Anche se il titolo la rievoca, non ho intenzione di parlarvi dell’opera teatrale di Luigi Pirandello. Però indubbiamente questo titolo mi aiuta ad introdurre quello che vuole essere il tema di questa Top Story: l’inconoscibilità del reale, di cui ognuno può dare una propria interpretazione che spesso non coincide con quella degli altri.

Da circa tre settimane, infatti, non vedo show WWE e, per la prima volta da diversi anni, non ho nemmeno guardato Wrestlemania: mi sembrerebbe dunque inutile parlarvi di qualcosa che non conosco e che abbia a che fare con la situazione attuale. Indubbiamente però, quello di cui sto per parlarvi è forse la Top Story del momento, anche se alcuni sosterranno che non è così.

Diversi anni fa, infatti, succedeva una cosa paradossale che ora sta invece accadendo al contrario. Negli anni 90 (1993 circa) la WWE mandava i suoi talenti fuori in federazioni minore a combattere per dare loro quello spazio che non avevano negli show principali: basti pensare alla feud con la USWA che vide coinvolta gente come Owen Hart, Papa Shango, Koko B Ware etc. Ora invece, la federazione di Stamford si vede costretta a dipendere da questi circuiti minori o a pescare a piene mani da NXT per dare linfa ad un roster che invece presenta diverse lacune.

Laddove però questo potrebbe anche non essere un male, ovviamente pescando a piene mani (come succede nel calcio, dove molte squadre ora vanno a caccia di talenti nei settori giovanili esteri) assieme al talento cristallino finisci col mettere sotto contratto anche tanti talenti che pur facendo il loro onesto lavoro non sono certo quei “difference maker” che quelli che li vanno a scovare spererebbero.

Capiamoci: per ogni Seth Rollins, Daniel Bryan, CM Punk, pescherai almeno anche 50 onesti lavoratori che però non sono certo delle stelle. Ovvio che, per preservare il tuo investimento, devi in ogni caso utilizzarli e provare (spesso anche riprovare) a renderli utili al tuo ingranaggio. Cavare il sangue dalle rape, però, non è facile e l’unico che faceva i miracoli l’hanno messo in croce duemila anni fa.

Tralasciando queste due ultime frasi fatte, e per essere concreti… dal 2010 hanno provato a farci credere che Wade Barrett fosse il futuro quando onestamente non mi pare abbia mai avuto dei momenti top dopo la fase Nexus/Corre. Dal 2010 al 2014 ci hanno chiesto di credere che Alberto Del Rio era il nuovo volto del popolo latino americano, ed abbiamo visto gli esiti (e anche questo suo recente ritorno non mi pare abbia avuto risultati fenomenali). Nel 2013 hanno preteso che Fandango fosse il nuovo wrestler “cool” per i giovani.

Come detto, capisco la buona volontà e non voglio criticare queste idee di mercato. Il buon senso chiede però di comprendere che, una volta che il progetto manifesta tutti i suoi limiti ed insuccessi, sia abbandonato: anzi, qualora s’insista, colui che ancora lo sostiene venga messo in riga dai suoi responsabili. Per tornare al calcio, v’immaginate se Arrigo Sacchi (ai tempi del Milan degli invincibili) avesse proposto Angelo Colombo come trequartista/fantasista? Oppure lo stesso avesse fatto Carlo Ancelotti con Gennaro Gattuso? Come minimo avrebbe pagato con l’esonero: centrocampisti con caratteristiche di corsa, cuore e polmoni devono fare solo quello e non improvvisarsi Pelè/Maradona o Baggio!

La mia lettura della realtà attuale, il punto di questa Top Story, è proprio questo: i fallimenti ci sono sempre stati ed ancora ve ne saranno. Bisognerebbe però avere il buon senso di ammetterli e voltare pagina, senza incancrenire una situazione fino a renderla insopportabile anche al più incallito dei tifosi.

Come alcuni di voi hanno notato e mi hanno scritto, recentemente sono stato coinvolto molto attivamente in alcuni show in territorio tedesco, e a tuttora sto lavorando per la realizzazione di un particolare progetto il prossimo anno: proprio questo riavvicinarmi, dopo anni d’inattività, alle dinamiche di una federazione mi ha fatto capire come il voler ad ogni costo far accadere qualcosa finisce col trasformare quella scelta in un insidiosissimo boomerang.

Non so se Voi siete d’accordo con tutto quello che vi ho detto finora cari lettori ma, appunto, così è se vi pare (per me).

Detto questo vi lascio a Payback, sperando magari la prossima volta di parlarvi di qualcosa di più vicino agli show della nostra cara ed amata WWE.

Stay tuned!