scorso l’incasso di Seth Rollins, stando alle fonti ben informate, fu deciso proprio dopo aver capito che la vittoria del titolo mondiale da parte di Roman Reigns sarebbe stata accolta malissimo: se a Fastlane la folla dovesse schierarsi con Dean Ambrose (fatto sicuramente non da escludere) potrebbero esserci incredibili colpi di scena.

A titolo personale inoltre, mi permetto di segnalare come un possibile triple threat a Wrestlemania tra HHH – il Lunatic Fringe ed il samoano sarebbe potenzialmente ancora più intrigante: nelle settimane prima del più grande evento dell’anno, infatti, HHH (l’assassino cerebrale) potrebbe insinuarsi nella mente di Ambrose e far intuire un possibile turn heel che darebbe più pepe al match stesso.

Terminato questo excursus, mi permetto di prendere le ultime righe di questo pezzo per mostrare alla WWE il mio apprezzamento per l’annuncio di Sting nella Hall of Fame 2016: scelta dovuta, meritata, ma non per questo scontata. Speriamo che finalmente lo Scorpione possa anche lasciare un segno positivo e mettere la sua firma su una pagina gloriosa della WWE, come dovrebbe essere e sarebbe probabilmente dovuto già essere.

Alla prossima!